13 febbraio 2013

La Tecnica secondo Stembi: lo sconforto.


Nella pratica del nostro sport l'aspetto psicologico è importante.
Che cosa, se non la vostra voglia, potrebbe farvi alzare presto il sabato mattina invece di dormire dopo una settimana di lavoro.
Che cosa, se non la vostra passione, vi porterebbe a faticare, sudare e straziarvi pedalando invece di stare sul divano.
Che cosa, se non la vostra esaltazione vi indurrebbe a scapicollarvi giù per le discese e rischiare di farvi male invece di stare il fine settimana con mogli e fidanzate.

Sono questi discutibili aspetti psicologici che fanno di voi un biker.

Passione, volontà, contatto con la natura, amicizia, emozioni forti e qualche neurone impazzito, fanno amare la MTB e caratterizzano il nostro sport. Ma non ci sono solo aspetti positivi, ci sono pure quelli negativi.
Uno di questi è lo sconforto.

Dello “sconforto” non ne parla mai nessuno, perché tutti lo hanno provato, perché tutti ne hanno paura.
Ci sono molti di tipi di sconforto.





Sconforto fisico.

Ti prende durante la salita, la vostra pedalata è sempre più faticosa, pesante, siete presi dal tipico sconforto del “chi cazzo mi ci porta fino in cima” o "chi cazzo me lo fa fare!".
In genere è accompagnato da quella strana sensazione di MTB incollata al terreno, nei casi peggiori ci voltiamo a vedere se nessuno ci trattiene per il sellino.
In taluni frangenti lo sconforto è amplificato dalle chiacchere e dalle risate dei vostri compagni che pedalano in salita tranquillamente mentre voi siete più morti che vivi. Durante lo sconforto fisico si pronunciano frasi tipo: mi devo allenare; devo magiare e bere meno; aiutatemi sto per morire.








Sconforto meccanico.

Avete passato tutta la settimana a mettere a posto la vostra bike perché aveva una serie piuttosto variegata di noie meccaniche mentre a voi piace averla perfetta ad ogni uscita.
Oppure la manutenzione l’avete fatta fare al vostro meccanico/biciclettaio di fiducia a cui avete rotto l’anima affinché la facesse tornare nuova.
Dopo tante fatiche, pezzi di ricambio, regolazioni, tempo e denaro siete sopraffatti dallo sconforto meccanico quando in mezzo ad un escursione che doveva essere perfetta compare una sinfonia di cigolii, le sospensioni piangono olio, i freni non frenano, il cambio non cambia, lo sterzo non sterza e la catena salta giù di continuo.
Allo sconforto meccanico è accompagnato il biasimo dei vostri amici che stufi di aspettarvi non fanno che ripetervi di fare manutenzione alla bici almeno una volta ogni tanto.





Sconforto mnemonico.

Me lo sono dimenticato! Ah ecco.
Lo sconforto che vi prende tutte le volte che la bici ha qualcosa che non va e voi avete dimenticato di portare gli attrezzi.
Lo sconforto di quando bucate e subito ricordate che la settimana passata avete usato la camera d’aria che sta nello zaino e non avete provveduto a rimpiazzarla.
Lo sconforto di un sentiero fatto mille volte e tutte le volte non ricordate la strada.
Lo sconforto di coloro che al momento di partire si sono dimenticati qualcosa di indispensabile. Cose come il perno della ruota davanti, le scarpe con gli attacchi, il casco, la bicicletta!





Lo sconforto termico.

Ti prende quando non sai proprio come vestirti. Fa freddo e ti vesti come se dovessi perderti sulle cime dell’Everest a - 70°C, subito dopo hai caldo e vorresti pedalare in mutande, poi sudi e ti devi rivestire altrimenti prendi fresco. Ti sei fermato 15 volte per toglierti-metterti la maglia ed ancora non ti senti a posto.
I guanti fanno caldo ma senza hai freddo. Lo zaino è fornito come un negozio d'abbigliamento sportivo ma ti manca sempre la maglia che farebbe al caso tuo.





Lo sconforto meteo.

Questo tipo di sconforto ti prende quando fa bel tempo tutta la settimana, ossia quando lavori, e il sabato e la domenica diluvia, fa così da mesi, in MTB ci vai comunque, ma che diamine!





Lo sconforto della sicurezza.

Fai discese DH, freeride, dirt e a ruzzoloni. Sai che per sicurezza ti serve il casco integrale, il collare, la pettorina completa, le ginocchiere, i pantaloncini protettivi, il paramalleolo, il paracocige, il parafulmini. Sai anche che vestito come un cavaliere della tavola rotonda è pericoloso poiché non hai la mobilità giusta per guidare la bike...e ti fai prendere dallo sconforto perché toglierti anche solo una di queste protezioni ti fa temere per la tua incolumità.






Sconforto tecnico.

Più affine al rider DH o gravity, è lo sconforto che sovviene davanti al PC all’ennessima “rassegna video” di Stembi dove tutti quei fenomeni scendono giù come le sassate da discese impossibili traccheggiandosi con front flip, back flip, flip flop e affini.
Voi estasiati da cotanta bravura e sconfortatati al pensiero che nella medesima situazione cadreste rovinosamente facendovi parecchio male.





Lo sconforto alimentare.

Sei grasso, sovrappesso o semplicemente fuori forma pertanto prima di andare a fare il tuo bel giro del weekend fai una colazione leggera. A metà percorso sei sopraffatto dalla fame e dalla stanchezza e non ti sei portato niente perché vuoi perdere peso. L’unica cosa che invece ti sei perso è il gusto della pedalata in compagnia e al suo posto lo sconforto di patire la fame e morire di stenti sul trail.


Adesso l'unico sconforto che ho è quello che manca ancora troppo a sabato ed al prossimo giro in MTB.



6 commenti:

  1. leggendo il post ho scoperto che per la sicurezza mi manca il parafulmine, si impara sempre qualcosa!

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  2. Grande stembi sei propio forte,come sempre del resto....

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  3. parto con la mia macchina e il cane, carico sci ed equipaggiamento sulla jeep del mio amico e insieme arriviamo alla piazzola da dove proseguire in jeep. scendo cane e sci e mi squilla il telefono: "ma quei bastoncini che sono qui fuori non ti servono? ma dove hai la testa....." ricarico il cane in auto e mentre il mio amico armeggia con le pelli di foca torno di volata a casa a recuperare i bastoncini. finalmente ritorno alla piazzola, scendo il cane e con la jeep, cane al seguito, facciamo la strada sterrata fino dove la neve ce lo consente. era ora! si scende con l'ansia e la frenesia di recuperare il tempo perso e infiliamo scarponi, sci, zaini in un battibaleno, iniziamo a salire ma..... i bastoncini?? consiglio sullo sconforto mnemonico: non portatevi il cane. ah, mia moglie non dovrà mai sapere che quel giorno ho sciato senza bastoncini, mi raccomando

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  4. A ME LO SCONFORTO PRENDE A GUARDARE LE FOTO SOPRA E NON POTER RAIDARE SU QUELLE CURVE.

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  5. Aggiungerei lo sconforto familiare xchè lo sto vivendo sulla mia pellaccia. Il mio Io di biker era già sopravvissuto malconcio al primo figlio con la rinuncia alle trasferte, al massimo una mugellata/anno e le ferie a Punta Ala, e con un generale rallentamento delle velocità di discesa per senso di responsabilità. Con l'arrivo del secondo figlio si profila la rinuncia totale con le foto per la vendita dell'enduro già fatte!

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    1. Mi avete beccato in fallo: lo sconforto familiare non mi è passato nemmeno per la testa.
      Peccato, sai quante stronzate ci si poteva scrivere sopra!

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