26 giugno 2012

La Tecnica secondo Stembi: abbronzatura.

Il ciclista, il freerider, il rider, il biker - ancora devo capire com'è che ci dobbiamo chiamare -  sono molto attenti al design. A dimostrazione di ciò basta vedere come si vestono o in quali condizioni presentano una bici o una MTB una volta che ci hanno messo le mani per “abbellirla”, il cosidetto TUNING.
Fashion, trendy, glamour sono lemmi tipici del vocabolario di chi frequenta l’alta moda, o va a fare l’aperitivo negli America Bar più esclusivi, ma anche se sudiamo e ci smorchiamo le mani anche noi ciclisti appreziamo l'estetica e il gusto del bello.



Abbiamo capito che il biker è narciso ed esibizionista anche se a modo suo. Sia unomo che donna ci tiene a fare la sua figura anche motoso, figuriamoci allora se non presta attenzione all’abbronzatura.
Estate vuol dire sole e la pelle sotto il sole si abbronza. Ma cosa deve fare il ciclista che tiene al suo look e non vuole presentarsi al mare con motivi bianco-neri sulla pelle più consoni ad una scacchiera che ad un essere umano sulla spiaggia? Come evitare di avere faccia, braccia e gambe color carbone e le parti coperte dal completo ciclistico bianche come la neve? Come coniugare la sua forma e prestanza fisica ottenuta con km e km di MTB ad un modello estetico più consono alla spiaggia ed agli ambienti glamour dell'estate sfoggiando pelle bronzea e silouette invidiabili?

La parola d'ordine in questi casi è la Protezione. La protezione solare sotto il sole è d'obbligo, sia essa crema od olio la protezione non è solo cosmesi, è salute e benessere per la propria pelle. Il biker più smaliziato, anche meccanicamente, preferisce portare nello zaino l'olio protettivo, utilissimo anche per la catena secca della MTB.
Sotto il sole dobbiamo proteggersi sempre, sia i fototipo più chiari che quelli più scuri. Quindi giù badilate di crema su faccia, gambe e braccia con particolare attenzione al vostro tipo di pelle ed ai risultati estetici che più vi aggradano.
Io purtroppo non riesco a mettere protezioni cosmetiche poichè già sudo come poche altre persone al mondo e mettere la crema solare sulla pelle creare sgradevoli sensazioni non appena protezioni solari e sudore interagiscono.


Quindi per evitare l'abbronzatura a scacchiera tipica del ciclista si può ricorrere alle protezioni solari oppure si scelgono sentieri molto boscosi alla stregua di una foresta pluviale inestricabile, il sole non penetra tra la vegetazione, voi non vi abbronzate e sicuramente soffrirete meno il caldo.

Un'altra alternativa interessante sono le escursioni notturne ottime per godere del fresco delle tenebre e scongiurare una pelle a strisce bianco-nere

Se invece volete un abbronzatura già pronta per la spiaggia non resta che fare i vostri percorsi in MTB in costume. Sembra ci siano dei vantaggi evidenti: ci si abbronza benissimo, non si soffre il caldo, siamo molto areati specialmente in discesa. Ahimé ci sono anche le controindicazioni: tafani e zanzare banchettaranno sulla vostra epidermide, se cadete esponete tutto il corpo ad sconvenienti abrasioni.

C’è chi si arrangia cambiando il completo di frequente, con pantaloncini e maglie a diversa misura delle maniche, con questo stratagemma non si evita che le braccia e le gambe si abbronzino, ma si rende lo stacco tra bianco e nero più sfumato e gradevole alla vista.

I bikers più avvezzi all'iconografia dell'estetica moderna non si fanno problemi di abbronzatura tipica del ciclista poiché durante la settimana frequentano volentieri i centri estetici dove si rilassano sotto le lampade UVA e rendono omogeneo il colore della pelle. Visto che ci sono non sdegneranno una gradevole depilazione.



Il rider DH non ha problemi di abbronzatura a scacchi. Tra ginocchiere, pettorine, guanti, caschi integrali e collari non ha un solo centimetro quadrato di pelle scoperta da offrire ai raggi del sole.

Comunque sia, che siate ciclisti, biker, riders o cos'altro ma andate in MTB invece che sulla spiaggia!

23 giugno 2012

Gravity school. Training camp. Tecniche di guida MTB e freeride.


Negli ultimi tempi ci siamo dedicati molto all'apprendimento delle tecniche di guida della MTB.
Ci siamo mossi tardi ma abbiamo capito che andare in MTB è bello e che tanto vale andarci con cognizione di ciò che facciamo.
Qualcuno ha preso parte anche ad una "indelebile" giornata di Gravity School con Daniele Simonetti, una giornata all'insegna della guida DH.
Recentemente Jack Bisi realizza una rubrica su MTB-Forum(RAIDA COME MANGI) dedicata proprio alla guida della mountain bike, seguitela che è interessante.
Su Pinkbike.com, uno dei siti da cui traggo i filmati per la rassegna video, ho trovato questo Training Camp di Fabien Barel (biografia sportiva) .
Da questi video più che una gravity school si ottiene un corso di guida per tutte le discipline MTB, consigli utili da imparare e mettere in pratica, non c'è tutto ma di tutto.
L'obiettivo di migliorarsi sempre, in qualunque campo, è un atto di intelligenza. Nel freeride, nell'enduro o in qualsiasi disciplina della MTB è la stessa cosa, ma fatelo in sicurezza e passo passo. L'esagerazioni hanno talvolta conseguenze non gradite.
I video sono in inglese, per chi ne sa  poco basta ed avanza, per gli altri c'è la traduzione sotto in perfetto stile Stembi: diretta, scurrile, quasi incomprensibile, vi conviene sentirla in inglese considerando che io in queste cose della tecnica di guida ci capisco poco.
Ovviamente è inutile dire che la traduzione "non è letterale" ed inoltre ci ho aggiunto qualcosa e tolto altro, giusto per confordervi le idee.
Non credo esista un vero ed unico modo di andare in MTB, ci sono tecniche più o meno valide ed efficaci, poi però in MTB ci siamo noi ed è con le nostre sensazioni, con le nostre abitudini, con il nostro modo di essere e di accostarci a questo sport che abbiamo a che fare, quindi ognuno si sentirà libero di migliorarsi secondo il proprio stile e secondo i propri gusti traendo il massimo da quelle che sono le teorie e l'esperienze di chi è più bravo di noi e da chi ha la fortuna di andare in bici per professione (andare in bici per professione. Che fortuna sfacciata).




Bike Set Up on Pinkbike

BIKE SET UP
Prima di principiare a pedalare va settata e controllata la bicicletta. Tarate le sospensioni in base al vostro peso, ai vostri gusti, ai percorsi e alla vostra guida. Il manubrio è importante e sceglietelo bene in base a come guidate e al vostro fisico, quindi non troppo largo che sembrate crocifissi sulla MTB. Nemmeno troppo stretto che poi non vi riesce impostare le curve per bene. L'altezza del manubrio si trova facendo un po' di prove, deve essere confortevole sia per pedalare in salita che per fare le discese. Le leve dei freni vanno posizionate in base al vostro stile, troppo alte o troppo basse vi sminchiano i polsi. Quindi trovate il compromesso tra una bella frenata e una corretta posizione delle mani per assorbire gli impatti e guidare. I freni vanno usati con un solo dito e con la leva facilmente raggiungibile. La tecnologia ci ha dotato di un aggeggio ganzo, il reggisella telescopico. Ottimo per avere la sella all'altezza giusta in salita e poterla abbassare in discesa per manovrare bene la bici. Con tutti i pignoni che si può avere oggi possiamo mettere anche la singola corona davanti per evitare che la catena balli, ovviamente ci vuole l'allenamento o il doping per portarla in salita. Per maggiori informazioni su cosa c'è da controllare prima di montare in MTB vi rimando a questo post.




Equipment on Pinkbike

EQUIPMENT
Equipaggiamento
Tutti i biker sanno che ci vuole della roba giusta per andare in MTB. Vestiti confortevoli, che ci si respira bene e non ci si suda troppo.
Il casco è importantissimo, se dovete fare sali-scendi un casco enduro è l'ideale. Se invece fate prettamente discesa oppure la salita non è che un trasferimento per un unica lunga discesa finale allora è meglio andare sul sicuro con un casco integrale. Se dovete comprare il casco date retta a me, un casco enduro come ce ne sono tanti va benissimo ma il casco integrale LEGGERO, meglio spendere qualche euro in più e vivere la MTB confortevoli e in sicurezza. Maschera e/o occhiali basta mettere qualcosa, sassi, polvere e insetti danno fastidio specialmente in discesa, se poi è motoso non ve lo sto a dire. Le protezioni sono un argomento sentito, specialmente dopo le prime tragiche cadute. Protetti sempre e sempre il più possibile, ovvio che la decisione su quali portare (pettorina, collare, ginocchiere, gomitiere, pantaloncini ecc) dipende dalla disciplina e dai percorsi che fate. L'abbigliamento? Pantoloncini neri e maglia iosonofreeride.




Climbing on Pinkbike

CLIMBING
Salita anzi Trasferimento.
La salita è un affaraccio, infatti adesso la chiamiamo trasferimento che suona meglio. La salita richiede sia una pedalata efficiente sia la scelta giusta nelle traiettorie . In questa sezione abbiamo un terreno friabile dove serve una pedalata fluida ed efficiente per sfruttare la trazione. Talloni bassi per una maggiore pressione sulle ruote e ginocchia larghe per bilanciarsi in salita.Una cosa importante è trovare la centralità tra il biker e la MTB per massimizzare la trazione e controllare che faccia bene presa la gomma posteriore e se non impennate la ruota anteriore tanto meglio. Una salita di successo consta di diversi aspetti: pedalata fluida e rotonda che applichi forza costante al pedale e una buona posizione del corpo che da stabilità e grip. Posizione centrale in bici, spalle verso il manubrio per non impennare, calcagni bassi per aumentare la potenza e grip. Nelle parti piuttosto impegnative vi potete alzare sui pedali facendo tuttavia attenzione a non andare troppo avanti e perdere trazione alla ruota posteriore e tenere le ginocchia leggermente piegate per mantenere la centralità.

Riassunto
Pedalata fluida, rotonda
Centrali sulla bici per stare bilanciati e mantenere la trazione
Sulle salite più ripide tenere le ginocchia leggermente piegate per mantenere la centralità
Guardare sempre avanti per scegliere la linea giusta dove passare
Allenatevi che in salita fa sempre comodo




Climbing a step on Pinkbike

CLIMBING A STEP 
Salire un ostacolo
Se non sapete superare un ostacolo siete pessimi, ma tranquilli si può anche scendere di bici, non vi fucila nessuno, spesso è anche meglio. Mentre salite, nell'approcciare ad un ostacolo dovete controllare la vostra velocità, poi dovete mettere la ruota superiore sopra l'ostacolo e fare pressione sui pedali in modo da comprimere le sospensione e poi farla scattere insieme alla MTB in su e avanti per far salire anche la ruota posteriore.




Straight Lines on Pinkbike

STRAIGHT LINES

Quasi tutti pensano che andare a diritto sia una cosa sottintesa, invece è una delle basi della MTB. La discesa piuttosto dritta ti da l'opportunità di riposarti ma devi anche essere pronto ad assorbire le asperità. La vera sospensione è nel corpo, se il corpo è libero di muoversi e spostarsi sulla bici il grosso del lavoro è fatto, pertanto la posizione deve permettere il massimo dei movimenti. Quando si sta sulla bici dobbiamo avere una posizione molto rilassata, infatti se stiamo sulle punte dei piedi siamo tesi, a talloni in giù sono rilassato e posso ammortizzare i piccoli impatti con gambe e ginocchia.

Riassunto.
Quando andate giù a scapiccollo talloni bassi, braccia e gambe leggermente piegate per assorbire le asperità e permetterti di andare forte ma cercando di essere rilassato(?). La testa è alta per guardare avanti.
Fate i bravi



Braking on Pinkbike

BRAKING
Frenata
La frenata non è quella che vi lasciate nei pantaloncini da MTB quando vi siete giocati un jolly.
Andare forte è ganzo ma bisogna saper frenare per poter mantenere il controllo e la velocità giusta.
Qui c'è una discesa veloce che immette in una curva stretta e la superficie è sguscevole perciò bisogna frenare ma mantenere controllo e trazione. Per avere la frenata più efficiente dovete abbasare il vostro baricentro verso terra e massimizzare il grip. Il 70% della forza frenante viene dal freno anteriore quindi tutto il peso si sposta sulla ruota davanti che va a curvare. Per essere flowride dovete frenare prima della curva così uscite mollando i freni e andando più forte. Quando frenate, abbassatevi sulla bici e forzate le ruote verso il terreno, così siete anche più stabili mentre rallentate, gambe flesse e testa alta.
Nelle parti tecniche e ritte a ciucco, si sta più indietro sempre con braccia e gambe flesse per trovare centralità e stabilità e non cappottare.

Riassunto
Il 70% della forza frenante è sull'anteriore quindi buon controllo della gomma davanti o smusate in terra.
Abbassate il baricentro per aumentare grip e stabilità
Arretrare per i pezzi ripidi
Fate i bravi




Cornering on Pinkbike

CORNERING
Curve
Non ci crederete ma curvare serve e più siete bravi più le curve le fate flow e veloci. L'obiettivo di una curva è farla con il massimo grip per uscire forte. Nelle curve bisogna sfruttare il peso e la posizione del nostro corpo per schiacciare bene le ruote a terra e aumentare il grip. Concettualmente va piegata la bici in curva ma tenuto il corpo in verticale, per fare ciò dobbiamo trasferire tutto il peso sul pedale esterno, guardare avanti, tenere il busto esterno. L'errore che molti fanno è di piegarsi con la bici dentro la curva. Qui la posizione nel video è un po' esagerata ma serve per far capire meglio.
Per esercitarvi prendete una bella strada larga, non un autostrada ovviamente che vi schiacciano, e provate fin tanto che non viene naturale

Riassunto
Sdraiate la bici dentro la curva, ma non il corpo
Spostate il peso del corpo sul pedale esterno
Guardate avanti all'uscita della curva
Fate i bravi.




Line Choice on Pinkbike

LINE CHOICE
Traiettorie
Scegliere la traiettoria giusta nelle curve insieme a piegare la bici e sapere dosare i freni serve per essere belli fluidi nella guida. L'obiettivo di ogni curva è uscirne ad una buona velocità.
Questa è una bella curva di base, con un entrata bella larga e potete scegliere la traiettoria quindi dosando velocità e frenata dovete entrare larghi per poi uscire forte.
Per fare una curva ci sono molti modi. Tanta gente arriva in curva frenata a bestia così ci si pianta ed esce dalla curva molto lenta.
Quindi approccio controllando velocità e frenata, entrata bella larga, sguardo alto a fine curva, buttate bene giù la bici. Se siete entrati bene in curva ad un certo punto potete mollare i freni in modo da uscire molto veloci. Nell'esempio si vede bene le due diverse traiettorie: entrando veloci a ciucco e frenando in curva si rimane piantati a centro curva e in uscita siete lenti; entrando larghi e puliti potete mollare i freni e uscire forte.
Ecco un altro esempio dove si può constatare che entrare larghi è meglio anche per prepararsi alla curva succesiva. Entrare larghi, stare bene sull'appoggio buttando giù la bici poi mollare i freni per uscire veloci, premere sul pedale esterno e buttare il peso del corpo fuori curva, mantenere baricentro e centralità del peso. Sembrano tante cose da fare tutte insieme. Il trucco è provare ad ogni curva, ogni volta che potete, fin tanto che non viene naturale.
Riassunto
Guarda avanti per scegliere la traiettoria.
Approcciare la curva bella larga ed alla giusta velocità
Coniuga la tecnica di frenata e la guida in curva per massimizzare la velocità d'uscita




Drop-off on Pinkbike

DROP OFF
Spesso quando vai in MTB un drop naturale capita e saperlo fare è utile a non cappottarsi.
Come potete vedere qui c'è un bel drop che atterra sul pari, questo tipo di drop si affronta prerandosi ad allungare le braccia e portare avanti la MTB, dopo si allungano le gambe per mettere la ruota posteriore a terra, chiaramente cercando di assorbire l'impatto sull'atterraggio.
Come potete vedere sul bordo le mie braccia sono distese, le gambe piegate e il peso arretrato. Appena la ruota posteriore passa il drop distendo le gambe e riporto il peso centrale.
Questo invece è un drop con atterraggio in discesa, anche qui state attenti a non fare atterrare troppo sul davanti la MTB oppure cappotterete
Nel drop in discesa si spinge la ruota anteriore verso il basso.
Quindi il modo migliore per fare questo tipo di salto e approcciarvi alla giusta velocità e cercare un atterraggio morbido e con entrambe le ruote che toccano terra contemporaneamente mentre voi assorbite l'impatto insieme alle sospensioni.

Riassunto
Il drop con atterraggio apri si cerca di arretrarsi aiutandosi a far scendere la ruota posteriore prima.
Col drop in discesa si cerca di spingere la ruota anteriore verso il basso
In entrambi i casi...fate i bravi




Jumping on Pinkbike

JUMPING
Salti
Fare i salti piace un po' a tutti e sul sentiero qualsiasi roccia, radice o dosso di terra possono essere usati per lanciare la bici in aria. Per fare ciò ci sono diverse tecniche
Prima cosa bisogna stare rilassati sulla bici, il che aiuta a rimanere bilanciati, poi si fa pressione sulle sospensione per fare un bel salto sfruttando il rilancio delle sospensioni. Non esagerate con lo slancio perché perdere la coordinazione in aria e cadere è un attimo. Una volta in aria, belli rilassati  si spinge l'anteriore in basso quel tanto che basta per dirigersi con la bici verso l'atterraggio.

Smorzare il salto invece serve per non stare troppo in aria e mantenere una buona velocità sul sentiero.
A volte capita che dopo il salto ci sia da girare, allora si smorza il salto e non appena siamo alla sua sommità si dirige la bici verso la curva

Riassunto
Sul salto rilassatevi
Spingi sulla bici per farlo più alto
Oppure assorbi lo stacco per stare meno in aria e procedere più velocemente

Da questi video come da altri, dalle infinite rubriche che si trovano online, dalle giornate di gravity school si impara molta teoria sulla guida della MTB. Poi c'è da mettere in pratica tutto quanto si apprende e provare a mettere le "tecniche" in pratica. L'importante è andare tanto in mountain bike per accumulare esperienza, in fondo è proprio questo il bello.






22 giugno 2012

Les 2 Alpes...e il video.



Eccoci qua!
Vedo che siete impazienti di avere notizie sul week end alle 2 Alpes e allora vi accontento subito.
Comincio col dire che ci siete mancati tutti, specialmente Ste' che è stato costretto ad un'assenza forzata.
Ma soprattutto è mancato a Taz!
Mai quanto questa volta avrebbe avuto bisogno di lui!
Ma cominciamo dall'inizio. 
No no siamo già all'inizio: primo impianto, prima discesa, primi cento metri e traaaaah, la nuovissima e appena rinnovata gomma tubeless posteriore di Taz è a terra con un bel taglio sul fianco fatto senza lesinare.
Io, che di Ste' facevo le veci, tiro subito fuori la mia nuovissima e potentissima pompa che gonfierebbe anche le gomme delle auto ma il nastro americano avvolto attorno al plexiglass per tappare i tagli mica che ce l'ho!
Previdentemente avevo portano una gomma di ricambio, wire doppio play, ma ovviamente non nello zaino!
Taz torna all'auto: pit stop velocissimo!
Cambio gomma posteriore, messa camera d'aria davanti anti stallonatura (non c'entra niente con Stallo...), sostituzione pasticche posteriori e cambio maglia.
Nel frattempo noi facciamo una diable a dir poco fantastica.


Di nuovo in 4 rifacciamo la diable ma c'è qualcosa che non va...
La ruota posteriore di Taz non gira, i pistoncini un po' in fuori e le pasticche nuove hanno fatto un brutto scherzo.



Ci vuole una torx per spurgare un po' d'olio.
Emh questa mi manca, ma tutti questi benedetti multitools dove sono finiti!
Io non ce l'ho, Taz chissà perchè non l'ha portato, Jacopo è in costume e maglietta e va al mare figuriamoci se ce l'ha, Alberto c'ha la Santa Croce che lo protegge e non ne ha bisogno.
Ste' dove sei? Te avresti avuto tutto!
Meno male c'è un hangar-officina a pochi metri con un francese dentro e una chiave francese della misura giusta.
Finalmente la Venosc! Tornanti su tornanti, senza avere tempo di riprendere fiato tra uno e l'altro, velocità pazzesche! E poi....
Ma vi ho detto che Taz rinnovava anche le ginocchiere nuove senza parastinchi?!


Giornata faticosa, ma davvero tanto divertimento che ha fatto dimenticare tutti gli inconvenienti tecnici.
Secondo giorno, si riparte!
Prima discesa trecento metri e gomma a terra!
La stessa dello stesso!
Nessun commento!
Meno male c'è la super pompa!

E' stato un week end intenso, non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno il bowling dopo cena.
All'apertura Les 2 Alpes ci ha fatto trovare delle piste veramente tirate a lucido, perfette, bellissime, indimenticabili, ci ha lasciato un sapore buonissimo in bocca specie dopo la bourguignon e tanta voglia di tornarci presto e tutti!




Scritto da Stallo.
e
la replica di Taz



Fantastico Stallo, mi sono sgangherato!

Oggi a leggerlo, mentre ero lì invece potrei aver imprecato senza tante remore...

Ma precisiamo qualche dettaglio prima che vengano fuori sempre i soliti discorsi che le gomme segaligne e il Freeride non vanno d'accordo etc etc...

Inconveniente n1: 100mt di pista e Vai! Tagliata la Minion 2,50 Tubeless da 1250gr! Non avevo le Nobby Nic!

Inconveniente n2: durante il Pit Stop (veramente a tempo di record) mentre gli altri erano a divertirsi penso:" guarda lì le pasticche dietro son quasi finite, visto che ci sono le cambio subito onde evitare di doverlo fare + tardi e dover far aspettare gli altri”.
La fretta però mi tradisce e rimonto le pasticche un po' troppo precise e il disco rovente della prima discesa fa gonfiare l'olio con il risultato che la ruota non gira praticamente più.
Stallo ma in questo caso sopratutto il buon Alberto mi aiutano e risolviamo come descritto.

Inconveniente n.3: Comprate le ginocchiere senza parastinchi, non per fare il ganzo ma perchè i parastinchi lunghi con questo caldo mi danno più fastidio della pettorina, detto fatto arriva il sasso bastardo che appena mi vede prende la rincorsa e STOCK una legnata sullo stinco secco e ignudo con i risultati della foto e altri moccoli…

Inconveniente n.4 (Non menzionato da Stallo): andiamo a prendere la seggiovia della Valle Blanche, la blu nel versante opposto che ci piace tanto, prima salgono Jacopo, Alberto e la mia Kona attaccata dietro, mentre io e Stallo stavamo per salire sulla seggiovia successiva sento “STENNNN” (la protezione della seggiovia che nel chiudersi sbatte contro il mio pedale) al che “Grazie, eh!” esclamo. Non faccio in tempo a finire che “FEWWWW” la Kona si stacca dagli agganci e VOLA DI SOTTO!
Attimo di incredulità e poi rassegnato da una giornata partita male e continuata peggio vado a raccogliere la bici che fortunatamente non si è fatta niente, vado rimetterla sulla seggiovia successiva e nell’assicurarmi di averla agganciata a modo non mi accorgo che la pedana di partenza è finita e anche se Stallo mi urla: “E’ finita!!” è troppo tardi, volo di sotto nei materassi anche stavolta senza conseguenze e tra gli sguardi divertiti di tutti quelli che avevano assistito alla scena…

La giornata cmq è stata sicuramente positiva, complice anche la cena sublime e spassosissima che ci siamo concessi, era tanto che non ridevo cosi!

Inconveniente n.5 (e fortunatamente ultimo) Secondo giorno appena partiti in un momento di disattenzione e in un tratto d’ombra prendo un sassone che per un pelo non mi fa cadere (rovinosamente vista la velocità) in terra e nel mentre penso: “Boia che culo, mi è andata di lusso!” sento l’ormai familiare rumore di fascione in terra nonostante la dual ply di stallo gonfiata a modo. Deh, ci risiamo! E invece li sono finite le mie disavventure.
Diciamo che le ho avute io per tutti vai!


21 giugno 2012

La Tecnica secondo Stembi: MTB vs auto

Siamo freeride, enduro, un poco DH. Siamo appassionati di mountain bike, soprattutto bramiamo pedalare in libertà sui nostri amati sentieri o giù per qualche trail o single track. Allora perché non andare in bici più spesso? Magari andando a lavoro o semplicemente spostandosi in bici per le piccole commissioni di tutti i giorni. Oppure una rilassante sgambata di 15 minuti la sera, non in ottica sport ma per se stessi, per il proprio benessere, per dimenticare lo stress e le fatiche delle auto e del traffico.



Ecco elencati i motivi per i quali la bici è preferibile alla macchina:
  1. in bici non si inquina 
  2. se scurreggi in bici non devi affrettarti ad aprire il finestrino 
  3. si parcheggia praticamente ovunque 
  4. non si fanno code 
  5. se andiamo in bici i soldi risparmiati sui carburanti li possiamo investire in vino 
  6. in bici si è sempre più rilassati che in auto in mezzo al traffico 
  7. se fa freddo non accendi il riscaldamento ma ti scaldi da solo in poche pedalate 
  8. se fa caldo basta pedalare più piano 
  9. usare la bici negli spostamenti quotidiani rende obsolete le diete 
  10. con la bici i parcheggiatori abusivi non ti scocciano 
  11. ...e nemmeno i lavavetri! 
  12. usare tutti i giorni la bici ti allena anche per il giro del fine settimana 
  13. gli spostamenti in bici sono più rilassanti 
  14. invece di consumare carburante consumate calorie 
  15. se andate troppo in bici e temete un dimagrimento mangiatevi un dolce 
  16. i paesaggi, addirittura anche quelli urbani, hanno un aspetto più piacevole 
  17. ..e se fanno schifo hai tutto il tempo per usare l'immaginazione 
  18. sulla bici non c'è il bollo e nemmeno l'assicurazione...per ora 
  19. in bici si ha tutto il tempo per osservare una bella gnocca, o un bell'uomo se siete donne 
  20. alla bici non si fa il tagliando ma solo poca manutenzione 
  21. se ti si rompe la bici non devi chiamare il carroattrezzi ma semplicemente spingerla 
  22. se arrivi tardi sul lavoro..."deh ero in bici!" 
  23. le gomme della bici costano meno di quelle dell'auto e sono solo due e non devi fare cambio con le invernali 
  24. la bici si manda senza obbligo delle lenti (gli occhiali in MTB li perdo per questo motivo) 
  25. se entri in un fosso con la bici stai facendo freeride, con la macchina sei andato fuori strada 
  26. il carrozziere delle bici non esiste 
  27. se vai bici l'unica cosa che può fare l'assicuratore è venire con te (vedi Stallo) 
  28. se vai a fare spesa in bici risparmi comprando meno roba di quella che ti entrerebbe in macchina 
  29. in bici non ti spettini come col finestrino aperto della macchina (calvi esclusi che non si spettinano mai) 
  30. in bici hai tutto il tempo per fissare nella mente la faccia di coloro che non ti hanno dato la precedenza in previsione di eventuali vendette 
  31. puoi bere alcol prima di montare in bici, male che vada cadi per mancanza di equilibrio (è comunque sconsigliato) 
  32. se bevi alcol prima di guidare ti posso togliere i punti, la patente, l'auto stessa oppure ti schianti da qualche parte 
  33. anche se ti hanno tolto la patente in bici puoi andare lo stesso e magari scopri che è meglio della macchina 
  34. recenti studi hanno dimostrato che nel traffico cittadino nelle ore di punta si va più forte con la bici che non con la macchina 
  35. pedalare tonifica il corpo, soprattutto gambe e glutei (donne andate in bici!!!) 
  36. andare in bici riduce lo stress, se non ci sono cigolii alla bicicletta ovviamente 
  37. in bici non sorpassi i limiti di velocità e se lo fai con una graziella te ne puoi vantare 
  38. se un acquazzone ti sorprende in bicicletta stai lavando il tuo mezzo e facendo la doccia contemporaneamente. Inno all’efficienza 
  39. si fa prima a lavare la bici che la macchina 
  40. se torni a casa con la MTB motosa la moglie pensa che tu sia un cretino, se torni a casa con l'auto motosa la moglie:"Con chi cazzo ti sei imboscato???" 
  41. con 2000 euro compri un cesso di auto usata e tutti ti prendono per poveraccio 
  42. con 2000 euro ti compri una bella bici 
  43. In bici devi dare la precedenza a tutti. Altrimenti ti schiacciano(vedi foto sotto) 
  44. mi raccomando non andate tutti in bici, IVA e accise sui carburanti sono una grossa parte delle entrate tributarie dello Stato e qualcuno deve pur pagarle 
  45. comunque non ti sentire in colpa se quando piove prendi la macchina





Il principio ciclosofico fondamentale è: ogni corpo su una bicicletta assiste a uno spostamento del proprio sguardo sul mondo. All'esterno ci si sposta in bicicletta, ma all'interno è la bicicletta che ci sposta.
Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia, 2000


Dall'alto della bicicletta, il mondo è diverso. Innanzi tutto, proprio grazie all'innalzamento del punto di vista. Il ciclista è indiscutibilmente, fuori dalla mischia. Busto eretto, mento in alto, il ciclista fluttua al di sopra della moltitudine , senza disprezzo, ma senza nemmeno curarsi delle desolanti contingenze della terraferma.
Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia, 2000


Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia… inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci.
Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia, 2000


Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza.
Herbert George Wells





20 giugno 2012

Les 2 Alpes


Eccoci qua!
Vedo che siete impazienti di avere notizie sul week end alle 2 Alpes e allora vi accontento subito.
Comincio col dire che ci siete mancati tutti, specialmente Ste' che è stato costretto ad un'assenza forzata.
Ma soprattutto è mancato a Taz!
Mai quanto questa volta avrebbe avuto bisogno di lui!
Ma cominciamo dall'inizio. 
No no siamo già all'inizio: primo impianto, prima discesa, primi cento metri e traaaaah, la nuovissima e appena rinnovata gomma tubeless posteriore di Taz è a terra con un bel taglio sul fianco fatto senza lesinare.
Io, che di Ste' facevo le veci, tiro subito fuori la mia nuovissima e potentissima pompa che gonfierebbe anche le gomme delle auto ma il nastro americano avvolto attorno al plexiglass per tappare i tagli mica che ce l'ho!
Previdentemente avevo portano una gomma di ricambio, wire doppio play, ma ovviamente non nello zaino!
Taz torna all'auto: pit stop velocissimo!
Cambio gomma posteriore, messa camera d'aria davanti anti stallonatura (non c'entra niente con Stallo...), sostituzione pasticche posteriori e cambio maglia.
Nel frattempo noi facciamo una diable a dir poco fantastica.


Di nuovo in 4 rifacciamo la diable ma c'è qualcosa che non va...
La ruota posteriore di Taz non gira, i pistoncini un po' in fuori e le pasticche nuove hanno fatto un brutto scherzo.



Ci vuole una torx per spurgare un po' d'olio.
Emh questa mi manca, ma tutti questi benedetti multitools dove sono finiti!
Io non ce l'ho, Taz chissà perchè non l'ha portato, Jacopo è in costume e maglietta e va al mare figuriamoci se ce l'ha, Alberto c'ha la Santa Croce che lo protegge e non ne ha bisogno.
Ste' dove sei? Te avresti avuto tutto!
Meno male c'è un hangar-officina a pochi metri con un francese dentro e una chiave francese della misura giusta.
Finalmente la Venosc! Tornanti su tornanti, senza avere tempo di riprendere fiato tra uno e l'altro, velocità pazzesche! E poi....
Ma vi ho detto che Taz rinnovava anche le ginocchiere nuove senza parastinchi?!


Giornata faticosa, ma davvero tanto divertimento che ha fatto dimenticare tutti gli inconvenienti tecnici.
Secondo giorno, si riparte!
Prima discesa trecento metri e gomma a terra!
La stessa dello stesso!
Nessun commento!
Meno male c'è la super pompa!

E' stato un week end intenso, non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno il bowling dopo cena.
All'apertura Les 2 Alpes ci ha fatto trovare delle piste veramente tirate a lucido, perfette, bellissime, indimenticabili, ci ha lasciato un sapore buonissimo in bocca specie dopo la bourguignon e tanta voglia di tornarci presto e tutti!


18 giugno 2012

Rassegna Video

Fare la rassegna video quando sei fermo per infortunio è una specie di auto flagellazione.


Geoff Gulevich - Yannick Granieri : Basque Country Trip on Pinkbike





Mi sembra il Sellaronda.  Giro stupendo e poi cena bella grassa e ristoratrice.




Per gli amanti del sentiero con burrone sia a destra che a sinistra, ma burrone anche davanti, dietro, sopra e sotto. Insomma non è Flowride.
Anch'io ho fatto un video così una volta: ho messo la GoPro sul casco e poi ho tirato il casco per aria.




GoogleMaps e Streetview anche sui sentieri. Boia se deve camminare con quello zaino!



12 giugno 2012

La Tecnica secondo Stembi: la Flowitudine e il Flowride

Le recenti disavventure hanno inciso sulla pubblicazione dei post, qualcuno se ne sarà addolorato, altri avranno fatto un sospiro di sollievo. Bastardi.
L’infortunio ti lascia nell’inattività. Provoca dolore. Fa riflettere, addirittura quelli come me.
Fly in uno dei suoi commenti si domanda: “il freeride non starà diventando uno sport pericoloso?”
Io me lo sono domandato e la risposta è : si e no. Pericoloso è diventato il nostro modo di farlo. Praticandolo miglioriamo, siamo più sicuri, andiamo più forte, ci divertiamo, ci esaltiamo di più.
Allora che fare? Smettiamo? Ci divertiamo meno? Pratichiamo il gioco delle bocce?
Basta variare il punto di osservazione, pensare diversamente. Uno dei tanti approcci possibili ma diversi potrebbe essere...la flowitudine.




La flowitudine potrebbe essere una nuova discliplina della MTB, dell'Enduro o del Freeride, invece è un diverso approccio a questi. Una filosofia, un'attitudine, un’inclinazione diversa al mondo della mountain bike, meno aggressiva, estrema e cavernicola.

Una disciplina dove la propria essenza, il proprio essere biker si espande unendosi alla natura, allo sport, al divertimento, al benessere, allo stare insieme.

Flowitudine è la MTB scorrevole, fluente, sciolta, agile, leggera, libera. Flowride è proprio questo modo di andare in MTB.

Flowitudine non vuole dire andare piano, è l’atteggiamento del biker che con la sua guida fa scorrere la MTB lungo i sentieri facendo fluire ed adattare la bici alle asperità, il biker nel suo scorrere non evita nulla ma affronta tutti gli ostacoli con il suo inesorabile movimento leggero e naturale.

La voglia di libertà, la velocità , l’avventura, il rischio, l’imprevisto, l’adrenalina, l’esaltazione non sono condannati ma si fondono in un’esperienza unica.

La flowitudine è equilibrio, armonia, fluire e confluire di tecnica e guida, assecondare i tutti i tipi di trail anche i più ardui, riuscire a creare un tutt’uno tra rider, bike e ambiente, quest’ultimo inteso come percorso dove tutti questi elementi si mescolano e si confondono restituendo un’esperienza di puro godimento.
La flowitudine è un approccio al mountain biking completo ma senza eccessi. Non si aggredisce il sentiero, lo si guida, lo si gusta. La MTB non va randellata nelle curve ma accompagnata con la propria guida, la bici sfrutta la curva o l’ostacolo uscendone veloce, fluida e mai aggressiva e scomposta.

La flowitudine è un evoluzione della freeriditudine più estrema, nasce dalla necessità di godere appieno del mondo della mountain bike con un approccio che non è debole, lento o meno fisico ma solo più naturale.

Il flowride è un modo di fare biking con i tuoi compagni, l’ambiente, la natura, lo sport, la fatica, le emozioni, la velocità, l’avventura. Tutto si amalgama, gli estremismi del freeride si fondono in armonia ed equilibrio.





L’ACQUA (Lao-Tse)
In tutto l'universo
Non vi è nulla di più morbido e debole dell'acqua.
Ma nulla le è pari
Nel suo modo di opporsi a ciò che è duro.
Nulla può modificare l'acqua.
Che la debolezza vinca la forza,
che la morbidezza vinca la durezza
ognuno sulla terra lo sa,
ma nessuno è in grado di fare altrettanto
...tranne colui che fa MTB con flowitudine.




Post Scriptum

La flowitudine nasce dall’esigenza di darsi una calmata perchè le cadute iniziano ad essere molte e le loro conseguenze nefaste.

La flowitudine può essere una scusa se non riesci a fare i salti più lunghi di 10 metri.

Se i tuoi amici ti prendono per il culo perchè sei lento o arrivi ultimo puoi sempre dire che segui i principi della flowitudine.

Se per paura o prudenza salti un passaggio tecnico difficile e pericoloso, cosa che invece la flowitudine prevede che tu sappia fare in maniera fluida, puoi sempre dire che stavi godendo dello spettacolo che offriva la natura o che stavi raccogliendo il massimo della tua flowitudine per affrontare il tratto successivo, oppure che l’alternativa al passaggio tecnico era più consona alla tua idea di flowitudine.

Se in salita scendi dalla bici per spingerla, sei stanco, depresso e sofferente ma vieni additato come papppamolla e scansafatiche, la flowitudine viene in tuo soccorso poichè stavi entrando in armonia con la fatica e la natura impervia della salita.

Se nella pausa barretta tiri fuori due fette di pane toscano al prosciutto di cinta senese con quel bel grassino che si scioglie sul palato e poi ci bevi un gotto di vino è perchè la flowitudine è godimento di mente e corpo.

La flowitudine è capire che quando il gioco si fa duro ci si mette il casco, si gioca e si sta attenti.

La flowitudne è tornare a casa solo con bellissimi ricordi e la voglia di montare di nuovo in MTB, senza rimpianti, senza rimorsi e senza danni fisici.





4 giugno 2012

FORESTE SACRE

Sabato appuntamentone da non perdere assolutamente!!!
Ospiti di Firenze Freeride andiamo a fare il tanto atteso (forse solo x me) tour Foreste Sacre, che con i suoi 23 KM di discesa si preannuncia come un giro memorabile. Io direi di cominciare a prepararci:  presenze info-lautopranzo, macchine, orari, mis da indossare, assenti da infamare, camere d'aria varie da portare per quelli (se vengono) con la Lapierre etc etc...  




Firenze Free Ride organizza per Sabato 9 Giugno un uscita al monte casentinese. Saranno 10 km di salita di cui 2 impegnativi e dopo 20 km di discese in puro stile Free Ride!

A seguire ci sarà un pranzo nella zona del monte Falterone.

Per le prenotazioni e le info non esitate a chiamare il 340.1785576 (Stefano)

2 giugno 2012

Due anni

Il 5 giugno sono:

Due anni di iosonofreeride.it, del sito, del gruppo.