3 gennaio 2016

Livorno, Calafuria.

Ieri non lo avrei mai detto, questa mattina non lo avrei immaginato, eppure dopo un solo giorno di assaggio d'inverno con una triste pioggia ecco di nuovo una giornata di primavera ad inizio Gennaio che abbiamo saggiamente passato in MTB a Calafuria.








Sole, cielo e mare che si accompagnavano perfettamente alla bellezza del nostro percorso, ben XX km totali, da non credere, di cui X km in salita e X km in discesa.
Beh che volete non li ho contanti i km, però a sentire le mie gambe erano molti.






Dopo una pioggia copiosa come quella di ieri tutto ci saremo aspettati tranne un fondo perfetto per la bici, un terreno pastoso e grippante, una goduria per percorrere le discese in velocità.
Le rocce tuttavia erano piuttosto appuntite e dure viste le numerose forature e i pit stop stile Formula1 per riparare le gomme e partire subito.

Per coloro che ancora combattono con le forature vi suggerisco una raccolta di consigli sul tema.






Oggi siamo anche tornati all'antico, ad una buona tradizione dimenticata con cui mi ricongiungo volentieri, come un abbraccio ad un amico dopo molto tempo passato lontano.

Quello dell'abbraccio all'amico era per darvi un idea di sentito ritrovamento, gli amici non li abbraccio, al più gli alberi quando esco dal sentiero malamente.

Ero rimasto alla buona tradizione... il pranzo prima dell'ultima discesa.
Salumi, formaggi, pasta al colombaccio e vino, una sferzata di energia, freschezza atletica e lucidità prima di scapicollarsi verso la fine del giro, e per una volta posso affermare con sincerità e sollievo che "nessuno è caduto e nessuno si è fatto male".
Tu sai di chi parlo!



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