21 febbraio 2012

Top to bottom


Lo so che che siete affezionati a La tecnica secondo Stembi ma ogni tanto vi farebbe bene leggere qualcosa di serio e non tutto quello che scrivo io.

Leggendo MTB-forum viene fuori che esiste un sito ed una rivista online, sul freeride e sul gravity.
Un modo per approfondire una delle nostre recenti passioni e malattie, come la diacchite.

Insomma, eccoli qua sotto

http://www.toptobottom.it/






P.S. Questo non vuol dire che ve la cavate così, presto un altro post de La Tecnica secondo Stembi vi perseguiterà.





14 febbraio 2012

La Tecnica secondo Stembi: il teorema sulla pedalabilità.

Dilemmi che diventano post, pedalando e chicccherando un sabato mattina....
La bici a volte va portata pure a spalla! Meglio averla leggera oppure qualcuno che te la porti.


Biker:”Ciao Stembi. Bella giornata per una pedalata“

Stembi:”Mah! Che ti devo dire? Fa -5°C, se non mi ghiaccia le mani e non mi smoto i piedi è sempre una bella giornata “

Biker:”Ti volevo fare una domanda tecnica “

Stembi:”ohimmei dimmi “

Biker:”Secondo te una freeride 170 di escursione è pedalabile? “

Stembi:”Secondo il mio teorema sulla pedalabilità si “

Biker:”Boia, hai pure un teorema sulla pedalabilità? “

Stembi:”Per forza, l’ho pensato pochi secondi fa mentre mi ponevi il tuo quesito. Avere un teorema tutto tuo fa tanto chic e fenomeno, in più acquisto punti con la Freeriditudine Meccanica “

Biker:”Ho capito, ma una MTB da FR è pedalabile? No sai, in salita farebbe comodo una bici leggerina, però con delle belle escursioni alle sospensioni per le discese “

Stembi:”Deh è come pretendere d'avere una bella ragazza, secca con le puppe grosse! T'accontenti di poo. Comunque. Il mio teorema sulla pedalabilità enuncia «tutte le biciclette che hanno i pedali sono pedalabili» quindi puoi prendere la bici che vuoi “

Biker:”Certo che ne spari di cazzate! Tutte le bici hanno i pedali!!! “

Stembi:”Le cazzate le sparo, ma non stavolta, tempo fa abbiamo trovato alla Doganaccia un tipo, un signore di mezz’età, che alla bici da DH, una specie di traliccio dell'ENEL, aveva tolto i pedali e messo le pedane come ad una moto e in discesa sbraitava per avere strada libera perchè doveva prendere velocità da sfruttare nei tratti in cui non poteva pedalare “

Biker:”Ho capito. Tornando al mio problema, una freeride da 170/180 di escursione secondo te si pedala “

Stembi:”Quasi quasi ci faccio un post sul mio Teorema, credo venga bene e lo posso articolare in tanti modi. Si va’, ti ci faccio un post e poi te lo leggi e lo... “

Biker:”Sei fissato con La Tecnica secondo Stembi!“

Stembi:”Lo so, all’inizio la scrivevo tanto per riempire il blog con qualcosa che non fossero le solite proposte per il giro o i resoconti del giro. Come spesso accade inizi una cosa per caso e di punto in bianco la cosa prende vita, ti prende la mano “

Biker:”Son tutte stronzate quelle che scrivi nella tua rubrica “

Stembi:”Non sono stronzate, è che la mia testa funziona così “

Biker:”Si, ma una freeride è pedalabile? “

Stembi:”Lo vuoi sapere ora? “

Biker:”Si “

Stembi:”Pensavo che era meglio il post “

Biker:”Non c’ho voglia di leggerlo “

Stembi:”Certo che è pedalabile “

Biker:”Puoi essere più preciso? “

Stembi:”Fammi pensare un attimo“....

MTB XC leggera.

...

Stembi:”Allora.
Teorema sulla pedalabilità.
“Tutte le biciclette che hanno i pedali sono pedalabili.”
Corollario.
“Talvolta sulla pedalabilità incidono le gambe e il fiato del biker, la lunghezza del percorso e se questo è prettamente in salita o in discesa”
In molti si trovano in evidente difficoltà al momento di acquistare una MTB, come te adesso, per lo più bikers dediti al Freeride e che non sdegnano giri pedalati, ma con discese toste.
Il dilemma in questione non è di semplice soluzione poiché non esiste una MTB così leggera da essere pedalata facilmente sulle salite e così robusta e prestante per le discese più ardite.
In questi frangenti così inesplicabili ci viene in aiuto il Teorema di Stembi sulla pedalabilità. Secondo il terorema tutte le bici sono pedalabili. Da ciò si evince facilmente che basta prenderne una a caso e siamo a posto, questo facilita tanto la scelta della bici. Dopo che l'hai comprata però potresti capire di aver fatto una cazzata. A voler esser sinceri qualche fattore potrebbe incidere sulla pedalabilità: il peso della bici, la sua geometria, quanto siete allenati e dediti al doping, se mangiate sano o vi abbuffate di cibi sugnosi, se integrate l’alimentazione coi sali minerali o con la grappa. Le salite con i quad aiutano la pedalabilità. Anche le funivie.  E se si acquista la bici errata, mal consigliati dalla faciloneria del Teorema della pedalabilità? Son cazzi tua. L’abbandono è previsto. Io sono stato abbandonato e non vedo l’ora di avere soddisfazione e prendendomela con qualcuno. “

Biker:”Ho capito, chiedo a Taz“

Stembi:”Eh vabbè. Almeno ho qualcosa da scrivere nel prossimo post “

Bicicletta pedalabile.





9 febbraio 2012

Follow us


Per tutti quelli che non c'erano, per tutti quelli che non potevano, per tutti quelli che avevano di meglio da fare, per tutti quelli che se ne erano dimenticati, per tutti quelli che si erano dimenticati di dirci che non sarebbero venuti... ecco in anteprima la maglia modello numero cinque: "follow me", di cui FFR ci ha omaggiato per la pubblicità che gli abbiamo fatto e per l'entusiasmo e la passione che abbiamo messo ad ogni nostra presenza (questo l'ho aggiunto io ma era implicito...).
PS: per non lasciare spazio a vane aspettative preciso che non c'è una maglia che vi aspetta, l'omaggio è stato dato solo ai presenti

7 febbraio 2012

Cena Firenze Freeride




In attesa di organizzare un giretto per sabato, ci sollazziamo con la cena di domani sera. Mi raccomando non facciamo figuracce, ci conoscono per dei lupi affamati e pertanto dobbiamo andare lì e mangiare come sfondati.




L'ultima lista era questa:

1)Stembi

2)Taz

3)Fedora

4)F.Stallo

5)Barcollo

6)Fibra

7)Fly

8)il tromba




Tutti confermati? Spero di si

Per noi iosonoFREERIDE il ritrovo è alla PAM alle 19.00

Per chi non può essere alla PAM ci troviamo direttamente alla Fattoria di Maiano alle 20.00



5 febbraio 2012

La Tecnica secondo Stembi: la catena che sbatte.

Questo meteo e le temperature "fresche" mi stanno proprio uccidendo il morale, sono piuttosto affranto da un così pernicioso fine settimana dove non si pratica MTB. 
Pertanto mi distraggo con questo ennesimo post de La Tecnica secondo Stembi. 
Post che troverete eccitante ed interessante nella grafica come nella mia chiara esposizione di argomenti tecnici...più nella grafica.

La catena è un elemento indispensabile per la bici e nello stesso momento una specie di iattura quotidiana: si consuma, si grippa, si rompe.
Deve essere pulita e lubrificata, sempre.
Però quando è in perfetto stato è una delle più grosse soddisfazioni per il biker, soddisfazione che si espleta nell'ammirare la perfetta efficienza dell'elemento meccanico come nella lusinghiera estasi che si prova quando vieni interrogato da altri ciclisti sulle metodologie che si adottano per la sua manutenzione.

La catena fa anche da spia. La catena sporca, morchiosa, secca o addirittura rugginosa è un abominio, lo sciatto e scalcinato ciclista meriterebbe una freeriditudine meccanica “0” per tenere la catena in uno stato tanto pietoso. Come si fa manutenzione alla catena? Dopo ogni uscita la catena, come la MTB, vanno lavate e lubrificate.

La catena vive di vita propria in discesa, nei tratti più sconnessi, quelli che quasi ti arrapano da quanto sono belli, nei passaggi tecnici, negli appoggi, nei salti dalle rocce e sulle rocce, in questi frangenti la catena sballottola, se ne esce dalla guarnitura, picchia sul telaio e sulle componenti del cambio.

La fuoriuscita della catena dalle corone o dalla guarnitura capita sempre nel momento sbagliato e se ritardi quei 2 secondi a fermarti per sistemarla il rischio, spesso concreto, è che la catena si incastri tra la corona piccola, piegandola, e il telaio della tua amata MTB facendolo a scaglie!
Come si fa ad evitare che la catena se ne salti briosa a destra e a sinistra come un oggetto animato o affetto da crisi epilettiche? 
Beh di risposte a tale quesito ce ne sono molte e ve lo sciorino tutte.

Il biker DH, o soggetto affetto dalla diacchite (leggasi la definizione), provvede col monocorona e il guida/tendicatena, e il gioco è fatto, anzi il biker DH è per indole uno personaggio dalle soluzioni semplici e definitive, talvolta drastiche.

Chi ha 3 corone evidentemente possiede una bici da marathon, cross country o addirittura stradale. 
Siete obnubilati dalla fatica? Le endorifine creano una fitta nebbia nella vostra scatola cranica e i sali minerali vi hanno incrostato le sinapsi tra i neuroni? A meno che non siate fanciulle piacenti questa non è una rubrica per voi! Mi pareva di averlo già scritto da qualche altra parte.

Chi ha 2 corone, e al posto della terza il bash, non deve fare altro che tenere il cambio posteriore e il deragliatore sempre ben regolati così non esce la catena mentre si pedala e soprattutto si potrà godere di una cambiata precisa.
Anche così capita che esca la catena, seppur raramente, allora si può scorciare la catena di un poco togliendo qualche maglia, giusto per fare in modo che la molla del cambio posteriore la tenga più in tensione.
Basta non fare gli esagerati e scorciarla talmente tanto da non riuscire più a mettere i rapporti desiderati.
Altra finezza che ultimamente si trova già di serie sulle bici, mentre quando abbiamo iniziato noi di iosonofreeride non c’era, o forse c'era ma eravamo ignoranti e non lo sapevamo, è il tendicatena.
Mi sovviene il ricordo di qualche sapientone che mi domandava beffardo a cosa servisse la rotellina sotto il telaio e dietro le corone!

Il tendicatena non fa altro che aiutare il cambio posteriore a tenere la catena in tensione nella parte inferiore della sua corsa e limitare gli spostamenti della catena durante le discese scassate, ma soprattutto evita che la catena si svincoli dall'allineamento ideale con la corona mentre pedaliamo, anche all'indietro.
Senza rendercene conto capita spesso di fare la pedalata all’indietro, pensate ad esempio quando spostate i pedali per impostare le curve, ora che ci penso solo li si muove i pedali all’indietro!

Se non avete trovato il tendicatena di serie sulla vostra MTB allora avete preso una bici sfigata o vecchia e soprattutto dovete provvedere a metterlo.
Modelli e tipi di tendicatena ce ne sono tantissimi.
Forse ci sono quelli per la tripla corona, che non prendiamo nemmeno in considerazione poiché è da crosscountry, anzi non sareste dovuti arrivare a questo punto della lettura.
Ci sono quelli per la doppia che non è altro che una puleggia tenuta su da un supporto in alluminio che non va mai preciso sul telaio, hai voglia di attacchi ISCG o di smontare il movimento centrale.
Per il monocorona...è sempre una puleggia, magari dentata.
Poi c’è quello che preferisco, quello fatto col tubo di gomma per innaffiare il prato e fermato al telaio con una fascetta di plastica.
I più attenti al design coprono il pezzetto di tubo con un nastro isolante del colore in tinta col telaio.
Questo tendicatena è il migliore, il più economico, il più leggero, il più efficace, quello che da soddisfazione e fa tanto biker smanettone.

Ma perchè darsi tanta pena per evitare che la catena cada in qua e la, oppure sballotoli in su e giù? Semplice, perché si scassa la catena, rovina il telaio e da fastidio il rumore a te a chi ti pedala accanto.
Avere il cambio regolato, il movimento centrale che non cigola, i freni che nè fischiano e nè stridono, il tendicatena che evita lo sbattere della catena è una questione di rispetto e civiltà e soprattutto mi da fastidio a me, deh.