31 agosto 2012

Diacchite, un male mai debellato e sempre in agguato.


La diacchite è un virus molto pericoloso che colpisce individui deboli già ammalati di freeride. 
Sebbene l'origine del virus sia ignota si sa per certo che uno dei ceppi più pericolosi si scateni nella zona de Les 2 Alpes. Luogo periglioso che anche quest'anno ha mietuto le sue vittime.



Dopo il primo caso (Stallo)  e il secondo caso (Taz), un nuovo ammalato è stato diagnosticato proprio oggi intorno alle 16.30.


Con una incubazione di una settimana circa anche J.Rosa si è arreso alla malattia e pensare che poteva sembrare il più immune di tutti noi ed invece è quello che ha avuto uno dei rush più virulenti.

Adesso non resta che attendere il decorso della malattia....

Domani Sestola.

Partenza ore 06.30

Ritrovo ai Seccatoi di Fucecchio.

Venosc




Trovare questo video sulla Venosc a distanza di pochissimi giorni da quando l'abbiamo fatta noi è stato bello e purtroppo anche nostalgico.

Sappiate che la Venosc anche noi la facciamo così come la fa il tipo nel video...più o meno, forse meno,anzi di sicuro meno bene di lui ma il polverone era il medesimo.




Vincent Pernin : In the dust of Venosc from Matt Raynaud on Vimeo.






30 agosto 2012

Stallo racconta le sue vacanze.

A seguire un commento di Stallo al post su Les Deux Alpes. Tanto è spassoso che meritava un post tutto suo e i miei complimenti.



Riflettevo...
Mettiamoci nei panni di una persona esterna che ci conosce ma che non condivide con noi questa, forse insana, passione:

- Ciao cosa hai fatto per le ferie?
- Sono stato alle 2Alpes a scapicollarmi in bici e mentre tornavo mi sono fermato a Salice.
- E' un bel posto Salice?
- Non lo so, ci sono andato perchè c'è un bike park!
- Ah..
- Sei stato da altre parti?
- Si sono stato anche sulle Dolomiti, a Canazei.
- Bello! Ci sono stato anche io una volta. Hai fatto delle belle passeggiate a piedi nei sentieri del Cai?
- I sentieri li ho fatti in bici.
- Ma alcuni sono da "capre"!


- Lo so, mannaggia! A tratti mi è toccato farli con la bici in spalla.. :-(
- Certo è un bell'ammattimento portare le bici in auto..

- Un po', ma eravamo solo in 2 e avevamo il porta bici.
- Ah allora! in due con due bici e il porta bici si fa bene.
- A dire il vero di bici ne avevamo 5! Due ciascuno più una di scorta.
- ........ (??????????) fate bene ad essere previdenti.
- Quindi quest'anno tutta montagna!
- No sono stato anche al mare in Versilia.
- Un po' di riposo in spiaggia dalle fatiche della bici, hai fatto bene.
- Si. Ma avevo anche la bici per andare sul Pasquilio. Una bella salita con un bel panorama e una discesa spassosissima.
- Io sono stato a Piacenza è una bella città, ci sei mai stato?
- Una volta di passaggio a comprare una bici..
- Ma parliamo di altro, oggi che fai?
- Lavo la bici, sai è tutta sporca.
- E domani?
- Domani vado alla Rufina con dei miei amici a cercare una bici per uno del gruppo.
- E il fine settimana?
- Volevamo andare verso Terni.
- Ah, alle Cascate delle Marmore?
- Si  li vicino, al Parco Batteria.
- E' un nuovo parco giochi?
- Si una specie, è un bike park. Via ora ti saluto, devo andare a cercare un tornista per fare delle boccole alla bici...





29 agosto 2012

Rassegna Video







PROJEKT ROAM: Day of the Dog from projekt roam on Vimeo.


Casco integrale sempre anche per l'enduro...soprattutto se vai a ciucco come quello del video qua sotto.

Enduro way of life on Pinkbike


Questo è flowride

Gusts & Juris | Sigulda from Renars Vilnis on Vimeo.



TEAM WORK on Pinkbike



27 agosto 2012

Les Deux Alpes e non solo


Fine agosto è sinonimo di trasferta freeride e nel nostro caso Les 2 Alpes. Foga ed entusiasmo a livelli altissimi e pronti a partire ma - c'è sempre un ma in ogni storia - uno dei più entusiasti bikers del gruppo soffre di una rara e sconosciuta forma di dolore al gomito destro e quindi per colpa della sua vecchiaia e del beach volley, giusto per decretare due cause a caso, ci sfiniamo nell'attesa e nella voglia di farci qualche discesa.




Un paio di giorni e i guai fisici tornano nell'oblio da dove se ne sono venuti. Aspettare è stressante tuttavia abbiamo utilizzato il tempo per sistemare le nostre amate MTB.







Arriva il giorno agognato, dopo la colazione io e J.Rosa andiamo in Versilia per la partenza dove troviamo gli altri due bikers, Stallo e Taz.

Appena riuniti carichiamo la macchina e pranziamo prima di incamminarci per Les Deux Alpes, dove arriviamo per la cena.





Come avete capito le nostre trasferte sono scandite dai pasti.





Ci sistemiamo nel nostro alloggio e ceniamo a Le Cellier, posto ottimo sia per il cibo che per il vino e anche l'ambiente non è male.




Da buoni sportivi ordiniamo un insalata generosa.





Da buone forchette esageriamo con una bourguignon.





Per esser sicuri di star male ci diamo da fare anche con il vino e poi un bel dolce.





L'arredamento del ristorante ci ricorda che Les Deux Alpes è luogo di MTB ma anche di sci.






Prima di smaltire l'indigestione a letto decidiamo che una passeggiata notturna nella desolata cittadina montana non potrà che far bene in previsione delle fatiche del giorno successivo.





Devastati dagli stravizi della sera inizia la giornata freeride, bellissima, entusiasmante e faticosa visto che non smetteremo mai di scapicollarci.










Memori delle esagerazioni della sera prima, la seconda sera abbiamo optato per un lauto pasto ma senza distruggerci lo stomaco e per sicurezza abbiamo deciso di provare un nuovo sport...il bowling.
Beh sono più pipato per il freeride.



Il secondo giorno arriva l'imprevisto che non ti aspetti e che ti cambia la giornata. Gli impianti sono chiusi a causa del forte vento e con un lampo di genio, non mi ricordo di chi, decidiamo di andare a Salice d'Ulzio a provare il bike park che c'è lì e che è sulla strada di casa.





Arrivati a Salice scopriamo che il bike park merita la nostra attenzione. Zona tranquilla, montagne molto belle, impianti veloci dove gli addetti ti caricano e scaricano la bici sulla seggiovia e le piste...le piste sono più tecniche che a Les2Alpes però sono belle e tutte da guidare alcune addirittura molto lunghe.
















E poi c'è la 15 una pista tutta curve con appoggi e salti dove la velocità che si raggiunge è elevata pari al divertimento che si prova nel farla. Ahimé Salice è stata scoperta tardi e fino al prossimo anno vivremo con la voglia di tornarci...e di tornare a Les Deux Alpes.






Stallo non appare nelle foto, purtroppo è la fine che fa il fotografo, comunque lo ringrazio per la dedizione con cui in ogni momento si mette ad immortalare le scene più belle delle nostre escursioni. Anzi da oggi sei il nostro fotografo ufficiale. Visto che ti abbiamo trovato anche un lavoro!

16 agosto 2012

La Tecnica secondo Stembi: lo spurgo dei freni.


Fare manutenzione, regolazioni e aggiustamenti sono pratiche che si svolgono per tutte le componenti della MTB. Tra tutte le parti della vostra bici su cui potrei scrivere oggi ho deciso per il freno, in realtà è stato il divertimento di una serata officina con i miei amici bikers ad ispirarmi.
Come sapete il freno non è così importante da dedicargli le nostre attenzioni:
la salita già faticosa e dura per sua natura non ha proprio ragione di esser fatta con i freni tirati;
i soggetti dediti al Dh o al freeride mai oserebbero rovinare passioni ed emozioni di una discesa facendola tutta a MTB frenata.
Che l'obiettivo sia la salita o la discesa non importa, il freno in quanto antitesi del moto è negativo.

Il tuo migliore amico anche se non lo chiami mai al telefono per salutarlo, se non lo vai a trovare, se non gli fai gli auguri di compleanno e di Natale o se gli concupisci la ragazza(?), c'è sempre quando ne hai bisogno.
Il freno è come il tuo migliore amico, lo ignori in salita e ne sdegni l'uso in discesa ma quando ti serve lui è lì...anzi è meglio che sia lì, pronto ed efficiente, altrimenti son cazzi.



Quando si argomenta sui freni con i nostri amici ciclisti ognuno dice la sua sulle varie marche, su quanti pistoncini deve avere, se è modulabile o tignosamente reattivo, sul diametro dei dischi, sulla regolazione delle leve in altezza e il tipo di pasticche e ogni quanto debbano essere cambiate. Dai post La Tecnica secondo Stembi si evince spesso che non c'è mai una soluzione definitiva, ognuno ha i suoi bisogni, le sue idee e le sue opinioni.
Due cose dei freni sono piuttosto tediose e comuni a tutti i vostri freni a disco, pulitura e lubrificazione dei pistoncini e, la peggiore, lo spurgo.
Mentre la manutenzione dei pistoncini prima o poi la si fa costretti dalle pasticche che non entrano più nelle pinze durante la loro sostituzione, dall'impossibilità di regolare i freni oppure dal fatto che frenino continuamente, lo spurgo è come la medicina cattiva, si sa che fa bene ma non la si vorrebbe mai.
Eppure lo spurgo è necessario, serve a rinnovare l'olio dell'impianto frenante e ad eliminare le possibili bolle d'aria createsi in esso, rendendo il nostro "amico" freno efficiente e reattivo, proprio quando serve e in special modo quando ha smesso di fare il suo dovere.

Come detto lo spurgo dei freni non lo si vorrebbe fare mai, perché è un affaraccio.
Non tanto per l’olio che si trova facilmente e a poco prezzo, relativamente a quanto ne serve, bensì per il kit di spurgo. Il kit di spurgo consta di due banalissime siringhe dotate di banalissimi tubicini che hanno alla loro estremità l'attacco per leve e le pinze dei vostri freni, questi attacchi rendono il vostro banalissimo kit specifico e quindi costoso. Ti pareva. I più navigati ormai l'avranno capito, la MTB è uno sport più costoso di quanto s'immagina.
Ma veniamo alle difficoltà, lo spurgo vero e proprio.

Le operazioni sono queste:
- avere l’olio per il tipo dei tuoi freni, le due siringhe con rispettivi attacchi
- mettere la MTB sul cavalletto
- riempire una siringa d'olio nuovo del tipo adatto ai tuoi freni e avvitarla tramite l'attacco preposto nell'orifizio della pinza
- apporre la siringa vuota al pertugio della leva
- spingere l’olio nuovo con la siringa da una parte e aspirare con l’altra siringa dall’altra
- staccare il tutto
- passare la carta assorbente sull’eventuali untuosità residue
- finito


Ebbene avete finito se tutto filasse liscio...come l'olio!
Perché la bici va inclinata in una certa maniera, che non è mai uguale e non si capisce mai se l’inclinazione varia col modello della bici, dei freni o delle fasi lunari, infatti si consulta il vero Sesto Caio Baccelli prima di fare lo spurgo. Se sbagli ad inclinare nella maniera giusta la bike ti vanno le bolle d’aria nell’impianto, almeno così dicono.
Altra scocciatura della spurgo è l'olio, infatti si fa un troiaio in garage da non credere, ci si unge da capo a piedi come in una lunga sessione di massaggi erotici, si usa più carta che il Corriere della Sera in un mese di stampe e quello che fa più rabbia sono i video su youtube dove mostrano come fare lo spurgo, questi esperti meccanici nei video finiscono lo spurgo che sono puliti e lindi esattamente come hanno iniziato.
Improvvisamente ci troviamo invischiati in una serie interminabile di tentativi di cambiare l’olio ai freni, capiamo che un litro di olio serve solo ad iniziare il lavoro ma che ne servono 3 per terminare.

Quindi ti rimetti all’opera, olio, MTB, cavalletto, siringhe, carta, tinozze, bestemmie a profusione e rispurghi il tutto. Ma attenzione alla quantità di olio messa nell'impianto: se troppo poca la leva va a fondo corsa ma non frena, se troppo, frena sempre anche senza tirare la leva.
Quindi ti rimetti a lavorare sui freni e speri di azzeccare il quantitativo giusto che poi non è altro a quanta presione spingi l'olio nell'impianto. Questa parte è sempre sfuggita alla mia logica, credo tutt'ora che la quantità d'olio sia definita e non pregiudicata dallo spurgo.
Metti tutto a posto, pulisci di nuovo e ti accorgi che una o due bolle d'aria hanno trovato dimora all'interno del tuo impianto frenante. Per evitare ciò controllare sempre di non avere aria nelle siringhe e fate tutto il lavoro con calma e attenzione.
Lo spurgo è un processo lungo, duro e snervante che richiede più arte che tecnica ma soprattutto lascia quella preoccupazione, quel tarlo dentro di te che ti sussurra: “speriamo che quando ti serve il freno, che è il tuo migliore amico in MTB, lui ci sia...e freni!”


Adesso il video tutorial iosonofreeride dello spurgo dei freni.





Sondaggio.

Vi è piaciuto il video? 
Vi piacerebbe una nuova rubrica su iosonofreeride con una serie di video tutorial dove J.Rosa presenterà le famose serate officina sulla meccanica, la manutenzione e tuning della MTB?


14 agosto 2012

MTB quando non sei sulla MTB.

Doveva essere il resoconto del circuito della Dh Rosa sul Pasquilio. A modo suo lo è, ma senza descrivere la fatica, il sole, il caldo della salita oppure senza il racconto dell'emozione, dell'adrenalina e dei salti della discesa è la MTB quando non siamo sulla MTB.









12 agosto 2012

Dubbio.


Un'immagine orrenda che ogni amante del freeride non vorrebbe mai vedere. 

Il dubbio è questo:

Un accolito del gruppo iosonofreeride si sta converto al bitume oppure ha voluto constatare con un'esperienza diretta che in MTB ci si diverte di più che su sull'asfalto?

I commenti con offese in questo caso sono tollerati.



9 agosto 2012

Proposta percorso sabato 11 agosto: DH Rosa

Questo sabato è in programma una bella uscita freeride ossia il circuito DH Rosa, il sentiero DH/FR divertente per l'alto numero di curve e salti che offre.

Partenza ore 9.30 da via Belvedere, tra n.69 e n.71, Tombara, Massa.
- 8 km di salita quasi tutta asfaltata
- 4 km di DH Rosa
Ripetizione del circuito
- 8 km di salita quasi tutta asfaltata, la stessa deh!
- pausa pranzo presso la Colesteroleria con menù del ciclista, schiacciata di cipolle, lardo, prosciutto, salame, rigatino e sottoli tra cui cipolle, birre e necci con ricotta, cioccolato e frutti di bosco
- 4 km di DH Rosa, la stessa ma in versione digestiva, noi saremo un poco più appesantiti

Tutti i dettagli del percorso li trovate qua sotto, altimetria, mappa e così via, basta spippolarci e tutte le informazioni saltano fuori.



Per il giro è necessario avere con se:
- casco, anche integrale
- protezioni, a piacere
- appetito
- gusto per la compagnia
- propensione al divertimento

Panzerotti fritti, prosciutto, formaggio e lardo.