27 maggio 2011

Prenotazione Firenze Freeride



Firenze Freeride piace e volevamo tornarci. Qualcuno preferisce sabato mattina 11 giugno, altri sabato 18.

Per accontentare tutti si va sia l'11 che il 18 giugno!!!

E' necessario prenotarsi e quindi via alle iscrizioni. Cercate di essere veloci a decidere così non stressiamo Jacopo e con una sola telefonata vediamo si sistemarci. Specialmente per sabato 11 dobbiamo fare in fretta....il tempo scorre.




Ovviamente io sono disponibile a farmi un giro predalato sia domenica 12 che domenica 19!

23 maggio 2011

Ancora Firenze Freeride? Perché c'era garbato!




L'altra volta avevamo definito Firenze Freeride il paese dei balocchi e da buoni Lucignolo ci siamo ritornati. Non sarò ciarliero con le parole scritte ma vi consiglio vivamente di vedere il video, questa volta è venuto davvero bene. E' vero, ad ogni nuovo video scrivo che è quello venuto meglio ma si spiega col fatto che di volta in volta miglioriamo come attori, registri e sceneggiatori.
FFRII propone un bella serie di inquadrature diverse e tantissimi salti.
Ci siamo divertiti molto e non ha fatto nemmeno troppo caldo, circa 30°C, ma nelle pettorine plastificate, con le ginocchiere, i guanti e col casco integrale non si sente molto il caldo.
Abbiamo fatto tantissimi salti, nessuno è caduto, forse 2 o 3 cadute ci sono state, e soprattutto nessuno si è fatto male.
Va bene uno si è fatto male ma non tanto, credo, e poi gli hanno steccato il dito e già ce lo vedo...

"oh cosa hai fatto al dito? Ti devi riguarda'!"
"Boia deh, io faccio freeride, non so se mi spiego, devi vede' come si va"
"Fai anche i salti?"
"Boh! Ma ruzzi, sono il canguro del gruppo"











18 maggio 2011

La Tecnica secondo Stembi: pulizia della mountainbike

Questa volta v'indottrino su un argomento democratico e tollerante che abbraccia tutte le frange della mountainbike anche i fighetti come voi, anzi, soprattutto voi. Il lavaggio della MTB.

Vi sarà capitato di passare distrattamente nell'angolo della casa o del garage dove tenete la bici e presi dal panico accorgervi che ve l'hanno rubata. Oltre a sottrarvi in maniera illecita il mezzo di locomozione a spregio vi ci hanno messo un monte di mota secca. Rilassatevi e non fatevi prendere dalla tachicardia, in realtà siete davanti alla vostra MTB iper-motosa che non lavate da tempo.
Qualcuno di voi mi verrà a scrivere che le biciclette moderne sono state concepite per resistere a sporco, acqua ed intemperie.
E' arrivato il sapientone. Comunque, hai quasi ragione!
Le moderne MTB resistono allo sporco, ma fino ad un certo punto, e qui interviene la pulizia della bici che oltre a farla tornare all'antico splendore elimina gli attriti da parti rotanti incrostate e il peso eccessivo di quei 3 o 4 kg di mota e polvere.
Lavare troppo la bici fa male, come lavarla poco, in vero basta fare attenzione alle tecniche che si usano ed ai prodotti che s'impiegano per i vari elementi che compongono il nostro mezzo.
Così come per le vostre ascelle e i vostri piedi anche per la bici l'acqua non è dannosa. La MTB è praticamente fatta di alluminio, carbonio, plastiche e gomme e poi le uniche cose che si ossidano sono viti, bulloni, cuscinetti e perni, tuttavia importanti pure loro. Le infiltrazioni di acqua sono sempre possibili, taluni detergenti fanno male alle plastiche ed alle gomme, gli sgrassanti troppo forti vi danneggiano la vernice del telaio perciò quando laviamo l'oggetto del nostro sport ci vuole attenzione.
La MTB si pulisce il giusto e lo si fa in maniera delicata. D'estate quando i sentieri sono solo polverosi basta dargli una pulita a secco, magari facendo attenzione che le componenti meccaniche come la catena e le trasmissioni funzioni bene e gli steli delle sospensioni siano puliti. Quindi se è polverosa una spolverata basta. Io comunque la lavo con acqua e sapone, la spolverata è una cosa che concepisco con difficoltà.
Se invece sei una fanatico del fango e vi rigirate nelle pozzanghere come i maiali allora bisogna per forza usare l'acqua ed in casi di estrema terrosità anche qualche detergente e sgrassante.
Il precisino, pignolo, petulante e spara sentenze, avrà comprato tutto il necessario nel negozio specializzato spendendo di più che a comprare la bici nuova. I furbi e i vagabondi lasciano, di proposito e in modo subdolo, la bici in macchina o a casa dell'amico biker nella speranza che gliela lavi lui. So che questa tecnica per un certo periodo di tempo funziona. Tutti gli altri si arrangiano e in casa si trova tutto il necessario per condurre un operazione di pulizia efficace e corretta. Ecco cosa occorre:

- un secchio, vedrai che c'è, qualcuno pulirà i pavimenti a a casa tua!
- un pennello, ma non è proprio indispensabile, l'ho elencato per darmi importanza
- una scopa, io uso la scopa si, o una spugna
- detergente per piatti

Sappiamo tutti che si trovano detergenti e sgrassanti specifici, studiati da pinco pallino nel laboratorio X... ma il sapone per piatti è l'ideale e ce lo avete di sicuro.

Perché il detergente per piatti?

Perché se lava i piatti incrostati di lasagne, fritture, arrosti e uova sfrigolate nell'olio figuriamoci se non pulisce e deterge la MTB.
Perché se sgrassa la teglia del cinghiale in umido e toglie l'olio dalla padella del fritto misto, vuoi non riesca a togliere il lubrificante ormai intriso di sporco da catena, cambio, corone e pignoni? In più il detergente per piatti non è aggressivo nei confronti delle guarnizioni, delle gomme e delle plastiche e non ti svernicia il telaio, infatti se nelle pubblicità mantiene belle le mani delle donne figurati se ti rovina la bici. Inoltre il detergente per piatti non lo pagate voi ma vostra moglie quando fa la spesa per la casa.
Diluito con poca acqua lo potete spruzzare sui componenti più grassi in modo da sciogliere più agevolmente lo sporco prima del lavaggio vero e proprio.
In un bel secchio d'acqua vi serve per il lavaggio con la scopa o la spugna. Io prediligo la scopa perchè le lunghe setole raggiungono i pertugi più nascosti, se volete usare lo spazzolino da denti come nei film militari americani fa lo stesso, divertitevi.

A mano, con l’idropulitrice, all'autolavaggio. La prima più precisa, delicata ed efficace; la seconda veloce ma con possibili danni a cuscinetti, sospensioni ecc; la terza...beh siete degli assassini!

Il lavaggio a mano della bici è quello che costa più fatica e tempo, sarà forse perché è il migliore. Scopa o spugna, acqua, detergente, secchiello, voglia e pazienza oppure passione. Poche cose per avere una bici perfettamente pulita senza rischiare di compromettere nessuno dei suoi componenti. Se proprio c'è un esagerazione di sporco avete due sole opzioni: togliere il grosso con una bella spruzzata d'acqua e valutare di pulirla più spesso.
Procedimento: sciacquare togliendo fango, polvere ecc, passare con la spugna e del detergente, risciacquare. Mi raccomando pulite tutto, anche le parti più inarrivabili e noiose, che sfortuna vuole che siano sempre le più importanti da pulire e soprattutto quelle che non puliamo mai.

L’idropulitrice è bellissima, affascinante, pratica e spesso esaltante. Tra le sue più apprezzate peculiarità ci sono velocità ed efficienza di pulizia della vostra MTB. Ma usate molta cautela, snodi, cuscinetti ed altre parti meccaniche odiano l'idropulitrice e le infiltrazioni di acqua dovute ai suoi getti ad alta pressione.

Il non plus ultra dell'idropulitrice non è quella che avete a casa bensì quella dell'autolavaggio, così potente che scappa di mano, l'avete mai provata sulla vostra bici? Funziona e pulisce bene vero? Allora siete degli assassini! Ve lo avevo già detto prima. Acqua ad alta pressione e sporco si infilano nei posti peggiori e se non lo avete mai notato è perché non avete mai smontato il movimento centrale o le sospensioni, ci si può trovare dentro la terra del giro che avete fatto l'anno passato. L'idropulitrice usata con giudizio tuttavia non fa danni.

Dopo il lavaggio si fa merenda e si stappa una bella bottiglia di vino, se è estate la birra, rinfresca di più, ma prima sarebbe bene asciugare il vostro amato mezzo di locomozione. Ecco il momento che tutti aspettano, quello in cui fa la sua comparsa il compressore. Sono convinto che lo avete tutti! Come si fa a vivere in pace con se stessi senza possedere il compressore?
Prima di usare il compressore però dobbiamo togliere il grosso dell'acqua, operazione che si esplica semplicemente sollevando e scuotendo la bici con scatti bruschi e frenetici, oppure roteandola sopra la testa. Più o meno quello che fanno i cani quando escono dall'acqua. Per sgrondare l'interno del telaio, lo so che ci siete andati vicino con l'idropulitrice, dovete togliere il reggisella e capovolgerla. Con questi esercizi potete smettere di andare in palestra. Adesso che scuotendo e capovolgendo la bici avete allenato le braccia si usa il compressore, e si dirige il getto d'aria dove più serve: in faccia per rinfrescarsi che con tutto questo sollevamento pesi sarete già sudati fracidi. Successivamente si soffia sulle parti che più patiscono il contatto con l'acqua quali mozzi, forcelle, ammortizzatori, catena, corone, pignoni, deragliatore, cambio, freni, manettini del cambio, snodi del telaio. Facevo prima a dire quello che si poteva non asciugare! Se non abbiamo l'aria compressa si lascia al sole e speriamo che non arruginisca, oppure si usa la carta o gli stracci e ci passiamo una giornata. Se volete risparmiare tempo durante la fase di asciugatura vi consiglio di comprare il compressore, magari bello grosso. Lo so, sul compressore non transigo.

Lavando la bici si sgrassa e i lubrificanti se ne vanno. Quindi una volta lavata ed asciugata dobbiamo lubrificare di nuovo tutte le componenti che lo necessitano. In tempi passati quando ero un giovane biker inesperto ma esuberante la lubrificazione era fatta con la tecnica dell'immersione: prendevo la bici e la  immergevo in un bagno di gasolio. Freni a parte la bici era pronta per resistere a qualsiasi tipo di intemperie, ma a volte mi scappava di mano da quanto era unta.
Oggi la lubrificazione è diventata un poco più specifica e si avvale di nuovi lubrificanti, oli e grassi specifici per ogni componente della MTB.
Catena: applichiamo il lubrificate maglia per maglia o con lo spray o col pennello. Gli sbrigativi come me spruzzano un sostanzioso strato di silicone spray.
Cambio e deragliatore: consigliato olio al teflon molto liquido e che attacchi poco lo sporco oppure spruzzata di silicone spray.
Steli forcella, ammortizzatore e reggisella telescopico: consiglio l’applicazione di un lubrificante apposito che ora vi dico abbiate pazienza maledizione! Allora si applica sia sullo stelo, che leggermente sotto il raschia polvere che va sollevato delicatamente. Per la lubrificazione degli steli si può utilizzare o l’efficacissimo FInish Line Stanchion Lube oppure una spruzzata di silicone spray.
Il resto della bici va bene così, oppure spruzzata di silicone spray per lucidarla.
Insomma io ho solo il silicone spray.

Alla fine del lavaggio dobbiamo controllare che la nostra MTB sia a posto dal punto di vista meccanico:
  • viti, brugole e bulloni serrati; 
  • cambio e deragliatori regolati, e tutti i rapporti che entrano al volo senza rumori e miagolii; 
  • i freni che non fischiano o tentennano, si controlla lo stato d'usura delle pasticche e che l'impianto frenante non perda olio 
  • tutti gli snodi ben avvitati e che facciano il loro lavoro senza attriti 
  • sospensioni e ammortizzatore regolati ed efficienti
  • totale assenza di crepe o danni a manubrio e telaio 
  • la mancanza di rumorini, tentennamenti, ciglolii, miagolii, strufiamenti e strusciamenti 
Abbiamo quasi finito, un ultima cosa...fate 3 passi indietro, osservate la MTB e sospirando dite:” deh, boia che mezzo!”

14 maggio 2011

Doganaccia



MTB_11.05.14_doganaccia



Ecco le foto! Qualcuna è anche bella, in genere quella dove non ci sono i nostri brutti visi sfigurati dalla fatica.

8 maggio 2011

Firenze Freeride


Il paese dei Balocchi (FFR 7-5-11) di samuele321





MTB_11.05.07_firenze.freeride

Cercavo una frase che sintetizzasse l'emozioni vissute ieri. Che come un'icona rappresentasse al meglio tutta la giornata. Per adesso scrivo qualcosa a caso poi magari la frase vien fuori scrivendo.

La giornata di ieri è stata parecchio intensa, forse anche di più.

Tutto è iniziato almeno giovedì, cena a casa di Taz con serata officina per mettere in ordine i nostri mezzi. Ovviamente l'argomento della serata era il sabato, un giorno di bici pedalata, un pranzo per riprendersi, un pomeriggio di discese. Abbiamo passato 2 giorni a consumarci dall'aspettative. Malati!

Tutto merito di Forafascioni. Che è talmente entrato nello spirito del gruppo che già si firma così nei commenti di questa notte. Dormire no?
Forafascioni ci ha deliziato con un bel giretto sulle colline di Firenze, un giro tranquillo, pedalato, con paesaggi molto belli, con cenni storici interessanti e tante curiosità culturali. Per farci divertire ancora di più ha cercato di speziare la mattinata con alcune disavventure, Forafascioni (adesso se ne intuisce il nome) ha deciso di forare non so quante volte e per non lesinare sulla sfiga si è anche buttato in terra. Stallo per solidarietà si è buttato in terra anche lui. Altruista!
Forafascioni diventerà un assiduo frequentatore del blog, me lo sento, non si farà certo mancare di leggere le nostre teorie sulle forature e la latticizzazione, che lo guideranno verso una scelta ben più ponderata del fascione e dei metodi di riparazione più idonei delle forature, come bestiemme, imprecazioni e richieste di aiuto a Taz.
Forafascioni ci ha portato anche a pranzo in un bel posticino, una certa fattoria del conte marchese tal del tali che ha molto impressionato Stallo.
Forafascioni ci ha presentato anche quei fantastici sentieri che sono le piste di Firenze Freeride dove tutti si sono scapiccollati. Che pacco! Che pacco aver girovagato tra Terni e Finale, tra la Francia e il Nord Italia e poi il paese dei balocchi era dietro casa!


La giornata e i diversi punti di vista.

Sulle forature di Forafascioni...
Forafascioni: boia che figure di merda, che sfiga infame, manco li conosco questi qua e me ne capita una dietro l'altra.
Stembi: deh! ma se un ci mette una rota per il verso fora anche sull'aghi di pino.
Taz: lo sapevo dovevo portare 12 camere d'aria, tanto son leggere.
Stallo: ah ci si riposa!
Roster: l'avrò portato il casco?
Fly: vieni che mentre ci siamo ti aggiusto anche i freni.
Rosario: ma quando si fa freeride?

Sulle cadute...
Forafascioni: ohiohi son caduto...nooo, mi hanno lanciato una maledizione.
Stembi: deh ma allora lo fai apposta.
Taz: dovevo portagli le protezioni, tanto son leggere.
Stallo: poveraccio, per solidarietà mi butto in terra anch'io.
Roster: l'avrò portato il casco?
Fly: mentre ti rialzi preparo una camera d'aria per la prossima foratura.
Rosario: ma quando si fa freeride?

Sul pranzo...
Forafascioni: adesso speriamo che non vada niente di traverso.
Stembi: finalmente si mangia, ma chi è quella con la mano dentro i pantaloni a mantrugiarsi il sedere!
Taz: occhio ai grassi, ai carboidrati e alle proteine
Stallo: te sei il conte? dove l'hai messo il mantello?
Roster: l'avrò portato il casco?
Fly: prendo anche il dolce alla faccia delle diete!
Rosario: ma quando si fa freeride?

Sul Freeride...
Forafascioni: anche la bici da DH forata!
Stembi: mi gocciola la pettorina, vedrai sudo.
Taz: vedrai che riprese!
Stallo: certi salti!
Roster: ho il casco!
Fly: come godo alla faccia delle piste pacco.
Infine la frase che sintetizza le emozioni della giornata..
Rosario: IO SONO FREERIDE!


2 maggio 2011

La Tecnica secondo Stembi: i pedali.

La rubrica per molto tempo assente ingiustificata ritorna e lo fa di lunedì, così tanto per cambiare.
Tuttavia il ritorno è di quelli significativi con un post dall'argomento sempre attuale e di fondamentale importanza sia per i bikers del gruppo che per il ciclisti di tutto il mondo pedalato.

I pedali.

Quanto siamo indispensabili i pedali potete rendervene conto da soli provando a toglierli dalle vostre MTB. Appena li avete tolti ci si rende conto che la bici senza pedali non serve a niente.

I pedali hanno sempre aperto dibattiti anche violenti tra i ciclisti spesso sfociando in faide cruente e sanguinarie, questo è un bene poiché i ciclisti temono molto l'assenza di argomenti di discussione durante le loro escursioni.

A parte i modelli, i colori e tutte quelle figatine da maniaci del look i pedali si dividono in pochissime categorie: flat, pedali con aggancio con e senza gabbia.

Pedali Flat

Pedali Flat
I pedali flat come dice la parola stessa sono piatti. In qualche modo qualcuno ci ha voluto mettere i pin, dei pippoli di ferro, spesso delle viti, che hanno il compito di penetrare nella suola della scarpe e nella carne della gamba, per garantire grip nel primo caso e scatenare bestemmie ed improperi nel secondo insieme a ferite lacero-contusive.
I pedali flat più grossi sono e meglio ti ci appoggi coi piedi per trasferire peso e baricentro corporeo e riuscire a guidare la MTB al meglio soprattutto in discesa.
Ai pedali flat si abbinano scarpe di dubbio gusto, l'importante è che abbiano la suola morbida e piatta per permettere ai pin di penetrare nella gomma e avere il grip giusto sul pedale. Tra i modelli più blasonati di scarpe ci sono quelle da HipPop che tutti hanno comunemente in casa, e quelle da skatebord o le ballerine.
Stivali a coscia da pescatore e scarpe con tacchi a spillo vertiginosi sono sconsigliabili coi pedali flat, tuttavia nessun biker si sentirebbe di criticare i tacchi a spillo in bici se indossati dal soggetto appropriato.
I vantaggi dei flat è che non sei agganciato alla bici e quindi nei terreni più accidentati e tecnici permette di togliere e mettere il piede dal e sul pedale più velocemente e poi la grande superficie d'appoggio esalta la guidabilità del mezzo. Altro vantaggio del pedale flat è che si abbina con una scarpa comoda, utile ai meno in forma per spingere la bici in salita.
La MTB coi pedali flat la si può usare anche per andare a fare la spesa e comprare il giornale senza bisogno di mettersi le scarpe con attacchi XC, quindi i flat spiccano per comodità e praticità quotidiana. Tuttavia i flat non sono poi così efficienti nel trasmettere la forza della pedalata alla bici, inoltre la naturale scompostezza con cui si appoggia la scarpa sul pedale potrebbe indurre guai fisici al ginocchio e altre quisquilie di natura infiammatoria agli arti inferiori . Se non si padroneggia i flat con una certa abilità nei salti il pedale tende a separarsi dal piede, una volta persi i pedali al biker in fase di atterraggio non resta che appoggiarsi violentemente con le zone delicate alla sella con il rischio di schiacciamento dei genitali. Pedalata scomoda ma sicurezza in occasioni critiche ne fanno il pedale ideale per chi spinge la bici in salita e si scapicolla in discesa, quindi sono impiegati da qualche endurista, gli FR, i DH, i TG, gli AM, i PM, MEGS e HBB.


Pedali con agganci.

Pedali con agganci
In discesa, nei tratti pericolosi, in presenza di burroni e precipizi i pedali con agganci danno la sensazione di aver pronunciato la frase “fin che morte non ci separi”, ma offrono indiscutibili vantaggi nella pedalata. Trappole mortali ma amici dello sforzo fisico i pedali con agganci ti permettono di spingere sul pedale da un lato e di tirare verso l'alto dall'altro.
Ne consegue una pedalata più rotonda e la possibilità di rilanciare molto bene la MTB nei tratti sconnessi mantenendo il controllo totale anche su scalinate e rock garden (tranquilli anche io prima di questo post non sapevo che esistessero i rock garden e francamente non saprei darne una descrizione). Il contro lo abbiamo già sintetizzato: nelle cadute...fin che morte non ci separi.
I pedali con agganci si dividono in due gruppi: con e senza gabbia. In quelli senza gabbia l'appoggio è dato solo dall'aggancio con la scarpa, ideali per leggerezza e per la pedalata, meno propensi a dare il giusto appoggio nella guida in discesa. Ovvio che questi marchingegni siano utilizzati principalmente dai nostri deformati amici della XC. In questa disciplina guidabilità e controllo in discesa non sono priorità pertanto pedali con aggancio e senza gabbia abbinati a delle scomodissime scarpe rigide e plastificate offrono quella rigidità che ottimizza la pedalata e la trasmissione della forza dalle gambe alla bici.

Meglio i flat o meglio gli agganci?

In genere gli ignavi e gli indecisi danno nel mezzo e prendono quelli con gli agganci e la gabbia. Molti all mountain, enduristi, FR e DH prediligono i pedali con agganci e gabbia ed hanno le loro ragioni: pedalata fluida e rotonda con ottima trasmissione della forza, buon controllo e appoggio in fase di guida in discesa. I pedali con agganci con gabbia sintetizzano i vantaggi sia dei flat che degli agganci, ahimè anche gli svantaggi, non sono leggeri e in caduta ti sganci quando ormai hai smesso di rotolarti e rantolarti in terra.
La gabbia nei pedali con gli agganci serve ad offrire un ottimo appoggio in fase di pedalata e discesa e di trasmettere la forza alla bici anche con scarpe più comode e meno rigide di quelle XC, inoltre la gabbia protegge il pedale dagli urti.
Quindi flat, agganci con o senza gabbia son pedali da scegliere in base alle nostre esigenze, alla nostra disciplina, al nostro modo di praticare MTB.
I migliori? Semplice, quelli che vi fanno sentire a vostro agio, ricordate che in bici ci state voi! Inoltre se vi dico quali sono i pedali migliori finiscono le accese discussioni tra i bikers.

...e le scarpe.

Le scarpe XC sono quelle che ci si sta peggio, tomaia plastificata quasi inesistente, non riparano dal freddo e non traspirano col caldo, non sono idrorepellenti, la suola è un pezzo di PVC rigido con l'aggancio incorporato. Tutti questi difetti fanno pari con due soli pregi: leggerezza e rigidità per trasmettere la forza dalle gambe alla MTB. Va da se che se comprate queste scarpe fate XC e Marathon e avete pedali con agganci senza gabbia. Queste scarpe sono fatte per pedalare, non camminateci troppo, oltre al rischio di sdrucciolare su sassi e asfalto, queste scarpe favoriscono la nascita di vesciche, calli e piaghe al piede.

Le scarpe da all mountain assomigliano alle scarpe da trekking, sono quelle che si abbinano ai pedali con agganci e gabbia. Scarpa più morbida e suola confortevole, la rigidità nell'insieme scarpa-pedale è data dalla gabbia, in più spingere la bici, camminare e fare passeggiate è ben più piacevole che con quelle da XC. Insieme ai pedali con aggancio e gabbia queste scarpe sono l'ideale per le discipline AM e enduro, ma sono impiegate anche nel freeride e downhill.

Per i pedali flat? Deh, ve l'ho già detto, tutte le scarpe a suola piatta di gomma, basta che entrino i pin del pedale nella suola, se poi la suola in gomma ha anche una certa rigidità ci pedalate meglio.