9 febbraio 2014

Monte Morello

Bella giornata.

Sembra di aver iniziato a scrivere il post con una bestemmia considerando il meteo delle ultime settimane, ma come dimostrano le foto ieri c'era il sole.


Piccola parentesi. Come si riconosce il "vero freerider canadese della Bitrish Columbia"? Vi ho fatto vedere in passato molti filmati e i più attenti avranno notato che questo genere di bikers hanno caratteristiche in comune: una mountain bike, la camicia di flanella a quadri, la barba ed un innato senso di spericolatezza in discesa. A Francesco, recente acquisto del gruppo (foto sopra), manca la camicia a quadri.



Il giro inizia con tutti biker belli carichi, qualcuno era così carico che si è dovuto mettere a maniche corte.



Poi però la salita si fa lunga, faticosa, tediosa, noisa, uggiosa, molesta, stancante, triste, estenuante, avvilente, opprimente, demoralizzante, come la sfilata di aggettivi che ho appena fatto.

Per fortuna arrivano le discese e il Monte Morello non manca di discese belle come Pianettole, un misto terra/pietra, la terra umida e appiccicosa che ti impasta le ruote e pietra su cui scivolare con le ruote impastate.

Poi c'è Rocce, che con il bagnato è proprio il massimo per gli amanti dell'assenza di aderenza, per chi aveva le ruote lisce al posteriore ha potuto allenarsi sulla tecnica del traverso.

Cappelle invece me lo aspettavo motoso, lo era ma, a livelli accettabili.
Quello che non ho sopportato è la trovata di Finanza che ha dimostrato che cos'è il genio del biker:
un pantalone impermeabile tagliato a short da MTB che in caso di bagnato evita quella fastidiosa sensazione di culo bagnato dall'acqua e dal fango tirati su dalla ruota posteriore. Da imitare quanto prima.


Il sentiero più asciutto trovato ieri.


Ed infine il vero motivo che ci porta in bici il fine settimana: la pausa pranzo tutti insieme, che dopo il Morello vuol dire fermarsi a tavola al Ristorante Il Quartino.







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