30 giugno 2011

La Tecnica secondo Stembi: la Freeriditudine.

Questo post non tratta di tecnica, è molto più filosofico, introspettivo.
Dalla nascita del nome del nostro gruppo, iosonofreeride, mi sono domandato per giorni, anzi notti intere il significato intrinseco di questo nome.
Se è vero che siamo freeride, il pungolo è stato quello di sviscerare tale affermazione e renderla più chiara e comprensibile.
Durante questa ricerca mi sono imbattuto in una domanda: quando possiamo definirci freeride? E una volta tali, quanto siamo freeride?

L’essere freeride è uno stato d’animo, un’attitudine, una percezione di sè e del nostro essere oppure è strettamente correlato alle nostre azioni, ai fatti?
Ormai intrappolato in questi pensieri mi sono abbandonato all’alcol in cerca di risposte. Ahimé l’alcol di risposte non ne da, ma fa dimenticare le domande, ma in quel momento, tra l’arzillo e lo sbronzo, lì nascono le mie migliori idee, i miei attimi di ispirazione.
Nacque così il concetto di FREERIDITUDINE, che è la disposizione o la dote motoria, mentale e comportamentale al freeride che ci spiega in maniera esatta e incontrovertibile quando siamo freeride e a quale livello. Spiegare cos’è essere freeride è difficile, ancor di più quantificarlo.
Il concetto di Freeriditudine ci aiuta in questo attraverso le sue caratteristiche principali che sono:
Freeriditudine Tecnica
Freeriditudine Fisica
Freeriditudine Meccanica
Freeriditudine Mentale
Freeriditudine Alimentare

Questi tipi sono ulteriormente divisi in 5 livelli, e punteggi, analizzati secondo una descrizione che poi ci rivelerà e quantificherà la nostra personale freeriditudine e quanto siamo FREERIDE.

Freeriditudine Tecnica 0:
Ti esalti sulle strade ghiaiose, in pianura e sui selciati, ma riesci benissimo anche pedalare sull’asfalto e sulle piste ciclabili. Vai leggermente in crisi sui cavalcavia e se la discesa ti fa raggiungere i 11,5 km/h ti prendono gli attacchi di panico.
Per passare al livello superiore cerca di togliere almeno le rotine, il cestello e tutti quei catarifragenti che hai sulla bici.

Freeriditudine Tecnica 1:
Possiedi una MTB, sai cos’è lo sterrato e capisci che il sali-scendi non è mal di mare ma un sentiero con salite e discese in sequenza. La discesa la fai ancorato alla mountainbike, il tuo corpo si salda al telaio ma sai che potresti scioglierti per guidare la bici e riuscire a bilanciare il peso.

Freeriditudine Tecnica 2:
La MTB è ammortizzata e sopporta lo sterrato che cerchi costantemente, ami fare i singletrack, le discese e gli ostacoli non ti intimoriscono più di tanto, anzi di quando in quando te li vai pure a cercare.

Freeriditudine Tecnica 3:
Non sai cos’è l’asfalto, quando ti parlano di bici da strada rimani perplesso o basito, il tuo terreno è solo sterrato e pietroso magari anche con qualche radice. Ti butti in discesa a ciucco sia sull’asciutto che sul bagnato, sai che ogni pendenza, ogni curva, ogni ostacolo vanno affrontati in posizione diversa sulla bici e cerchi sempre di adattare la guida al percorso ed alla situazione in cui ti trovi.

Freeriditudine Tecnica 4:
Fai i sentieri in bici quando la maggior parte delle persone porterebbero corde e piccone, più che tecnico sei incoscente, la sella in discesa non ti serve sei sempre sui pedali, scioltezza e dinamicità sono il tuo credo. Discese tecniche, veloci o pericolose, sono solo modi diversi di dire divertimento.

Freeriditudine Tecnica 5:
Come al livello 4, anzi di più. Salti, drop, passerelle, doppi, kick, landing, panettoni, wallride, paraboliche e non si sa cos’altro. Sempre forte, sempre veloce, sempre senza paura e timore ma con una guida così fluida e pulita che riesce a far sembrare tutto facile.


Freeriditudine Fisica 0:
Già al pensiero che il giorno dopo devi tirare fuori di casa la MTB ti senti stanco, per non parlare del doversi alzare prestissimo con l’intento di dover durare fatica.

Freeriditudine Fisica 1:
Riesci a montare in bicicletta senza sforzo e a farti qualche km di pianura, nelle giornate di trance agonistica sei capace di affrontare una salita di 200 metri senza scendere. Ahimè riprendi a respirare normalmente dopo due ore che sei tornato a casa.

Freeriditudine Fisica 2:
Sterrato leggero sia in salita che in discesa, stai sostituendo quell’enorme ammasso di grasso lardoso che hai addosso con un accenno di muscoli, almeno nelle gambe. Seppur sfigurato dalla fatica qualche km lo fai e porti la pellaccia a casa senza conseguenze gravi o permanenti. Scopri muscoli doloranti che nemmeno sapevi di avere.

Freeriditudine Fisica 3:
Percorsi solo sterrati, finalmente le tue uscite si possono definire “giri in MTB” con qualche affanno fai salite e discese. Adesso ti rendi conto che la parola allenamento ha un significato compiuto e ti proponi di prepararti dal punto di vista atletico, specialmente quando scopri che quei dolori lancinanti su tutto il corpo sono crampi.

Freeriditudine Fisica 4:
I tuoi percorsi sono lunghi ed articolati, cambi di ritmo e le sailte lunghissime non ti fanno più paura, inizi a prediligere la montagna alle colline e 1000 metri non sono solo sinonimo di 1 km ma anche un dislivello che si può fare pedalando in salita o scapicollandosi in discesa. In discesa non senti più quei fastidiosi crampi alle mani e alle dita quando freni e stare sui pedali non è più quello sforzo disumano.

Freeriditudine Fisica 5:
Ormai pedali per ore in salita e puoi stare a giornate intere in un bikepark. La fatica la senti solo a fine giornata, è la fatica di dover attendere l’evento successivo. Se ti poni un obiettivo non ce n’è per nessuno e tiri dritto verso la metà, sai benissimo che puoi farcela e non ci sono limiti. In un bike park stai in piedi sui pedali a giornate intere, le braccia sempre morbide e guidano in maniera fluida la bici per i sentieri e i trail anche dopo ore. Ti alleni sempre e pure di voglia! Quando torni a casa prima della doccia fai qualche serie di addominali e flessioni.

Freeriditudine Meccanica 0:
Ti hanno detto che esiste la mountainbike. Fai finta di niente anche se non hai capito che roba è e poi scopri che è una bicicletta e ha ben 2 ruote!

Freeriditudine Meccanica 1:
Appena acquistata la tua MTB ti inizi a chiedere come si usa. Cosa sono quelle leve sotto le manopole? Come mai tutti quei dischi dentati alla ruota di dietro? Perchè non c’è l’autoradio?
Non ti preoccupare a questo livello di Freeriditudine Meccanica sono domande che uno si pone.

Freeriditudine Meccanica 2:
Sai cosa sono le leve del cambio e dei freni, ti esalti perchè hai imparato a gonfiare le ruote. Per tutto il resto c’è il maccanico o l’amico smanettone, personaggi che in genere veneri e osservi con riverenza ed ammirazione quando ti riparano, smontano e rimontano la MTB.

Freeriditudine Meccanica 3:
Ormai fai tutti quei piccoli lavoretti da solo. Cambi i fascioni e le camere d’aria, sai cos’è il propedal, hai una vaga idea di cosa sono precarico e compressione negli ammortizzatori. Possiedi un bel kit di riparazioni nello zaino e sai anche come usarlo.

Freeriditudine Meccanica 4:
Il meccanico non ti vede più e vi chiama nostalgico o vi spedisce le cartoline di auguri a Natale ma ormai voi siete perfettamente in grado di latticizzare le ruote, cambiare un raggio, regolare freni e cambio, smontare quasi tutti i pezzi della vostra amata MTB senza problemi. Il vostro garage è praticamente un’officina e la manutenzione un piacevole passatempo.

Freeriditudine Meccanica 5:
Di MTB sapete tutto. Siete il punto di riferimento di amici e appassionati, conoscete il codice prodotto di qualsiasi componente su Chainreactioncycles e sapreste montare una bici in 2 ore con componenti da voi accuratamente selezionati e senza nemmeno sbagliare una regolazione o una messa a punto. Se non esiste un componente a voi congeniale ve lo fabbricate da soli e inoltre lanciate nuove tendenze e modi avveneristici di interpretare la meccanica ciclistica.


Freeriditudine Mentale 0:
Per voi la mountain bike è uno sport come tanti altri. Come il ping pong e l’acquagym

Freeriditudine Mentale 1:
Avete comprato la MTB e siete fieri di intraprendere questo nuovo sport di divertimetno e compagnia.

Freeriditudine Mentale 2:
Siete degli appassionati di mountainbike e vi inzia a stuzzicare il freeride. Non concepite chi siano i bitumari e cosa facciano. Vivete il venerdì programmando il giro del sabato.

Freeriditudine Mentale 3:
Vi siete raggruppati in branco fogandovi a vicenda, il sabato è un appuntamento fisso con la MTB e se per cause di forza maggiore non potete andare a fare un giro si va la domanenica, costi quel che costi.

Freeriditudine Mentale 4:
Col vostro gruppo sapete parlare solo di freeride e mountainbike, salti, appoggi e pezzi di ricambio. Quando non siete insieme a pedalare o in un bikepark vi tenete in contatto con siti, blog, forum, foto e video che non trattano altro che solo ed esclusivamente di bici bici bici.

Freeriditudine Mentale 5:
La mountainbike e il freeride non sono più una passione ma un’ossessione. Alla vigilia di un evento non dormite la notte, vi preparate con giorni di anticipo, vi documentate, leggete riviste e giornali. Ormai disconoscete moglie e figli. Talvolta vi bloccate ore davanti alla vostra bella, sinuosa, aggraziata mountainbike solo per vederla e bearvi delle sue forme. Se per qualsiasi motvio vi discostate dalla pratica della MTB o del freeride incorrete in gravissime crisi d’astinenza.


Freeriditudine Alimentare 0:
Per voi la mountainbike è un modo per dimagrire quindi non si mangia, nè prima, nè durante, nè dopo. Il vino è veleno.

Freeriditudine Alimentare 1:
Per voi una corretta alimentazione per praticare la mountainbike è la barretta energetica e i sali minerali, ma attenzione a non esagerare, poi dopo il giro niente pasto altrimenti è inutile aver pedalato e faticato.

Freeriditudine Alimentare 2:
La mattina prima del freeride o di un bel giro in MTB si fa una bella colazione per accumulare forze. Nello zaino sempre cioccolate e miele. A fine giro gradite un pasto ma leggero e scondito.

Freeriditudine Alimentare 3:
La mountainbike e il freeride non posso prescindere da un’alimentazione corretta e costante. Colazione, spuntino e lauto pranzo. Nell’organizzazione delle escursioni o delle discese nei bikepark è obbligatorio trovare e prenotare un ristorante.

Freeriditudine Alimentare 4:
Se la colazione è importante, la doppia colazione è una benedizione. Dopo le fatiche fisiche arriva il turno di quelle digestive e allora una volta seduti al ristorante il pasto è completo di antipasto, due primi, due secondi, dolce e vino a profusione. Se le gambe sono stanche, la pancia deve essere piena.

Freeriditudine Alimentare 5:
A questo livello di Freeriditudine Alimentare possono appartenere solo le elitè del freeride/mountainbike. Dato per scontato lo strafogo con rischio indigestione a colazione, pranzo e cena, a questo livello nello zaino troviamo non solo miele, cioccolate e barrette ma anche panini, vino e grappa. La bottiglia di liquore al cacao fatta in casa da distribuire prima di una discesa completa il vostro profilo di Freeriditudine Alimentare ai massimi livelli. Spesso chiedete un rinforzino frugando nello zaino altrui. Consapevole di aver praticato molto sport per 2 giorni consecutivi non ti alzi dal tavolo fino a che non sei satollo.



Freeriditudine Totale.
Fate la somma dei vari livelli(0-5) di ogni tipologia di freeriditudine in cui vi riconoscete

28 giugno 2011

Senza più dubbi!




Oggi ho fatto una cosa di cui un po' mi vergogno, ma dovevo farla.
Uno di quei tabù che per una freeride-crew come la nostra può essere motivo di preoccupazione...
Ho fatto un giro in bici da CORSA!!
Niente paura, è stata la prima e sarà anche l'ultima volta.
Vi voglio però raccontare com'è andata...
Ho già messo la Torque in assetto da "Guerra" per Livigno (ho anche già fatto le borse dalla smania...) bella pesa spiombata, supergommata, reggisella basso e sellino all’insù!
Oggi però avevo troppa voglia di pedalare sicchè mi guardo intorno e ti vedo il vecchio ferraccio di babbo Sandro, una bici da corsa comprata usata 12-13 anni fa e praticamente rimasta inutilizzata da allora!
Gli do una lavata veloce e provo a gonfiarla, gomme imporrite a parte sembra che tenga.
Quindi prendo lo svitol per sciogliere un po’ di ruggine dalla trasmissione e monto i pedali da MTB (quelli a sgancio, eh, non i Flat!)
Tutto sembra incredibilmente funzionare alla perfezione, quindi mi vesto e parto!
In 1,5h sono andato a Castelfiorentino e tornato (circa 45km)!!
L’andata fantastica, avevo il vento a favore (ma questo l’ho scoperto al ritorno..) e andavo come una scheggia, sembrava avessi il motore! L’entusiasmo mascherava anche quello che sarebbe stato il vero calvario al ritorno: le buche!
Si perché in bici da corsa le buche sono anche quelle microscopiche crepette dell’asfalto, un sassolino di ghiaia può molto facilmente farti cadere oltre che rimbalzare su quella sella che sembra di legno.
Le gomme non assorbono nemmeno la minima vibrazione, i freni praticamente non fanno, il manubrio sarà largo si e no la metà dei nostri ma soprattutto sembra di mettere le mani all’altezza dell’asse della ruota anteriore tanto che è basso!
Il divertimento non esiste, esiste solo la fatica.
La fatica però si distingue in 2 tipi: Quella che ti passa bene (e molto probabilmente viene scambiato per divertimento) cioè quando sei in piano o leggera salita, hai il vento a favore e vai a tutto foo!
Poi però c’è quella che non ti passa mai, non tanto la salita quanto il rettilineo controvento! Mettici le macchine che ti sbrezzano accanto come se tu non ci fossi e i miliardi di microbuche che si sentono anche quando l’asfalto sembra un biliardo. Quando poi si prende una buca seria… beh se non si casca e ci si smusa sull’asfalto (impossibile non cadere di faccia in quella posizione) se ti va bene ti fai una contrattura alla schiena e se sei meno fortunato ti sposti qualche vertebra (per la felicità dell’osteopata)
In sostanza il ritorno è stata una tortura di fatica, mal di schiena, dolori cervicali e torcicollo per vedere se da dietro arrivava nessuno e potevo scansare la megabuca di 1cm che mi avrebbe definitivamente spezzato.

Dimenticavo: la discesa… direi che la discesa e solo un tratto di asfalto in cui si aspetta di essere di nuovo in piano e si cerca di limitare i danni facendo attenzione a mille pericoli come buche, strisce, macchine e sassolini…

Che dire, mi dovevo togliere il dubbio. Adesso l’ho fatto.

Ma che siamo matti! Continuiamo col Freeride vai!!!

Fine settimana e aggiornamenti Firenze Freeride

Questo fine settimana, ma anche le prossime, causa svariati impegni, facciamo i separati in casa, tuttavia la cosa bella è che in questo Luglio si verificheranno degli eventi niente male: Livigno, Les2Alpes e Sellaronda.




Sabato 2 Luglio, gli orfani di Livigno sono piuttosto fortunati, Jacopo mi ha informato che le discese sul Falterona sono confermate per sabato e c'è ancora posto. Chi volesse andare, e fossi in voi ci andrei di volata, ecco come contattare Jacopo (clicca!) Mi ha anche detto di farglielo sapere quanto prima!

24 giugno 2011

Le Cannicciaie, enduro e freeride

Le Cannicciaie è uno di quei percorsi che mi piace parecchio. In sè ha tutti gli elementi che fanno parte del modo di intendere la MTB da parte del gruppo iosonofreeride.

C'è una bella salita, sempre pedalabile e mai irta che ci permettere di allenarsi un pochino e di smaltire le calorie dei nostri pranzi! Poi c'è il clou, quello che a noi piace veramente, ovvero una bella discesa ricolma di salti, drop e ostacoli da fare a scapicollo. Da l'ultima volta abbiamo tolto anche quel pezzo di discesa a precipizio che molti di noi hanno fatto a piedi, insomma cosa mi dilungo a fare con le parole che c'è un bellissimo filmato firmato Taz che illustra a dovere quello che faremo domani.

Ore 8.00 alla piazza dei Seccatoi di Fucecchio, già sapete quale. Belli carichi ed esuberanti con casco, protezioni e mountaibike!! Ah rivediamoci il filmato.....


20 giugno 2011

INFORTUNI IN MTB

L'infortunio e' sicuramente l'argomento più tabù di tutti gli sportivi specie di quelli che praticano sport un po' più a rischio tipo appunto il nostro tanto amato freeride. :-SS

Certi vi diranno che sono cose che capitano, il rischio del gioco, cose che vanno messe in conto.. altri perfino che prima o poi capita a tutti ed è solo questione di tempo! In quest'ultimo caso toccatevi perchè portano male!!

Io che sono reduce da un piccolo infortunio posso però solo confermare che in effetti un fondo di verità c'è e ci sta tutto. Perciò se non volete rinunciare a divertirti, se non volete entrare in simbiosi con il divano ma soprattutto volete continuare a sentire l'adrenalina che vi scorre nelle vene ma non volete rischiare di farvi troppo male indossate sempre robuste protezioni almeno dove potete.

La lista delle protezioni non è poi così lunga:

Si parte indiscutibilmente dal casco del quale non è necessario dire niente perchè già ampiamente trattato da Ste'.

Poi vengono le gomitiere e le ginocchiere.

Ce ne sono di 2 tipi quelle light di solo imbottitura da utilizzare contro pruni e brezze invernali e quelle con guscio rigido tipo robocop in assoluto le uniche capaci di garantire un'adeguata protezione in caso di cadute.

Dimenticavo: le ginocchiere devo essere complete di parastinchi!

Poi c'è la pettorina che protegge schiena, gomiti, spalle, petto e costole... con quella si che ti senti davvero robocop ma dipende chi la indossa può anche diventare un indumento sexy.

Anche qui si trovano le versioni light, in questo caso però abbastanza protettive, ma se la dovete comprare non pensateci neppure 1 secondo e andate per robocop e la potrete anche sfruttare per giochi erotici! Sconsigliati però con donne e ragazze pelose.

Per completare e se volete proprio non avere rimorsi ci sono anche le protezioni per polsi e per il malleolo.

Le marche specializzate e più conosciute sono Ufo Plast, Dainese, Axo, O'neal.

Per chi pratica Downhill o daunil non dimenticate la protezione al collo che in realtà fra tutte le protezioni è la più cara ma sulla sicurezza non conviene risparmiare!

Io mi sono rotto un dito della mano e per le mani, purtroppo, più che mettersi i guanti non si può fare. Il dito steccato per 4 settimane è una bella menata.

Ma ci sono anche infortuni ben più gravi e l'infortunio alla spalla è sicuramente uno dei più diffusi.

Via la lista degli infortuni non importa farla e nemmeno infilarsi troppe paure in testa perchè le paure in testa fanno cadere in terra è solo per dire che le protezioni sono i soldi spesi meglio.

Perciò INCOSCIENZA SI' MA CALCOLATA!

19 giugno 2011

Firenze Freeride, Fattoria di Maiano....e programmazione eventi.

MTB_11.06.18_firenze.freeride

Sempre più di casa a Firenze Freeride, siamo tutti tesserati ma non è questo che ci rende familiari, piuttosto che ci siamo tornati, anche ieri.

Sempre lo stesso posto, le stesse piste, invece tutte le volte c'è sempre qualcosa di nuovo da raccontare.
Jacopo ha scoperto che sul Quad ci andiamo bene anche in 7 e che è bene portarsi la cassetta del primo soccorso dietro quando ci siamo noi, qualcuno cade sempre o si rompe qualcosa. Vero Roster?!

Altra novità di ieri è il nuovo casco di Rosario, lui si che rende merito alla sua fama di persona attaccata al concetto di sicurezza soprattutto per la sua maglietta di cotone a maniche corte anti-trauma, che evita fratture, echimosi e distorsioni articolari in caso di caduta.

Novità di rilievo è che non avremo il filmato, ma potete sempre rivedervi quelli vecchi, ma sempre bellissimi.

Poi ci sono state anche le conferme. 
La conferma che dopo 10 discese sei stanco, sudato, sfinito e vorace.
La conferma che ognuno di noi si scapicolla sempre di più ogni volta che torna sulle Linee 1 e 2. 
La conferma che il cervo c'è, a volte anche sul tracciato, in attesa che qualcuno lo colpisca con la forcella. 
La conferma che al ristorante della Fattoria di Maiano si mangia bene e che noi ci si sta facendo riconoscere per il nostro appetito.

Adesso le cose importanti, il calendario, potrò sembrare un tantino logorroico con questa storia della programmazione ma se si fanno un sacco di escursioni, eventi e avventure è perché siamo un gruppo piuttosto organizzato...quindi organizzatevi e prendete nota di quanto segue e poi commentate.

Sabato 25 Giugno
Giornata fiacca, siamo molto pochi e ci sono stati cambi di programma. Per adesso ci sono due alternative CANNICCIAIE e CIMONE BIKE PARK, la seconda se siamo un bel gruppetto e se vogliamo stare fuori tutta la giornata, la prima per farsi una pedalata con discesa e salti ma senza impegnare troppo il sabato.

1-2-3 Luglio
Les2Alpes! C'è da prenotare, quindi fuori la lista di chi è sicuro che viene senza se, senza ma, senza ripensamenti.
Per chi non ha il fine settimana libero ma Sabato 2 vuol farsi del bel po' di  freeride, Jacopo organizza un giro sul Falterona, anche in questo caso farsi sotto con le iscrizioni, il numero è limitato!!!

16-17-18 Luglio 
Sellaronda, annuale appuntamento con le Dolomiti, quest'anno con qualche salita aiutata da impianti e qualche discesa in più. Anche in questo dobbiamo organizzarci per numero e per riservare le camere per la notte che dormiamo in rifugio.

Rimangono liberi i fine settimana del 9-10 luglio, 23-24 e 30-31.
Cosa c'è in ballo e per cosa dobbiamo organizzarci in questi 3 weekend liberi?
1.Falterona bis, Jacopo lo rifarebbe per noi, vediamo se riusciamo a fare un bel gruppo tra chi magari ci è stato e chi non ha potuto esserci il 2 luglio
2.Cimone Bike Park

Post Scriptum, dovrei aver scritto tutto e bene, in realtà ieri quando si parlava di queste cose ero stanco, sudato e affamato. Beh commentate se ho scritto cavolate, ma soprattutto per far sapere quando siete disponibili e per fare cosa.



17 giugno 2011

La Tecnica secondo Stembi: sicurezza in MTB.

La rubrica che tutto il web ci invidia si fa più specifica per le discipline "gravity" ed oggi affrontiamo un argomento fondamentale, la sicurezza nelle discese, quindi nella pratica de freeride e DH.

Sicurezza e mountainbike ci richiamo alla mente le parole casco, collare, ginocchiere, pettorina, gomitiere e altro, insieme a tutte quelle raccomandazioni che si fanno alle persone che hanno scelto l'estremo più come stile di vita e come sport.
Diversamente da tutti oggi mi approprio di una raccomandazione che non viene dalla ragione ma dal cuore, la raccomandazione che vi facevano le vostre mamme da piccoli:
”Cambiati le mutande, non si sa mai, se ti succede qualcosa e ti devono portare all’ospedale....”

Potete fare gli scongiuri non me la prendo. Mi raccomando, mutanda pulita in discesa. Ma sempre in tema di caate ecco un bel filmato


15 giugno 2011

Firenze Freeride News

Jacopo mi ha inviato il seguente sms:

"Carissimi vi scrivo breve aggiornamento: il mitico furgone Scam e' stato venduto e sono arrivati i polaris ranger, provare per credere.

Le novità estate:
apertura infrasettimanale mercoledì e giovedì 17.00-20.30 su prenotazione

(il giovedì possibile fermarsi a cena alla fattoria)


giovedì 30 giugno FFR sangria party alla fattoria aperto a tutti (15 euro x soci FFR)


2 luglio freeride al falterona (vi manderò dettagli ma fatemi sapere chi interessato)"



Il 2 Luglio noi siamo a Les2Alpes, quindi per chi va in Francia niente Falterona, per chi rimane a casa basta che sabato faccia presente a Jacopo le sue intenzioni in merito alle discese del Falterona. Devo ammettere che la mia ingordigia mi fa dispiacere di aver un programma così fitto.

Rimane libera la data di sabato 25 giugno, Fly proponeva Sestola...per farlo contento io l'accompagno.
Non vorrei che pensasse che non sono un amico perché lo lascio solo!!!!

Domani sera vi do le ultime notizie per sabato, i Polaris è vero che ci sono ma uno ha il radiatore dispettoso.

Per adesso siamo in 7 aspettate ulteriori comunicazioni.
SABATO 18 Firenze Freeride
ore 7.45 alla PAM di San Miniato
1.Stembi
2.J.Rosa
3.F.Stallo
4.Fly
5.Flash
6.Roster
7.Barcollo

Certo che Jacopo con l'abbinamento freeride e pasto ci ha preso proprio nel nostro punto debole!


Non c'entra niente col Freeride e la MTB ma se esce un nuovo doppiaggio de Il Nido del Cuculo è ben dargli un'aocchiata

14 giugno 2011

La dieta in Montainbike.

Il sabato mattina c'è una bella escursione: venerdì sera cosa si fa?
Una bella cena della vigilia!
E' uno dei riti più belli da consacrare con gli amici.
Certo la scelta del menù non può essere casuale.
Non puoi prendere la prima cosa che ti viene in mente e cuocerlo nell'unico modo che conosci.
Ogni alimento ha lei sue proprietà organolettiche e questo lo sa bene ogni appassionato di mtb.
In realtà il menù andrebbe scelto anche in base al proprio carattere.
Se sei un biker ansioso e trovi difficoltà a riposare e a rimanere a letto allora ci vorrà una cena che concili il sonno e che ti faccia sprofondare in un sonno profondo impedendoti di vagare inutilmente di notte per casa.
A tutti coloro che si rispecchiano nel biker appena menzionato consiglio sicuramente il cinghiale setoloso in umido con patate.
Con il cinghiale setoloso sullo stomaco sarete ben zavorrati e sarete disincentivati a scendere dal letto e ad andare dove di notte è bene non andare: in officina!


Il biker dormiglione avrà invece bisogno di qualcosa che lo faccia svegliare scattante così da arrivare puntuale all'appuntamento ed evitare di far aspettare i biker ansiosi.
Ideale per tale scopo sono le rane fritte!


Nell'ultimo macro gruppo troviamo infine il biker con babyprole che magari riuscirebbe anche a dormire e magari la mattina si sveglierebbe anche al primo squillo di sveglia ma che ha l'incognita di quanto piangerà lui o lei quella notte.
Il biker con babyprole ha una sola scelta: fagioli rifatti con salsiccia!
Solo anestetizzanti flatulenze notturne riusciranno a garantirgli un riposante ristoro.

Drinnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn

Ci siamo, si parte!
Ma prima una bella colazione ricca di energia per pedalare o per fare freeride.
Perchè si può saltare tutto: drop, doppi, panettoni e dossi ma non si può certo saltare la colazione! Ma neppure il pranzo e la cena!

E allora cosa preferite?
Latte, uova, frittata, pancetta, marmellata, burro, salame, yogurt, succhi di frutta, wurstel o mortadella?
Mangiate a volontà ciò che preferite che a colazione tutto è concesso.
Unica accortezza lasciatevi un po' di tempo per digerire perchè digestione e mtb non vanno tanto d'accordo!

13 giugno 2011

Riflessioni freeride dopo Firenze.



Sabato come da programma siamo stati di nuovo a Firenze a farsi un paio di discese. Tutt'altro che scontata, a causa degli acquazzoni, la giornata è stata bella e le piste non hanno risentito dell'acqua caduta nei giorni precedenti, eccettuato per un paio di punti dove il terreno era più molle.
Le nuvole del mattino ci hanno regalato un temperatura molto gradevole per indossare la pettorina, che invece proprio non sta bene con il sole, nelle 2 ore di cielo terso l'effetto umidità tropicale tra protezioni e pelle si è ripresentato dirompente.

Salire con i quad è una pacchia. In confronto al furgone sono molto più rilassanti e riposanti e permettono di recuperare le forze tra una scapicollata e l'altra.

Pericoli. Le prime discese a Firenze vanno sempre fatte piano, le bestie, si presume che siano della specie da teglia che noi preferiamo, godono nello scavare buche ed ostacoli lungo il percorso.

Pericoli 2. All'incrocio tra la Linea 1 e la 2 non è così difficile trovare un esemplare di animale da teglia, tipo "Bambi", che zampetta tra l'erba alta. Beccarlo con la MTB sarebbe un problema sia per la rovinosa caduta che ne conseguirebbe, sia perché la bestiola è troppo giovane...beh giovane per cosa immaginatelo. Non si posso scrivere queste cose o gli animalisti ci chiudono il sito!

Fornello sta sperimentato nuovi percorsi tra la Linea 1 e la 2, alcuni avanzano l'ipotesi che si perda. In realtà si impegna ad anticipare le future varianti ai percorsi che prossimamente verranno fatte.


Non si registrano cadute. Ma il nastro isolante per fissare i raggi rotti va sempre portato.



Ad ogni pista, ad ogni salto c'è un minimo rischio di cadere e farsi male, ad ogni pranzo, dopo le discese, c'è la certezza di farsi male mangiando e bevendo.

10 giugno 2011

Ansiosi per il freeride.

Aspettavate questo post con ansia e trepidazione?

Temevate che il vostro sabato in mountainbike dovesse essere stravolto?

Mi state infamando perché temporeggio e ancora non vi ho scritto se domani siamo a Firenze Freeride oppure ci dobbiamo fare qualche salita pedalata?


Domani alzatevi presto, non tanto.

Preparate le protezioni, i caschi, l'incoscienza e la foga.

Jacopo ha detto si!.....Con riserva.


Per adesso il terreno ha tenuto e le piste si possono fare, ovviamente nel pomeriggio fa un ultimo sopralluogo e se non diluvia domani "siamofreeride".

Seguite il blog in caso ci sia uno sfortunato cambio di programma vi terrò aggiornati.

Per adesso...ritrovo ore 7.45 alla PAM. Va bene l'ora?

8 giugno 2011

La Tecnica secondo Stembi: il casco.

Qualcuno potrebbe dire che ho tralasciato la mia rubrica La Tecnica secondo Stembi.
Ha ragione.
Non sempre ci si sente ispirati a scrivere, badate bene, chi non l’avesse capito, questa rubrica di meccanica, abbigliamento e amenità varie sulla mountainbike è più un esercizio di fantasia dell’autore piuttosto che un raccolta di saggi ed utili consigli riguardanti il nostro sport.

La sicurezza viene prima di tutto specialmente in coloro che si cimentano in sport estremi come il freeride, l’enduro o il riposo sul divano con risveglio brusco.
Il casco nella pratica della MTB viene prima di ogni cosa. Le cadute nel gruppo di amici ciclisti fanno sempre riflettere, se si rompono solo i diti e si schiccolano solo le spalle, ma non ci spacchiamo la testa è perché abbiamo il casco.
Ma per la nostra attività va bene il casco che usiamo?
Oppure ne serve uno diverso che si adatti agli utilizzi specifici, a discipline specifiche?
Bella domanda, che ne so io. Io riconosco al casco una funzione sola, deve proteggere la testa. Magari potrebbe anche essere leggero da indossare, comodo e possibilmente areato, ma areato bene.

Nel freeride (che siamo noi!), nel downhill e in tutto ciò che è gravity, bella la parola gravity mi capita raramente di usarla, il casco è per forza di cose integrale. Ve lo giuro quando comprai il casco integrale il giorno dopo la mia mandibola benedì l'acquisto fatto. E comunque quando siete a fare drop, salti, a passare a tutta velocità vicino tronchi d’albero, a rasentare i dirupi, quando il vostro amico vi tallona a 10 centimetri di distanza, quando c’è uno di quei bellissimi passaggi tecnici in cui vi domandate perché tecnico è sinonimo di difficile e pericoloso, ecco, in quelle occasioni non vi sentite più tranquilli con un solido casco integrale?
Alcuni si sentono piuttosto bravi in discesa oppure indistruttibili in caso di caduta, date retta a me, mettetevi il casco, il rischio di cadere è dietro l’angolo, dietro la radice, la roccia, l’albero, dietro il wallride, il ponticino, il panettone insomma il rischio di cadere è dietro qualsiasi cosa ed è lì pronto ad aspettare che voi passiate!

Ai neofiti e agli XC il casco integrale potrà sembrare un esagerazione tuttavia anche nei giri pedalati, non mentre si pedala ma quando si scende, io se lo avessi me lo metterei.
Infatti il casco da crosscountry ripara la testa ma in maniera limitata e pur essendo meglio di niente lascia un po’ d’ansia per la faccia. Una caduta di viso, detta musata o ghignata, può risultare pericolosa, antiestetica ed economicamente rilevante se poi dovete andare dal dentista.

Il casco integrale si trasporta benissimo, attaccato ciondoloni allo zaino oppure messo dentro ad uno scafandro che avete sulla schiena. In realtà vi ho appena reso noto una delle motivazioni per le quali i freeriders fanno le salite con impianti e furgoni.

Per i fanatici della sicurezza che praticano allmountain ed enduro ma si scapicollano alla prima discesa ci sono i caschi ibridi. Delle vie di mezzo tra i caschi da XC e quelli da gravity. In pratica i caschi da crosscountry con la mentoniera. Leggeri, a volte comodi, non danno proprio sicurezza al 100% ma ci si può accontentare considerando che vanno portati anche in salita, la loro miglior caratteristica è che sono costosi. Un altro tipo di caschi intermedi sono gli integrali leggeri, non proprio il massimo come sicurezza ma polivalenti.

Tipologie di caschi e modelli ce ne sono una infinità. Ma come si sceglie il casco?

Non si compra online perché va provato in testa. Magari pensi di avere la testa piccola ed invece non hai mai notato che hai un chiorbone che spaventa. Quindi il casco lo provi in negozio. Te lo infili e....se ci stai bene e non ciottola è della tua misura. Se esteticamente ti piace e il prezzo rientra nelle tue possibilità allora compralo.

Un mio amico però diceva: “chi più spende meno spende”.
Un altro: “sulla sicurezza non si lesina”.
In merito al casco mi sento di seguire queste due massime allo stesso tempo.

Ma soprattutto quando comprate il casco il modo migliore per sceglierlo e immaginarsi gli effetti di una ghignata su una roccia!

3 giugno 2011

www.iosonofreeride.it

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1 giugno 2011

IOSONOFREERIDE





Ingenuo: Cosa hai fatto al dito?

Frank: Me lo sono rotto cadendo di bici!

Ingenuo: Cadi di bicicletta come i bambini! Ma vai in bici da corsa?

Frank: No vado in mountainbike. Sai faccio salti, discese a scapicollo..

Ingenuo: ah fai freeride!

Frank: No! IOSONOFREERIDE!!