18 maggio 2011

La Tecnica secondo Stembi: pulizia della mountainbike

Questa volta v'indottrino su un argomento democratico e tollerante che abbraccia tutte le frange della mountainbike anche i fighetti come voi, anzi, soprattutto voi. Il lavaggio della MTB.

Vi sarà capitato di passare distrattamente nell'angolo della casa o del garage dove tenete la bici e presi dal panico accorgervi che ve l'hanno rubata. Oltre a sottrarvi in maniera illecita il mezzo di locomozione a spregio vi ci hanno messo un monte di mota secca. Rilassatevi e non fatevi prendere dalla tachicardia, in realtà siete davanti alla vostra MTB iper-motosa che non lavate da tempo.
Qualcuno di voi mi verrà a scrivere che le biciclette moderne sono state concepite per resistere a sporco, acqua ed intemperie.
E' arrivato il sapientone. Comunque, hai quasi ragione!
Le moderne MTB resistono allo sporco, ma fino ad un certo punto, e qui interviene la pulizia della bici che oltre a farla tornare all'antico splendore elimina gli attriti da parti rotanti incrostate e il peso eccessivo di quei 3 o 4 kg di mota e polvere.
Lavare troppo la bici fa male, come lavarla poco, in vero basta fare attenzione alle tecniche che si usano ed ai prodotti che s'impiegano per i vari elementi che compongono il nostro mezzo.
Così come per le vostre ascelle e i vostri piedi anche per la bici l'acqua non è dannosa. La MTB è praticamente fatta di alluminio, carbonio, plastiche e gomme e poi le uniche cose che si ossidano sono viti, bulloni, cuscinetti e perni, tuttavia importanti pure loro. Le infiltrazioni di acqua sono sempre possibili, taluni detergenti fanno male alle plastiche ed alle gomme, gli sgrassanti troppo forti vi danneggiano la vernice del telaio perciò quando laviamo l'oggetto del nostro sport ci vuole attenzione.
La MTB si pulisce il giusto e lo si fa in maniera delicata. D'estate quando i sentieri sono solo polverosi basta dargli una pulita a secco, magari facendo attenzione che le componenti meccaniche come la catena e le trasmissioni funzioni bene e gli steli delle sospensioni siano puliti. Quindi se è polverosa una spolverata basta. Io comunque la lavo con acqua e sapone, la spolverata è una cosa che concepisco con difficoltà.
Se invece sei una fanatico del fango e vi rigirate nelle pozzanghere come i maiali allora bisogna per forza usare l'acqua ed in casi di estrema terrosità anche qualche detergente e sgrassante.
Il precisino, pignolo, petulante e spara sentenze, avrà comprato tutto il necessario nel negozio specializzato spendendo di più che a comprare la bici nuova. I furbi e i vagabondi lasciano, di proposito e in modo subdolo, la bici in macchina o a casa dell'amico biker nella speranza che gliela lavi lui. So che questa tecnica per un certo periodo di tempo funziona. Tutti gli altri si arrangiano e in casa si trova tutto il necessario per condurre un operazione di pulizia efficace e corretta. Ecco cosa occorre:

- un secchio, vedrai che c'è, qualcuno pulirà i pavimenti a a casa tua!
- un pennello, ma non è proprio indispensabile, l'ho elencato per darmi importanza
- una scopa, io uso la scopa si, o una spugna
- detergente per piatti

Sappiamo tutti che si trovano detergenti e sgrassanti specifici, studiati da pinco pallino nel laboratorio X... ma il sapone per piatti è l'ideale e ce lo avete di sicuro.

Perché il detergente per piatti?

Perché se lava i piatti incrostati di lasagne, fritture, arrosti e uova sfrigolate nell'olio figuriamoci se non pulisce e deterge la MTB.
Perché se sgrassa la teglia del cinghiale in umido e toglie l'olio dalla padella del fritto misto, vuoi non riesca a togliere il lubrificante ormai intriso di sporco da catena, cambio, corone e pignoni? In più il detergente per piatti non è aggressivo nei confronti delle guarnizioni, delle gomme e delle plastiche e non ti svernicia il telaio, infatti se nelle pubblicità mantiene belle le mani delle donne figurati se ti rovina la bici. Inoltre il detergente per piatti non lo pagate voi ma vostra moglie quando fa la spesa per la casa.
Diluito con poca acqua lo potete spruzzare sui componenti più grassi in modo da sciogliere più agevolmente lo sporco prima del lavaggio vero e proprio.
In un bel secchio d'acqua vi serve per il lavaggio con la scopa o la spugna. Io prediligo la scopa perchè le lunghe setole raggiungono i pertugi più nascosti, se volete usare lo spazzolino da denti come nei film militari americani fa lo stesso, divertitevi.

A mano, con l’idropulitrice, all'autolavaggio. La prima più precisa, delicata ed efficace; la seconda veloce ma con possibili danni a cuscinetti, sospensioni ecc; la terza...beh siete degli assassini!

Il lavaggio a mano della bici è quello che costa più fatica e tempo, sarà forse perché è il migliore. Scopa o spugna, acqua, detergente, secchiello, voglia e pazienza oppure passione. Poche cose per avere una bici perfettamente pulita senza rischiare di compromettere nessuno dei suoi componenti. Se proprio c'è un esagerazione di sporco avete due sole opzioni: togliere il grosso con una bella spruzzata d'acqua e valutare di pulirla più spesso.
Procedimento: sciacquare togliendo fango, polvere ecc, passare con la spugna e del detergente, risciacquare. Mi raccomando pulite tutto, anche le parti più inarrivabili e noiose, che sfortuna vuole che siano sempre le più importanti da pulire e soprattutto quelle che non puliamo mai.

L’idropulitrice è bellissima, affascinante, pratica e spesso esaltante. Tra le sue più apprezzate peculiarità ci sono velocità ed efficienza di pulizia della vostra MTB. Ma usate molta cautela, snodi, cuscinetti ed altre parti meccaniche odiano l'idropulitrice e le infiltrazioni di acqua dovute ai suoi getti ad alta pressione.

Il non plus ultra dell'idropulitrice non è quella che avete a casa bensì quella dell'autolavaggio, così potente che scappa di mano, l'avete mai provata sulla vostra bici? Funziona e pulisce bene vero? Allora siete degli assassini! Ve lo avevo già detto prima. Acqua ad alta pressione e sporco si infilano nei posti peggiori e se non lo avete mai notato è perché non avete mai smontato il movimento centrale o le sospensioni, ci si può trovare dentro la terra del giro che avete fatto l'anno passato. L'idropulitrice usata con giudizio tuttavia non fa danni.

Dopo il lavaggio si fa merenda e si stappa una bella bottiglia di vino, se è estate la birra, rinfresca di più, ma prima sarebbe bene asciugare il vostro amato mezzo di locomozione. Ecco il momento che tutti aspettano, quello in cui fa la sua comparsa il compressore. Sono convinto che lo avete tutti! Come si fa a vivere in pace con se stessi senza possedere il compressore?
Prima di usare il compressore però dobbiamo togliere il grosso dell'acqua, operazione che si esplica semplicemente sollevando e scuotendo la bici con scatti bruschi e frenetici, oppure roteandola sopra la testa. Più o meno quello che fanno i cani quando escono dall'acqua. Per sgrondare l'interno del telaio, lo so che ci siete andati vicino con l'idropulitrice, dovete togliere il reggisella e capovolgerla. Con questi esercizi potete smettere di andare in palestra. Adesso che scuotendo e capovolgendo la bici avete allenato le braccia si usa il compressore, e si dirige il getto d'aria dove più serve: in faccia per rinfrescarsi che con tutto questo sollevamento pesi sarete già sudati fracidi. Successivamente si soffia sulle parti che più patiscono il contatto con l'acqua quali mozzi, forcelle, ammortizzatori, catena, corone, pignoni, deragliatore, cambio, freni, manettini del cambio, snodi del telaio. Facevo prima a dire quello che si poteva non asciugare! Se non abbiamo l'aria compressa si lascia al sole e speriamo che non arruginisca, oppure si usa la carta o gli stracci e ci passiamo una giornata. Se volete risparmiare tempo durante la fase di asciugatura vi consiglio di comprare il compressore, magari bello grosso. Lo so, sul compressore non transigo.

Lavando la bici si sgrassa e i lubrificanti se ne vanno. Quindi una volta lavata ed asciugata dobbiamo lubrificare di nuovo tutte le componenti che lo necessitano. In tempi passati quando ero un giovane biker inesperto ma esuberante la lubrificazione era fatta con la tecnica dell'immersione: prendevo la bici e la  immergevo in un bagno di gasolio. Freni a parte la bici era pronta per resistere a qualsiasi tipo di intemperie, ma a volte mi scappava di mano da quanto era unta.
Oggi la lubrificazione è diventata un poco più specifica e si avvale di nuovi lubrificanti, oli e grassi specifici per ogni componente della MTB.
Catena: applichiamo il lubrificate maglia per maglia o con lo spray o col pennello. Gli sbrigativi come me spruzzano un sostanzioso strato di silicone spray.
Cambio e deragliatore: consigliato olio al teflon molto liquido e che attacchi poco lo sporco oppure spruzzata di silicone spray.
Steli forcella, ammortizzatore e reggisella telescopico: consiglio l’applicazione di un lubrificante apposito che ora vi dico abbiate pazienza maledizione! Allora si applica sia sullo stelo, che leggermente sotto il raschia polvere che va sollevato delicatamente. Per la lubrificazione degli steli si può utilizzare o l’efficacissimo FInish Line Stanchion Lube oppure una spruzzata di silicone spray.
Il resto della bici va bene così, oppure spruzzata di silicone spray per lucidarla.
Insomma io ho solo il silicone spray.

Alla fine del lavaggio dobbiamo controllare che la nostra MTB sia a posto dal punto di vista meccanico:
  • viti, brugole e bulloni serrati; 
  • cambio e deragliatori regolati, e tutti i rapporti che entrano al volo senza rumori e miagolii; 
  • i freni che non fischiano o tentennano, si controlla lo stato d'usura delle pasticche e che l'impianto frenante non perda olio 
  • tutti gli snodi ben avvitati e che facciano il loro lavoro senza attriti 
  • sospensioni e ammortizzatore regolati ed efficienti
  • totale assenza di crepe o danni a manubrio e telaio 
  • la mancanza di rumorini, tentennamenti, ciglolii, miagolii, strufiamenti e strusciamenti 
Abbiamo quasi finito, un ultima cosa...fate 3 passi indietro, osservate la MTB e sospirando dite:” deh, boia che mezzo!”