6 maggio 2012

La Tecnica secondo Stembi: integratori e barrette.

Pratica consueta tra i bikers(1) di molte discipline è il consumo di barrette, bevante energetiche e integratori di sali minerali. Tirato su a trippa, bistecche, ribollita e pastasciutte l’idea di cibarie energetiche o integranti non mi va a genio. Quando mangi leccornie della tradizione toscana e i tuoi pasti comprendono antipasto, primo, secondo, contorno e dolce, che hai da integrare?

Avere la necessità di integrare presuppone l’essere deficitario, il che non è molto cool(2) per il freerider(3).
Le barrette sono un argomento quasi a parte, infatti si disciplinano per il loro gusto: una barretta molto buona, ad esempio al cioccolato, non è da considerarsi in maniera negativa quanto meno per il sapore, anzi è un peccato di gola che va sommato però a tutti gli altri come il pranzo luculliano a fine giro o in mezzo all’escursione. 

Di altra natura è la prusunta barretta energetica naturale o salutare, senza grassi, con quei gusti strani tipo banana e cavolo nero, deh, che roba è?
Inoltre c’è da andare su tutte le furie se la barretta non si aggiunge ai pasti ma ne è sostitutiva, in questo caso si che la barretta è un abominio.
Infatti il livello minimo della Freeriditudine Alimentare è il 3: “La mountainbike e il freeride non posso prescindere da un’alimentazione corretta e costante. Colazione, spuntino e lauto pranzo. Nell’organizzazione delle escursioni o delle discese nei bikepark è obbligatorio trovare e prenotare un ristorante”.





Questi prodotti industriali, che ci vengono inculcati da pubblicità e cattive abitudini del mondo del ciclismo sono da considerare in tutto e per tutto negativi. Allora cosa fare nel caso le energie ci abbandonino e non si riesca a sostenere le richieste energetiche dei nostri muscoli?
Tutto quell’ammasso di lardo lipidinoso che per anni abbiamo coscienziosamente messo da parte per tutto il nostro corpo ha proprio questa utilità: è una scorta energetica sempre pronta a soddisfare le nostre esigenze. Tuttavia se si è così sfortunati da essere secchi e mingherlini oppure abbiamo paura di intaccare le scorte corporee allora la soluzione più naturale sono gli avanzi.
Una soluzione dignitosa ed al passo con la crisi economica degli ultimi tempi potrebbe essere quella di portarsi una porzione del dolce cha ha fatto la nonna, un ciottolo col pasticcio della zia Elvira che lo fa tanto buono oppure un panino con il lardo o il prosciutto. Anche il cioccolato che esce da tutte le tasche dello zaino prescrivo con convinzione.
Per le bevande fa tanto scena la fermata al bar per una birra fresca dissetante d’estate, o lo stop al bar per il grappino, d’inverno si può. Comunque sempre meglio di sbandierate bevande energetiche o dei presunti miracoli fatti dagli integratori di sali minerali, vitamine, proteine e chi sa quanti coloranti e conservanti.
Il biker(3) più organizzato ha la fiaschetta di metallo con bevande rigeneranti come ad esempio il bombardino, in genere nei mesi freddi.
Recentemente il ciclista vero, il freerider cazzutissimo, lo sportivo che vuole essere sempre al massimo senza compromessi si prepara e si porta al seguito il “Ciocco Sport”.
Evoluzione salutista della bevanda digestiva gustata per la prima volta alla Tortelleria "Il Mattarello" di Torcigliano

Il ciocco sport è la bevanda energetica svarvolante che ti preparerebbe tua nonna per merenda quindi massima qualità e nutrimento nel rispetto delle tradizioni familiari dei nostri avi. Ma vediamo come si prepara.







Ciocco sport
Prendere una pentola capiente quanto basta, avete ragione il “quanto basta” è antipatico pure a me, di capienza 2 litri minimo
Mettervi 500 ml di caffè ottimo come eccitante svarvolante e 500 ml di acqua che disseta(!)
Scaldare il tutto ma non far bollire.
A questo punto si mescola 100 gr di cacao in polvere, mescolate bene altrimenti vi viene a grumi e non è bello a bersi. Dopo aggiungete e fate sciogliere 100 gr di cioccolato, io preferisco fondente, se siete freerider golosi va bene anche quello al latte. Se vengo a sapere che ci avete messo il cioccolato bianco vi ripudio, anche perché il cioccolato bianco non è cioccolato, è burro di cacao come quello in stick che si mette sulle labbra screpolate dai rigori invernali.
Il momento delle calorie è giunto,nella pentola dove state sciogliendo il cioccolato buttate mezzo kg di zucchero e fatelo sciogliere. Sembra tanto mezzo chilo di zucchero, immaginatevi di bere il Ciocco Sport a metà di una salita straziante...mi ringrazierete.
In teoria si potrebbe finire qui ma c’è il tocco finale. L’alcol puro.
Non appena il preparato si è raffreddato a temperatura ambiente si aggiunge l’alcol in queste quantità:

Estate: zero alcol, già si suda, se vi mettete a bere alcolici stiantate.
Primavera: 50 ml di alcol con una bustina di vanillina sciolta, a primavera si sa con qualche nuvola e un po' di vento raffresca facilmente.
Autunno: 100 ml, se piove anche 150 ml sempre con vanillina.
Inverno: 200 ml e potete fare MTB/freeride/DH anche sulla neve!
Alcolizzati e incoscienti: mettetene quanto alcol volete, ma attenzione ad offrirlo ai vostri amici, non vogliamo che sull’imbocco di un sentiero obnubilati dall’alcol e con la vista svampita finiscano in un burrone. L’amico freeride è cosa rara e poi rimanete soli per i giri in mountainbike è triste.

Glossario
1.ciclisti
2.freddo, anzi no, i soggetti più moderni intendono “ganzo”
3.ciclista dedito al freeride, ovvero a praticare discese spericolate ogni dove credendo in uno stile di vita fatto di libertà e movimento in mountainbike

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