16 aprile 2011

Giro dell'Indiano.



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Il giro dell'Indiano è tanto che volevamo farlo, da anni, dal 2008 volevo vedere che effetto mi avrebbe fatto. Era difficile allora, adesso direi che è tecnico, non proprio di mio gusto, nemmeno il cappottone e la bici che vola nel burrone erano di mio gusto. Cosa mi è piaciuto? La prima discesa sassosa ma gustosa, l'ultimo tratto saliscendi e poi un poco di single track finale col delirio da stanchezza psico-fisica-digestiva, il lauto pranzo con quei tortelli strepitosi e il dolce al cioccolato.


Per il resto è un giro che non saprei definire. Alzataccia e partenza senza passare dal bagno. Pedalata di 7 ore, salite interminabili, sudore, stanchezza. A tratti avevo paura di finire in un burrone non tanto perché vado forte in discesa ma per uno svarione improvviso in salita, che oltre a morire ci sarei passato pure male! La stanchezza l'ho già detta? I monti sono belli, la compagnia affiatata ma puzzolente, non si può pedalare con chi suda, scurreggia e rutta così, regoliamoci che si va in montagna per respirare aria buona.



Il resto ve lo scrivo quando mi riprendo, guardatevi le foto. Ma sapete che? Vado a bermi due bei bicchieri di "ciocco" che quei cretini della tortelleria non ce l'avevano.