11 luglio 2011

La Tecnica secondo Stembi: l'attacco manubrio.


L’attacco manubrio è importante, anzi importantissimo non come il cestello della graziella che non ti serve a niente, specie se quando vai a fare la spesa tieni le borse tutte in una mano e fai la guida briaa perché sei sbilanciato.
Inoltre questo banalissimo pezzo di metallo è stato tanto dibattuto fino a poco tempo fa anche in seno al gruppo “iosonofreeride”

Documentandomi sul web ho trovato che in molti lo chiamano “stem” che vuol dire stelo o gambo in italiano. Due cose vi rivelo adesso:

1-ebbene si, prima di fare un post sulla tecnica mi documento, seriamente, non crediate che tutte le cose senza senso che scrivo le sparo a caso, anzi ci penso, eppure tanto, e poi le sparo a caso;

2- perché “l’attacco manubrio”, che rende parecchio l’idea di cos’è già dal nome, dobbiamo chiamarlo “stem”? Perché usare l’inglese fa figo, anche se chi parla non riesce a farsi capire e chi ascolta non conosce né le parole né gli argomenti di cui si sta trattando.

anche io che sono un tantino autoreferenziale, ed esaltato al punto giusto, quindi userò STEM, che tra l'altro assomiglia al mio soprannome. E visto che adesso so che attacco manubrio è stem sono andato su chainreactioncycles per vedere quanti ne esistono....tanti, ce ne sono tanti, lunghi, corti, aggiustabili, massicci e segaligni, inclinati e piegati. Quelli piegati capitano sempre a me che mi pare di avere sempre il manubrio storto, bizzarrie della sfiga.

Il mondo dello stem(attacco manubrio) è un caos di modelli.
Lo stem serve ad una cosa sola, a reggere il manubrio, i fissati si fonderanno il lobo frontale del cervello perché sanno anche che lunghezza ed inclinazione dello stem influenzano la posizione in sella, la guida in salita e in discesa, il baricentro e la distribuzione dei pesi. Pensavate fosse più facile!
La scelta del giusto stem richiede l’intervento del biomeccanico, così c’è scritto in giro sul web, e scopro che è un tale esperto in misure antropometriche, lì per lì ho avuto il timore di dovermi rileggere tutti i romanzi di Isaac Asimov sulla robotica ma poi ho scoperto che è uno che ti dice la misura del telaio che devi prendere in base a come sei fatto fisicamente. Adesso so che mi tocca fare anche un post su geometrie, telai, posture e tecniche di guida e so anche che un biomeccanico non si trova o non esiste e che il fai date è la soluzione ultima al tuo problema. In genere il biomeccanico lo fa chi ti vende la bicicletta e con aria saccente e tronfia ti dice: “bah, a te ti ci vole la “M”! Ce n’ho una per l’appunto”

Lasciati da parte i consigli del biomeccanico su telai, lunghezza del busto, delle braccia, delle gambe al cavallo, l’orizzonte virtuale, il piantone della sella, l’inclinazione del tubo centrale e posizione in sella, con lo stem si procede per tentativi. Come per tutte le cose alla fine...purtroppo.

Avete comprato o possedete una bella MTB, diamo per certo che sia della misura giusta, vi sedete sopra e domandatevi come ci state. Il biomeccanico vi può dire quello che vuole ma se ci state male sono affari vostri, non del biomeccanico, quindi al di là del giudizio dell’esperto la parola finale spetta a voi.
Premesso che secondo la Tecnica di Stembi in bici bisogna starci bene, adesso dobbiamo vedere che disciplina fate. Chiaro che avrete comprato la bici in base alla disciplina, vero?
XC? Tutta salita e pedalate a perdifiato per centinaia di km?

AM o ENDURO? Salite e discese ma soprattutto spasso e divertimento, relax e compagnia?
FR e DH? Scapicollo, adrenalina ed ematomi, fratture e distorsioni?




Se siete XC avete sbagliato blog, ma vi perdono e vi dico che sulla bici ci si sta più o meno sdraiati in avanti così non v’impennate in salita. Quindi se siete già tutti rivolti in avanti va bene, se siete troppo eretti prendete uno stem più lungo, se siete troppo distesi uno più corto. Visto che siete a durare fatica lo stem lo consiglio leggero, ma non esagerate che se si rompe vi lascio immaginare le conseguenza di quei pochi attimi successivi alla sua rottura.

AM e ENDURO si da nel mezzo e per tentativi si cerca la lunghezza dell’attacco manubrio giusto per essere agili piloti in discesa e fare delle salite senza doversi sforzare di non impennare. In genere chi predilige una certa comodità in bici tende a avere lo stem corto per stare in posizione più seduta e quindi più comoda, ahimè troppo seduti in salita siete obbligati a stare col busto in avanti se non volete la ruota anteriore a mezz’aria.

FR e DH, si ha in genere lo stem molto corto per favorire agilità e guida. In questo caso si predilige un attacco manubrio anche robusto viste le sollecitazioni a cui è sottoposto.



In tutti casi evitate gli stem iperleggeri o almeno che siano della robustezza giusta per quello che fate in MTB, in caso di rottura dell’attacco manubrio il fastidio non è cambiarlo ma la ghignata che si batte in terra.


Quando si parla di stem esistono due misure: lunghezza e inclinazione.
Più è lungo e più state distesi, non vi ribaltate in salita e in discesa siete più stabili nei tratti veloci.
Più è corto e più siete più dritti col busto, più comodi e più agili in discesa, in salita l’anteriore tenderà ad impennare e il baricentro sarà rialzato.

Pertanto se in base al telaio, alla vostra corporatura e alla disciplina che praticate vi sembra che il manubrio sia troppo vicino o troppo lontano, troppo basso o troppo alto potete fare una sola cosa...per tentativi lo comprate un po’ più lungo oppure più corto, inclinato in sù o in giù. Avrete modo di fare amicizia con chi vi da i pezzi di ricambio e di capire che, tecnica a parte, chi si accontenta gode! L’ottimale sarebbe avere un amico o svariati amici che negli anni hanno collezionato attacchi manubri di ogni specie e misura e così potrete permettervi di fare svariate prove.

Un componente semplice, forse tra i più banali che avete sulla bici riuscirà a farvi impazzire, a mettervi dei dubbi sulla posizione in salita e su quella in discesa, a farvi scervellare sul baricentro, la distribuzione dei pesi, lo stile di guida.

Volete sapere come l'ho scelto io? E’ quello che ci ho trovato, anche perché ho scelto bene la misura della bici e soprattutto è un modello che si adatta perfettamente alle mie esigenze, al mio stile di guida, alla disciplina che faccio: enduro con discese freeride e freeride puro!
Ma soprattutto, voi come avete fatto le vostre scelte di attacco manubrio?

5 commenti:

  1. La mia scelta per l'attacco manubrio è stata molto semplice, infatti anche io come stembi ho lasciato quello originale. Almeno fino al momento che ho cambiato la forcella :D e passando al puro freeride ho montato una doppia piastra con attacco integrato molto corto!! E comunque secondo me basta anche adattarsi un pò alla bicicletta, una volta trovato il giusto compromesso, :-" perchè la misura perfetta, non esiste!!! o forse si! :o3

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  2. Volevo pubblicare un post per raccontare l'evento ultimo che ci visti scapicollarci in uno dei posti più belli d'Europa ma mi dispiace di sovrappormi a un così bel post. Quindi faccio patire ancora un po' i protagonisti di questa impresa. Tanto le foto le ho tutte io e me le posso già godere.A domani.

    Ma fornello è tornato?

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  3. Vai tranquillo Fly, pubblica pure il tuo post, se uno si vuole rileggere questo lo può fare, non sparisce.

    Fornello sta bene e cammina da venerdì, non è ancora tornato, si aspetta che tolgano i punti e che vada via il dolore post operatorio

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  4. Perdonami, ma che tettine stupende... Chi é???

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