9 marzo 2011

La Tecnica secondo Stembi: come vorrei la Mountainbike.


Dopo due settimane di disquisizioni meccaniche e teorie da smanettoni, quest'oggi andiamo sul filosofico. Alcuni di voi saranno tristi e delusi, già vi vedo con un problemino al cambio o con un dilemma sul manubrio largo o stretto, speranzosi che la mia rubrica porti in po' di luce nel buio della vostra immaturità tecnica, invece vi deludo e cambio registro. 
Almeno per questa volta.Così imparate ad avere fiducia nel prossimo.
Come vogliamo la nostra mountainbike non è solo la nostra idea di bici, non è solo tecnica, l'argomento è molto più ampio: la mountainbike come pratica sportiva e ludica, un'attività che possiede in sé molte sfaccettature, tanti aspetti diversi, quelli che ognuno di noi gli da. Quindi questa settimana lancio io il sasso nello stagno della discussione libera ed aperta nella speranza che scuota le acque dei vostri commenti e delle vostre idee.

La pratica della MTB per me ha un assioma indiscutibile: il divertimento. In settimana quando prepariamo, studiamo, pensiamo al percorso immagino che esso possa essere il mio tracciato ideale. Il mio percorso ideale ha tante caratteristiche, parti scorrevoli e piacevoli, magari dove si ammira la natura ed il paesaggio, parti tecniche dove si esaltano e si migliorano le proprie capacità tecniche. A priori non sdegno nemmeno la pedalata purché sia fine al divertimento e non abbia come unico scopo la fatica. Il percorso deve avere un ché di avventuroso, suscitare la voglia di scoperta e brivido per l'inaspettato. Quindi i tracciati nuovi sono quelli che mi stimolano di più. L'alta montagna è il mio habitat naturale. In montagna pure la salita ha il suo fascino, la salita che ti permette di ammirare i paesaggi, di portarti in alta quota a respirare aria fine e pulita, sentire la sensazione di libertà. Le zone paludose le lascio agli amanti della mota e dei liquami che ti si appiccicano addosso. In discesa come a tavola gradisco di tutto: la discesa tecnica dove esaltare doti d'equilibrio e rischiare di spaccarsi il mento su una roccia; la discesa scorrevole, fluida, dove è possibile lasciarsi andare alla velocità, alla ricerca degli appoggi e delle traiettorie. 
Lo sforzo fisico in mountainbike richiede allenamento e nutrimento e per me la MTB non può essere scissa dal pasto. Un bel pranzo tra la salita e la discesa fa di un percorso una apoteosi del vivere bene. Cucina casereccia e piatti della tradizione locale, così mentre scopriamo vette e vallate diamo anche un assaggio ad altre qualità del luogo, quelle culinarie. Il mezzo meccanico, la mountainbike ideale è molto difficile da inquadrare. Per fare tutto ciò che ho appena descritto servirebbe una bici leggera che ti permetta di esplorare senza fatica più luoghi possibili. Anche una robusta ed affidabile, per fare le discesa concentrandosi sul divertimento e non su possibili guai tecnici o cedimenti strutturali. Il miglior compromesso sarebbe una freeride che pesa come una crosscountry. Ahimè non esiste e se esiste...€€€€. Allora faccio l'animale da soma e mi accontento della freeride formosa anche se tracagnotta e non devo mettere nemmeno le mani dove ho le tagliole.
Come una ricetta di cucina non è solo un miscuglio di ingredienti, così la MTB non è solo bici, discese e salite. L'ingrediente principale, quello che amalgama il tutto, nel mio caso è la compagnia. Io ho trovato quella giusta. Un gruppo di esagerati che come me amano un certo modo di fare mountainbike, la MTB a tutto tondo dove non bisogna farsi mancare niente ed ogni aspetto è portato a livello di divertimento puro.

La vostra idea di MTB qual'è?