31 maggio 2012

La Tecnica secondo Stembi: verifiche.


Spesso per inerzia prendiamo la MTB e partiamo. Nessuna verifica, nessun controllo, nemmeno un chek up (lemma per i più “trendi”) prima di intraprendere il nostro bel giro in bici.

“Se la bicicletta andava bene l’ultima volta cosa vuoi che abbia adesso?”

Il guasto meccanico e la rottura di un pezzo sono sempre in agguato e nessuno vuole essere quello del gruppo che si ferma a dover aggiustare la bici mentre l’unica cosa che davvero era importante in quel momento era divertirsi spensierati.

In realtà ci sono da fare poche cose prima di partire per un giretto in mountain bike oppure prima d'imboccare un ripido pendio con la bici da freeride. Niente di arduo, tutte azioni semplici e veloci che dovrebbero diventare un rituale.

Suggerisco di farle la sera prima dell'uscita.


Controllo pressione gomme e gonfiaggio

Gomme: 1 minuto
Pressione e stato delle gomme si controllano velocemente, una tastata con le mani per verificare che non siano forate e che la pressione sia giusta e poi una sbirciatina veloce per vedere se presenta qualche danno sui fianchi o che i cerchi siano a posto.

Trasmissione: 2 minuti
Tirate su la gomma posteriore, agguantate un pedale e fate fare qualche giro. Un bell’esame visivo e poi un paio di cambiate. Se serve, una lubrificata e via.

Prodotti per lavaggio, sgrassaggio e lubrificazione MTB
Freni: 1 minuto.
Prima di uscire da casa basta fare 2 metri e tirare i freni, anche un biker di limitata competenza può capire se frenano oppure no. L’alternativa è scoprire se i freni sono ok alla prima discesa, proprio un attimo prima di picchiare in un albero, addirizzare una curva o finire in un fosso.

Serraggi: 3 minuti
Se non siete così sensibili da avvertire movimenti strani sulla bici col solo tocco della mano, in pochi ci riescono, comunque vi bastano un paio brugole e 3 minuti. I serraggi vengono tralasciati spesso eppure ci vuole poco, poi si scopre che la ruota è lente, che si è svitato un pedale o che una parte del carro posteriore ha preso a vivere in maniera indipendente (questo mi è successo davvero)

Manubrio: 1 minuto
Agguantate lo sterzo, pompate la forcella, giratelo un po’ in qua e la. Stem lente? Serie sterzo ciottolona. Ma si, è l'ora di rischiare una ghignata in terra, se va bene il tuo amico ti riprende e ti fa un bel video con la caduta rovinosa.

Meno di 10 minuti di controlli e siete tranquilli che almeno la vostra mountain bike non vi tradirà nell’imminente giornata di escursioni o discese.
Tutti i restanti possibili contrattempi possono dipendere solo da voi, oppure da Fortuna, per i filo-ellenici Tyche, dea bendata, molto bendata, quando deve favorire lieti accadimenti ma dotata di vista acuta quando elargisce disgrazie e sventure.

Tutti gli attrezzi che servono.

Dicevo di fare i controlli la sera prima, almeno avete tempo di correre ai ripari, anzi alle riparazioni, se qualcosa non va come dovrebbe.

29 maggio 2012

Prossimi Eventi

Generalmente annuncio i nostri appuntamenti in mountain bike settimana per settimana, stavolta vado anche oltre. Ci saranno nei prossimi tempi appuntamenti irrinunciabili ai quali sarebbe bello partecipare in tanti. Esperienze che come ha dimostrato l'ultimo video ti TAZ rimangono impresse per la loro bellezza.

Sabato 2 Giugno. Sono disponibile per un giretto "in zona", che so, un Montalbano o Monte Serra. Niente di impegnativo poiché sarò in bici anche domenica. Comunque voi fate ciò che più volete ed io, come gli altri impegnati domenica, valuteremo se aggregarci.

Domenica 3 Giugno. Taz, Stallo e Stembi proveranno questa Gravity School a Firenze Freeride. Sarà utile? Sarà divertente? Vi racconteremo tutto. Inoltre proveremo i nuovi tracciati appena inaugurati.

Falterona sabato 9 Giugno. A mio parere appuntamento irrinunciabile. Jacopo di Firenze Freeride ci porterà a fare questo giro che bramiamo ormai da tempo. Merita esserci e merita far vedere che quando l'occasione è ghiotta siamo tanti ed al completo, pronti a divertirsi.

Les Gets 16/17 Giugno. Partenza venerdì sera e rientro domenica sera. Noi che amiamo Les2Alpes non vediamo l'ora di provare quest'altro bike park francese, soprattutto perché in tanti giurano sia meglio!

Sellaronda 7/8 Luglio. Che vi devo dire sul Sellaronda? Ci siete stati tutti e sapete cosa vuol dire godersi le Dolomiti in MTB per 2 giorni tutti insieme. Quest'anno abbiamo delle novità succulente, il percorso è cambiato e i single track sono più numerosi e più belli.



Giugno e Luglio sono i mesi in cui si fa indigestione di bicicletta soprattutto ci sono i bike park aperti quindi tenete i caschi integrali pronti che il gravity ci chiama:

- Sestola
- Abetone
- Doganaccia
- Firenze Freeride ha aperto le nuove linee.
- ...e tutto quello che ci può venire in mente anche di pedalato.

Se vi viene in mente qualcosa di bello e divertente da fare non resta che proporlo!



27 maggio 2012

Rassegna Video

Rassegna video che inizia con il lato bello del freeride.









Don't follow me? Deh, un ce la fo a seguitti nemmeno con le pupille!





Un filmato che s'intitola THE ALPS mi predispone al Sellaronda





Lo voglio vedere tra qualche anno....





Il giro in zona...





Un omino col fucile si aggira nel bosco, te ci vai a fare il bischero con la bicicletta?




26 maggio 2012

La Tecnica secondo Stembi: il tafano.

Arrivano i mesi caldi, le stagioni ideali per il mountain biking.
Arrivano le giornate più lunghe e più soleggiate.
Arrivano le escursioni che programmi e aspetti dall’inverno.
Insieme a tutto questo arrivano i tafani.

I tafani sono degli insetti, della famiglia dei ditteri noti per essere caratterialmente molesti, non bellissimi a vedersi mancando di quel fascino magnetico che ti fa innamorare della natura e delle sue creature.
Il tafano è ematofago, anzi la “tafana”, insomma le femmine del tafano ciucciano il sangue.
Per non fare troppo gli scientifici si può dire che il tafano è una specie di mosca leggermente più in carne dal corpo peloso, infatti è un insetto primitivo e non ha ancora scoperto i centri estetici, la ceretta o lo sbassamento. Il tafano non è un insetto schizzinoso infatti la bocca è perforante-succhiante nella femmina-ciuccia-sangue e succhiante non perforante nel maschio di tutte le specie e nelle femmine-non-ciuccia-sangue. In altre parole o ti ciucciano la pelle o te la perforano e ti ciucciano il sangue.

D’estate i sentieri di alta montagna mitigano gli attacchi del tafano, i bikers che pedalano intorno ai 1500 metri di quota ed oltre sudano meno e senza il fetido aroma di carogna morta addosso il tafano fatica ad individuare lo sportivo pedalatore.

Tipico trail dove i tafani vi attendono per un'agguato.

I luoghi prediletti del tafano sono le strade sterrate nelle zone collinari, meglio se lungo la costa o i litorali. In questi luoghi il tafano sa per certo che qualche rider vacanziero passerà per i single track che loro pattugliano. Già a distanza di centinaia di metri il tafano si accorge del sopraggiungere di quei disgraziati sudati e puzzolenti avvolti nei loro completi sintetici e madidi di liquidi corporei sotto la calura dei 40°C estivi. Una specie di banchetto nuziale per i tafani, che vi si gettano famelici e come durante i matrimoni mai in numero inferiore al centinaio poiché apprezzano i pasti in compagnia e i banchetti.

Come tutti i biker sanno per esperienza il tafano sa volare parecchio bene ed è in grado di coprire lunghe distanze seguendo il biker anche per tutta una marathon di 70km e 2000 metri di dislivello.
Il tafano raggiunge velocità considerevoli, fino a 10 km/h ti vola in torno e ti ciuccia allo stesso tempo. 
Da 10 a 20 km/h il tafano ti vola addosso e ti importuna ma non riesce a farsi il pasto tranquillo poichè l’andatura accelerata impedisce la nutrizione. 
Oltre i 20 km/h il tafano riesce a starti a ruota ma non ti da fastidio consapevole che primo o poi sarai soggiogato dalla fatica se sei in salita oppure attenderà paziente una tua eventuale caduta se sei in discesa a folle velocità nella speranza di seminarlo.
Il tafano non esce quando piove o fa freddo a causa della sua salute cagionevole e per l'insoergere di infiammazioni all'apparato respiratorio.

Clima anti-tafano...vorrei vedere!

Il tafano staziona nell’ambienti frequentati dalle loro vittime, luoghi come singletrack, trail dei bikepark, mulattiere, sentieri del Cai, rock-garden, gravity e jump park, boschi, foreste e campagne. Il tafano non fa distinzioni di disciplina e attacca tutti dal XC al DH. Il biker DH tuttavia è avvantaggiato, d’estate schiatta dal caldo a causa delle protezioni ma le protezioni hanno la seconda funzione di anti-tafano.

Abbigliamento in gomma anti-tafano ma ci si suda.

La guerra al tafano è spesso persa in partenza, eccettuata la pratica masochistica del bagno nel DDT o altri prodotti repellenti altamente tossici. Non c’è rimedio agli attacchi del tafano se non diventare bitumari o palestrati, il tafano come i mountain bikers sdegna l’asfalto e i luoghi chiusi. Una volta punti dalla tafana i rimedi conosciuti sono gli antistaminici, antifiammattori, prodotti specifici per le punture di insetto, imprecazioni e bestemmie.



25 maggio 2012

Proposta percorso per sabato 26 maggio

Da qualche commento in qua e la del blog sembra gradita la destinazione Roveta.

Niente da dire, è un giro tra i più belli che facciamo, breve ed intenso, anche nella fatica delle tante risalite pedalate.

Domani vi farò sicuramente fare il sentiero che l'ultima volta affrontai con Taz e Mario.
Presi da un'euforia svalvolante ci infilammo in un pertugio e si trovò una altro dei famosi sentieri del Roveta. In realtà si stava scendendo dritto per dritto senza guardare dove si stava andando ed eccoci nel nuovo trail.


Terreno bagnato? Pioggia? Non importa, sui sentieri del Roveta mi sono sempre divertito e poi domani mattina non dovrebbe nemmeno piovere. Così dicono le previsioni.

Scandicci, il meteo.it

Scandicci, tempoitalia

Scandicci, 3Bmeteo

Sperando in un gruppo numeroso, ci troviamo domani alla PAM ore 8.45 e al ritorno ricordatemi di fermarci in quel posticino che si vede sulla strada, promette bene per il pranzo.

Allora chi viene?


21 maggio 2012

DH Rosa, un sentiero West Coast Trails

La DH Rosa non è la pista preferita di Rosario - ma potrebbe esserlo - non è nemmeno una gara di discesa femminile. La DH Rosa è un percorso molto bello, la discesa parte giù dal Pasquilio fino a San Carlo, sopra Massa. Senza ombra di dubbio è diventato uno dei nostri tracciati preferiti, mai difficile, tranne qualche passaggio tecnico. Percorso guidato e con una serie infinita di salti, doppi e droppettini alla portata di tutti e dal divertimento assicurato. Un trail tra i tantissimi in zona che ci piace molto e che siamo felici che qualcuno abbia fatto, i west coast trail.
Insomma una giornata perfetta di sport, discese, divertimento, di necci, schiacciate con la cipolla, lardo, prosciutto, salame, formaggio e pasta fritta. Ma cosa la descrivo a fare, c'è il video di Taz sotto che vi fa vedere tutto.
Una giornata perfetta, se non fosse che quei bastardi che sono con me in bici, mi hanno preso gli occhiali e ancora non me li hanno restituiti.



19 maggio 2012

Rassegna video

Scrubbata in slowmotion, adesso si capisce come si fa!




A bocca aperta.



Questi due slowmotion fanno parte di un film, una premier online la potete vedere giovedì 24 maggio ore 21 su http://www.pinkbike.com/ oppure http://www.redbull.com/en/bike e http://live.redbull.tv/events/35/strength_in_numbers/





Con una bella colazione si va sempre forte


on pinkbike.com


Questo video mi ha ispirato. Perché non si prova a fare una discesa dalla Rocca di San Miniato?Sto scherzando.








Che succede quando apre un bikepark in Nord America? Ci sono 4 fulminati che vanno come le scioppetate dalla gioia


ANTICIPATION Pt. 2 on pinkbike.com


Video Integrale Firenze Freeride







17 maggio 2012

Proposta percorso per sabato 19 maggio

Prima di parlare del giro di questo sabato, il video di sabato scorso.





Ve lo ricordate il giro "dalle alpi al mare"? Quello che poi è divenuto il giro "folgorito" e dopo ancora "il neccio e colesteroleria tour"? Spero di si. 

Adesso, fate mente locale alle salite, ricorderete che nella fase in cui si pedalava prima di arrivare alla sosta pranzo si incontravano sulla nostra strada un sacco di sentieri con salti, sponde e tutto quelle cose che fanno molto trail e molto freeride.

Ebbene Taz ha sfruttato i sentieri e le tracce della West Coast Trail, che ringraziamo, e ne ha fatto un giro che mette insieme la maggior parte dei loro percorsi. 

Con i suoi 20,8 km e soli 1440 metri di dislivello (!) dovrebbe essere molto divertente. 

Ritrovo sabato 19 maggio a Ponte A Egola, Piazza del Bar L'Orologio ore 8.00



Per coloro che sono in dubbio se venire oppure no ricordatevi che c'è la sosta alla "colesteroleria" per la schiacciata con le cipolle, quella con il lardo, la pasta fatta in casa e i mitici Necci alla ricotta, al cioccolato e ai frutti di bosco.










16 maggio 2012

La Tecnica secondo Stembi: lo zaino

Sono stato ripreso più di una volta per la mancanza di un post adeguato che potesse gettare luce su un argomento interessante: lo zaino.
Questo post non è una rassegna degli zaini più glamour o di tendenza, quale zaino comprare dovete vederlo da soli in base ai vostri gusti ed esigenze. Trattiamo di quello che va messo o si dovrebbe mettere nello zaino.
Nell'escursioni con la mountainbike, enduro o freeride, spesso si vedono gli zaini sulle spalle dei bikers. Cosa hanno dentro? Come si sceglie cosa mettere dentro?
Nel proprio zaino ognuno ci mette quello che vuole anche un tablet per vedersi l’ultima puntata della propria serie preferita oppure una sedia pieghevole per le ore di relax tra una salita e una discesa.

Lo zaino secondo Stembi è un concentrato di roba utile, qualcosa è addirittura indispensabile.
Utile ed indispensabile sono concetti soggettivi e possono variare a seconda del biker, del tipo di disciplina e dei gusti personali oppure della preparazione fisica poiché se lo zaino è pesante bisogna avere le forze adeguate per portarselo dietro.
Io ho una regola, se vado in MTB vado per divertirmi, per divertirmi devo avere tutto il necessario e soprattuto non rimane a piedi con la bici.
Ecco in dettaglio il contenuto dello zaino che porto in tutte le mie escursioni, che solitamente durano una giornata. E’ una composizione di cose che è maturata ed affinata da anni di pratica ma più che altro da anni di disgrazie, sfighe, noie meccaniche e di "Nooo, mi sono dimenticato....".
Non è una lista definitiva, capita sempre di aver bisogno di qualcosa che non ti sei portato dietro, talvolta ci si può passare sopra, talvolta una mancanza equivale ad una tragedia o all’abbandono da parte dei tuoi compagni, mi è successo anche questo.
Nel tempo cambiano le discipline, i percorsi, le esigenze e cambia anche lo zaino.
Ve lo dico subito lo zaino secondo Stembi non sarà leggero. La leggerezza si ottiene non portando niente oppure farsi portare il necessario da altri.

Zaino abbinato alla bici, alla scarpe e al berretto. Il design conta.

  1. Zaino con copertura anti-pioggia, la cui capienza varia in base alla lunghezza del giro, alle condizioni meteo e al tipo di escursione e a cosa mettete dentro. Inutile sottolineare che lo zaino alpino da 90 litri di capienza spesso è troppo e lo zaino della barbie è troppo poco.
  2. Soldi, avere qualche euro in banconota non pesa e con i quattrini si fa tutto, soprattutto nelle emergenze.
  3. Cellulare con custodia e sacchetto di plastica ove riporlo in caso di pioggia. Il cellulare sembra superfluo per peso ed uso ma in caso di emergenza se siete sperduti nel nulla è il vostro unico mezzo per chiedere aiuto oltre ai segnali di fumo. Ma cosa lo scrivo a fare? Lo so che il cellulare lo portate tutti.
  4. Fotocamera e videocamera, non sono necessari anche se avere i ricordi di un bel giro da soddisfazione.
  5. Acqua, sia con la sacca idrica oppure con la borraccia, l’acqua è indispensabile. Non lesinate, rimanere senza acqua quando si ha sete è veramente tremendo tanto che qualcuno si è trovato costretto a ricorrere alle pozzanghere.
  6. Cibo per riprendersi un po’ dalle fatiche, io porto il ciocco sport, ma va bene qualunque cosa sia commestibile e che dia energia, meglio se gustosa.
  7. Antivento, per non prendersi un malanno.
  8. Giacchetta anti-pioggia, impermeabile, k-way o sacco dell'immondizia adattato, se c’è possibilità di precipitazioni ovviamente
  9. Calzini di scorta e guanti di scorta, in caso di pioggia qualcosa di asciutto fa comodo
  10. Maglie di scorta, almeno una è utilissima in tutte le stagioni, d’estate se siete sudati e nei mesi freddi per coprirsi. Più di una maglia di scorta se fa davvero molto freddo altrimenti state a letto che è meglio.
  11. Protezioni, dipende dalle discese dell’escursione e da quanto volete rischiare in quest’ultime
  12. GPS se non conoscete bene la zona o soffrite di quella malattia, come si chiama? Si quella dell'omino tedesco....
  13. Occhiali e casco. Sappiamo che il casco va sulla testa però sulle salite senza riparo dal sole, quando fa 40°C, la tentazione di toglierlo e attaccarlo allo zaino è molta.
Giornata torrida, abbigliamento leggero e casco sullo zaino.

Attrezzi, da qui in poi non si transige, serve tutto.

  1. Coltellino ma si preferisce il machete, più polivalente e pratico anche per pulire i sentieri. Vedete voi.
  2. Cacciaviti oppure un kit che li contenga
  3. Brugole, non importa avere un set dalla 1 alla 20, bastano quelle che servono sulla tua mountain bike
  4. kit di attrezzi compatto, potrebbe sostituire il punto 2 e 3 a patto che abbia tutto il necessario
  5. Camera d’aria., almeno una!
  6. La pompa per il punto 5.
  7. n. 3 cavafascioni, ne basterebbero due ma tutte le volte che si fora vuoi la foga, vuoi la rabbia se ne rompe sempre uno.
  8. Nastro americano, lo squarcio nella gomma si ripara con quello, basta un pezzo, un rotolo è troppo, sempre che non dobbiate sistemare un telaio troncato in due.
  9. Una falsamaglia e lo smagliacatena, che senza catena non si pedala, così mi ho letto da qualche parte
  10. un paio di fascette di plastica,  leggere e poco ingombranti, se ne ignora sempre l’uso, tranquilli sono leggerissime e prima o poi servono
  11. Pastiglie freni di ricambio, utili, spesso indispensabili nei giri molto lunghi e soprattutto quando quelle montate sui freni iniziano ad essere veramente usurate. Io non le porto mai, dimentico sempre di comprare quelle di scorta ma faccio manutenzione e check-up prima dei giri per non trovarmi a frenare sui pistoncini
  12. Forcellino del cambio posteriore, sembra superfluo ma se lo abbiamo tanto vale portarlo. Chiedete a Taz
  13. Toppe autoadesive per camera d’aria, se sei proprio sfigato e fori in sequenza
  14. Mini pinza per chi non ha dita d’acciaio, a volte con la meccanica va lasciato da parte il fioretto e usata la spada
  15. Guanti di gomma, io mi smorchio le mani con riluttanza
  16. Lubrificante, anche pochissimo, a volte serve per resuscitare la catena o qualche altro componente secco e cigolante.
Zaini e borse, così mi sembra troppo.
Ho dimenticato qualcosa? Con la vecchiaia mi succede sempre più spesso. Datemi una mano a ricordarlo con qualche commento.



15 maggio 2012

Rassegna Video

Un polverone così lo faccio solo se cado in terra



Il video può piacere o no, ma sul finale niente da dire





Video e backstage.







Come quando iniziai a sciare, i bambini andavano tutti più forte di me. Questi invece andranno sempre più forte di me, non credo riuscirò mai a stargli dietro.




Video appena uscito, le ultime tecnologie applicate alla manifattura delle bici







10 maggio 2012

Le proposte del fine settimana

Fine settimana completo per iosonofreeride, all'insegna del non facciamoci mancare niente.

A quanto pare abbiamo membri del gruppo disponibili per il sabato col seguente programma:

- ministronkaciui ribattezzata Giri Novelli
- mare, per dire che si vede il mare ma non ci si va a fare il bagno o a prendere il sole
- dal Novelli a mangiare il pesce
- latraccia sarà più o meno la stessa, forse qualcosa in più giusto per guadagnarsi il pasto
- e magari al Decathlon a smaltire il pranzo, che l'ultima volta che siamo stati al Decathlon dopo il Novelli e belli arzilli non ricordo che successe e mi vorrei rinfrescare la memoria








Un'altra parte del gruppo domenica si dedicherà alle prove speciali, ovvero le discese, che l'altra settimana hanno ospitato la gara di Superenduro a Punta Ala:

- giro della superenduro a Punta Ala
- mare, anche in questo caso bagno e tintarella non previsti
- se c'è il mare e la MTB ci sarà anche un bel pasto a base di pesce!
- quasi 28 km e 1200 m di dislivello, la traccia è qui sul GPsies di Fly






Questa foto non so quanto sia attinente ma c'èrano le MTB e la scrittina "superenduro" e quindi l'ho messa



9 maggio 2012

Rassegna video....enduro


Manovra stupenda. Oppure è entrato in curva molto forte e solo lui sa cosa voleva fare e non gli è venuto bene o come aveva programmato. Più guardo la fotografia e più credo che sia la seconda ipotesi.




Dopo tanti filmati DH ecco qualche video Enduro, pedalate in paesaggi stupendi, sentieri talvolta selvaggi e discese che non fanno mancare le emozioni spesso tributate alle sole discipline gravity.


New Zealand - Yeti Cycles from Yeti Cycles on Vimeo.














Video di introduzione ad una serie di filmati che usciranno durante l'estate e che non dimenticherò di pubblicare









8 maggio 2012

From the outside + shadows

Non sempre una giornataccia come domenica  può impedire di divertirti.




Continuano gli esperimenti video con 2 GoPro...ci stiamo affinando.



Adesso non resta che organizzarci per questo fine settimana e fare le riprese ad un gruppo più nutrito di bikers di iosonofreeride.



6 maggio 2012

La Tecnica secondo Stembi: integratori e barrette.

Pratica consueta tra i bikers(1) di molte discipline è il consumo di barrette, bevante energetiche e integratori di sali minerali. Tirato su a trippa, bistecche, ribollita e pastasciutte l’idea di cibarie energetiche o integranti non mi va a genio. Quando mangi leccornie della tradizione toscana e i tuoi pasti comprendono antipasto, primo, secondo, contorno e dolce, che hai da integrare?

Avere la necessità di integrare presuppone l’essere deficitario, il che non è molto cool(2) per il freerider(3).
Le barrette sono un argomento quasi a parte, infatti si disciplinano per il loro gusto: una barretta molto buona, ad esempio al cioccolato, non è da considerarsi in maniera negativa quanto meno per il sapore, anzi è un peccato di gola che va sommato però a tutti gli altri come il pranzo luculliano a fine giro o in mezzo all’escursione. 

Di altra natura è la prusunta barretta energetica naturale o salutare, senza grassi, con quei gusti strani tipo banana e cavolo nero, deh, che roba è?
Inoltre c’è da andare su tutte le furie se la barretta non si aggiunge ai pasti ma ne è sostitutiva, in questo caso si che la barretta è un abominio.
Infatti il livello minimo della Freeriditudine Alimentare è il 3: “La mountainbike e il freeride non posso prescindere da un’alimentazione corretta e costante. Colazione, spuntino e lauto pranzo. Nell’organizzazione delle escursioni o delle discese nei bikepark è obbligatorio trovare e prenotare un ristorante”.





Questi prodotti industriali, che ci vengono inculcati da pubblicità e cattive abitudini del mondo del ciclismo sono da considerare in tutto e per tutto negativi. Allora cosa fare nel caso le energie ci abbandonino e non si riesca a sostenere le richieste energetiche dei nostri muscoli?
Tutto quell’ammasso di lardo lipidinoso che per anni abbiamo coscienziosamente messo da parte per tutto il nostro corpo ha proprio questa utilità: è una scorta energetica sempre pronta a soddisfare le nostre esigenze. Tuttavia se si è così sfortunati da essere secchi e mingherlini oppure abbiamo paura di intaccare le scorte corporee allora la soluzione più naturale sono gli avanzi.
Una soluzione dignitosa ed al passo con la crisi economica degli ultimi tempi potrebbe essere quella di portarsi una porzione del dolce cha ha fatto la nonna, un ciottolo col pasticcio della zia Elvira che lo fa tanto buono oppure un panino con il lardo o il prosciutto. Anche il cioccolato che esce da tutte le tasche dello zaino prescrivo con convinzione.
Per le bevande fa tanto scena la fermata al bar per una birra fresca dissetante d’estate, o lo stop al bar per il grappino, d’inverno si può. Comunque sempre meglio di sbandierate bevande energetiche o dei presunti miracoli fatti dagli integratori di sali minerali, vitamine, proteine e chi sa quanti coloranti e conservanti.
Il biker(3) più organizzato ha la fiaschetta di metallo con bevande rigeneranti come ad esempio il bombardino, in genere nei mesi freddi.
Recentemente il ciclista vero, il freerider cazzutissimo, lo sportivo che vuole essere sempre al massimo senza compromessi si prepara e si porta al seguito il “Ciocco Sport”.
Evoluzione salutista della bevanda digestiva gustata per la prima volta alla Tortelleria "Il Mattarello" di Torcigliano

Il ciocco sport è la bevanda energetica svarvolante che ti preparerebbe tua nonna per merenda quindi massima qualità e nutrimento nel rispetto delle tradizioni familiari dei nostri avi. Ma vediamo come si prepara.







Ciocco sport
Prendere una pentola capiente quanto basta, avete ragione il “quanto basta” è antipatico pure a me, di capienza 2 litri minimo
Mettervi 500 ml di caffè ottimo come eccitante svarvolante e 500 ml di acqua che disseta(!)
Scaldare il tutto ma non far bollire.
A questo punto si mescola 100 gr di cacao in polvere, mescolate bene altrimenti vi viene a grumi e non è bello a bersi. Dopo aggiungete e fate sciogliere 100 gr di cioccolato, io preferisco fondente, se siete freerider golosi va bene anche quello al latte. Se vengo a sapere che ci avete messo il cioccolato bianco vi ripudio, anche perché il cioccolato bianco non è cioccolato, è burro di cacao come quello in stick che si mette sulle labbra screpolate dai rigori invernali.
Il momento delle calorie è giunto,nella pentola dove state sciogliendo il cioccolato buttate mezzo kg di zucchero e fatelo sciogliere. Sembra tanto mezzo chilo di zucchero, immaginatevi di bere il Ciocco Sport a metà di una salita straziante...mi ringrazierete.
In teoria si potrebbe finire qui ma c’è il tocco finale. L’alcol puro.
Non appena il preparato si è raffreddato a temperatura ambiente si aggiunge l’alcol in queste quantità:

Estate: zero alcol, già si suda, se vi mettete a bere alcolici stiantate.
Primavera: 50 ml di alcol con una bustina di vanillina sciolta, a primavera si sa con qualche nuvola e un po' di vento raffresca facilmente.
Autunno: 100 ml, se piove anche 150 ml sempre con vanillina.
Inverno: 200 ml e potete fare MTB/freeride/DH anche sulla neve!
Alcolizzati e incoscienti: mettetene quanto alcol volete, ma attenzione ad offrirlo ai vostri amici, non vogliamo che sull’imbocco di un sentiero obnubilati dall’alcol e con la vista svampita finiscano in un burrone. L’amico freeride è cosa rara e poi rimanete soli per i giri in mountainbike è triste.

Glossario
1.ciclisti
2.freddo, anzi no, i soggetti più moderni intendono “ganzo”
3.ciclista dedito al freeride, ovvero a praticare discese spericolate ogni dove credendo in uno stile di vita fatto di libertà e movimento in mountainbike

2 maggio 2012

Roveta, 2 Gopro e nuovi stimoli...

Anche se qualcuno di voi avrà già frainteso non mi riferisco all'eventuale necessità di trovare velocemente qualche foglia di felce in caso non si abbiano i fazzoletti nello zaino! Una nuova Gopro e di conseguenza nuove tecniche di ripresa (effetto "elastico") stanno "stimolando" cameraman e registi nella creazione di nuovi filmati, questo è il primo risultato:

 

Il  fondo "slippery" , nuove varianti e il fatto che sia cominciato a piovere solo dopo essere rimontati in macchina hanno reso la giornata memorabile :)



1 maggio 2012

Rassegna Video...e Foto


Questa rassegna video anticipa di poco il prossimo video di Taz, onestamente non vedo l'ora di gustarmelo. La specialità del nostro prossimo video saranno le riprese, infatti per la prima volta avevamo due GoPro e ci siamo alternati nelle inquadrature cosicché Taz, Mario e me avevamo tutti le nostre riprese su tutti i passaggi con inquadrature esterne ed onboard. e senza interrompere troppo salite e discese per filmarci.


Prima di ogni giro, in preparazione alle discese più spregiudicate cerco di darmi la carica con foto e filmati. Il motivo è piuttosto semplice, se non m'infondo coraggio mi subentra il raziocinio e mi domando: ma chi me lo fa fare 'sto sport con tutte le sue - infauste - conseguenze?

Uno dei famosi salti di Chatel. Bellissimo, appena ho visto questa foto sono rimasto senza fiato, inseguito guardandola attentamente ho provato anche un certo sollievo nel constatare che il biker "forse" ha fatto e finito il salto.




Gesto tecnico sopraffino, quando c'è il manico si vede ma quello che ha attratto la mia attenzione è lo sguardo dietro la mascherina: fissa il tronco consapevole che ormai l'ha evitato oppure aspetta la botta?




Questo video mi rammenta le ultime uscite sul Monte Serra tutte acqua e mota, ma soprattutto la stupenda uscita di questa mattina sul Roveta. Le similitudini però finiscono qui, rispetto al video io con la mota sdrucciolevole guido un tantino più rigido a meno di non essermi portato dietro il Ciocco alcolico!!



Video interamente girato con la GoPro, come i nostri video del resto. Forse però le nostre GoPro sono rotte perché dai nostri video potrebbe sembrare che siamo più scarsi.



Dopo la GoPro al solito tipo fanno provare qualche altro pezzo sulla bici....ma da come va anche in questo filmato sembra che non dipenda ne dai pezzi ne dalle telecamere.