21 novembre 2010

Esalazioni ed esagerazioni.

Il meteo dice pioggia. E pioggia fu. Se il sabato è stata programmata un uscita non c'è niente e nessuno che che ci possa distogliere dai nostri intenti, figuriamoci se può essere l'acqua.

Ieri ho scritto questo post ma per fortuna prima di pubblicarlo ho atteso che gli effetti dell'alcol e dell'euforia fossero svaniti, diciamo che a mente lucida non si capiva cosa avevo scritto.
Provo un certo dispiacere a non poter trascrivere le sensazioni di ieri, intense ed estreme, contrastanti. Una giornata all'insegna dell'acqua che non poteva finire che sotto l'influsso dell'alcol. Abbiamo preso così tanta acqua addosso che al ristorante ci siamo ben guardanti dall'ordinarla.
Una risalita faticosa, forse l'unico che l'ha fatta agilmente è stato Barcollo, chissà cosa gli era preso, oppure cosa aveva preso. Gli HBB, è risaputo, tirano fuori il meglio di sé proprio dalle condizioni meteo più estreme. Ieri erano così estreme che c'è stato il vero abbandono, Rota e Fly hanno sbagliato strada e solitari hanno dovuto fare un percorso tutto nuovo ed ignoto fino a Santallago, sicuramente hanno goduto di una avventura in più rispetto a noi, il rischio dello smarrimento li avrà caricati ancor più.  Tromba e Roster non si sono persi ma sono stati lasciati indietro poiché faticavano a pedalare, ma nutro ancora il dubbio che fosse una scusa per fare le soste a mangiare i corbezzoli, ciccioni!! La cosa sintomatica è stato che, divisi  e dispersi che fossimo, ci siamo praticamente ritrovati tutti al ristorante per il pranzo, e poi ditemi che lo spirito enogastrosportivo non vi ha preso, vi ha preso eccome, tant'è che avete l'incubi a tinte arancioni.


La giornata di fatiche ci sembrava giustificasse un lauto pranzo e così è stato, pasta, grigliata e cinghiale in umido, birra poi vino e poi grappa. Tanta grappa, e trovare le Maxxis forate è stata la giustificazione per ordinare altra grappa. Grappa che mi ha dato sollievo dalla dolorante scoperta delle ruota forata. Salire il Faeta briai è facilissimo, come i discorsi a bischero mentre spingevamo le bici, ma scendere il Serra sbronzi è senza prezzo: il vero scapicolllo spericolato, giù a tutta birra(o tutta grappa) con gli schizzi di mota negli occhi e in bocca, sui sentieri bagnati e gli effetti dell'alcol che ci hanno rallentato la vista al punto tale che nel dubbio di andar piano si pedalava pure in discesa. Quelle due donne in mezzo al bosco, che ancora non ho capito cosa ci facessero, zoccole non erano di sicuro, oltre a sentirci urlare si saranno chieste se non fosse il caso di dotare anche la forestale dell'etilometro.

Se per fare delle uscite in MTB così deve piovere, allora speriamo che piova pure sabato.