30 giugno 2011

La Tecnica secondo Stembi: la Freeriditudine.

Questo post non tratta di tecnica, è molto più filosofico, introspettivo.
Dalla nascita del nome del nostro gruppo, iosonofreeride, mi sono domandato per giorni, anzi notti intere il significato intrinseco di questo nome.
Se è vero che siamo freeride, il pungolo è stato quello di sviscerare tale affermazione e renderla più chiara e comprensibile.
Durante questa ricerca mi sono imbattuto in una domanda: quando possiamo definirci freeride? E una volta tali, quanto siamo freeride?

L’essere freeride è uno stato d’animo, un’attitudine, una percezione di sè e del nostro essere oppure è strettamente correlato alle nostre azioni, ai fatti?
Ormai intrappolato in questi pensieri mi sono abbandonato all’alcol in cerca di risposte. Ahimé l’alcol di risposte non ne da, ma fa dimenticare le domande, ma in quel momento, tra l’arzillo e lo sbronzo, lì nascono le mie migliori idee, i miei attimi di ispirazione.
Nacque così il concetto di FREERIDITUDINE, che è la disposizione o la dote motoria, mentale e comportamentale al freeride che ci spiega in maniera esatta e incontrovertibile quando siamo freeride e a quale livello. Spiegare cos’è essere freeride è difficile, ancor di più quantificarlo.
Il concetto di Freeriditudine ci aiuta in questo attraverso le sue caratteristiche principali che sono:
Freeriditudine Tecnica
Freeriditudine Fisica
Freeriditudine Meccanica
Freeriditudine Mentale
Freeriditudine Alimentare

Questi tipi sono ulteriormente divisi in 5 livelli, e punteggi, analizzati secondo una descrizione che poi ci rivelerà e quantificherà la nostra personale freeriditudine e quanto siamo FREERIDE.

Freeriditudine Tecnica 0:
Ti esalti sulle strade ghiaiose, in pianura e sui selciati, ma riesci benissimo anche pedalare sull’asfalto e sulle piste ciclabili. Vai leggermente in crisi sui cavalcavia e se la discesa ti fa raggiungere i 11,5 km/h ti prendono gli attacchi di panico.
Per passare al livello superiore cerca di togliere almeno le rotine, il cestello e tutti quei catarifragenti che hai sulla bici.

Freeriditudine Tecnica 1:
Possiedi una MTB, sai cos’è lo sterrato e capisci che il sali-scendi non è mal di mare ma un sentiero con salite e discese in sequenza. La discesa la fai ancorato alla mountainbike, il tuo corpo si salda al telaio ma sai che potresti scioglierti per guidare la bici e riuscire a bilanciare il peso.

Freeriditudine Tecnica 2:
La MTB è ammortizzata e sopporta lo sterrato che cerchi costantemente, ami fare i singletrack, le discese e gli ostacoli non ti intimoriscono più di tanto, anzi di quando in quando te li vai pure a cercare.

Freeriditudine Tecnica 3:
Non sai cos’è l’asfalto, quando ti parlano di bici da strada rimani perplesso o basito, il tuo terreno è solo sterrato e pietroso magari anche con qualche radice. Ti butti in discesa a ciucco sia sull’asciutto che sul bagnato, sai che ogni pendenza, ogni curva, ogni ostacolo vanno affrontati in posizione diversa sulla bici e cerchi sempre di adattare la guida al percorso ed alla situazione in cui ti trovi.

Freeriditudine Tecnica 4:
Fai i sentieri in bici quando la maggior parte delle persone porterebbero corde e piccone, più che tecnico sei incoscente, la sella in discesa non ti serve sei sempre sui pedali, scioltezza e dinamicità sono il tuo credo. Discese tecniche, veloci o pericolose, sono solo modi diversi di dire divertimento.

Freeriditudine Tecnica 5:
Come al livello 4, anzi di più. Salti, drop, passerelle, doppi, kick, landing, panettoni, wallride, paraboliche e non si sa cos’altro. Sempre forte, sempre veloce, sempre senza paura e timore ma con una guida così fluida e pulita che riesce a far sembrare tutto facile.


Freeriditudine Fisica 0:
Già al pensiero che il giorno dopo devi tirare fuori di casa la MTB ti senti stanco, per non parlare del doversi alzare prestissimo con l’intento di dover durare fatica.

Freeriditudine Fisica 1:
Riesci a montare in bicicletta senza sforzo e a farti qualche km di pianura, nelle giornate di trance agonistica sei capace di affrontare una salita di 200 metri senza scendere. Ahimè riprendi a respirare normalmente dopo due ore che sei tornato a casa.

Freeriditudine Fisica 2:
Sterrato leggero sia in salita che in discesa, stai sostituendo quell’enorme ammasso di grasso lardoso che hai addosso con un accenno di muscoli, almeno nelle gambe. Seppur sfigurato dalla fatica qualche km lo fai e porti la pellaccia a casa senza conseguenze gravi o permanenti. Scopri muscoli doloranti che nemmeno sapevi di avere.

Freeriditudine Fisica 3:
Percorsi solo sterrati, finalmente le tue uscite si possono definire “giri in MTB” con qualche affanno fai salite e discese. Adesso ti rendi conto che la parola allenamento ha un significato compiuto e ti proponi di prepararti dal punto di vista atletico, specialmente quando scopri che quei dolori lancinanti su tutto il corpo sono crampi.

Freeriditudine Fisica 4:
I tuoi percorsi sono lunghi ed articolati, cambi di ritmo e le sailte lunghissime non ti fanno più paura, inizi a prediligere la montagna alle colline e 1000 metri non sono solo sinonimo di 1 km ma anche un dislivello che si può fare pedalando in salita o scapicollandosi in discesa. In discesa non senti più quei fastidiosi crampi alle mani e alle dita quando freni e stare sui pedali non è più quello sforzo disumano.

Freeriditudine Fisica 5:
Ormai pedali per ore in salita e puoi stare a giornate intere in un bikepark. La fatica la senti solo a fine giornata, è la fatica di dover attendere l’evento successivo. Se ti poni un obiettivo non ce n’è per nessuno e tiri dritto verso la metà, sai benissimo che puoi farcela e non ci sono limiti. In un bike park stai in piedi sui pedali a giornate intere, le braccia sempre morbide e guidano in maniera fluida la bici per i sentieri e i trail anche dopo ore. Ti alleni sempre e pure di voglia! Quando torni a casa prima della doccia fai qualche serie di addominali e flessioni.

Freeriditudine Meccanica 0:
Ti hanno detto che esiste la mountainbike. Fai finta di niente anche se non hai capito che roba è e poi scopri che è una bicicletta e ha ben 2 ruote!

Freeriditudine Meccanica 1:
Appena acquistata la tua MTB ti inizi a chiedere come si usa. Cosa sono quelle leve sotto le manopole? Come mai tutti quei dischi dentati alla ruota di dietro? Perchè non c’è l’autoradio?
Non ti preoccupare a questo livello di Freeriditudine Meccanica sono domande che uno si pone.

Freeriditudine Meccanica 2:
Sai cosa sono le leve del cambio e dei freni, ti esalti perchè hai imparato a gonfiare le ruote. Per tutto il resto c’è il maccanico o l’amico smanettone, personaggi che in genere veneri e osservi con riverenza ed ammirazione quando ti riparano, smontano e rimontano la MTB.

Freeriditudine Meccanica 3:
Ormai fai tutti quei piccoli lavoretti da solo. Cambi i fascioni e le camere d’aria, sai cos’è il propedal, hai una vaga idea di cosa sono precarico e compressione negli ammortizzatori. Possiedi un bel kit di riparazioni nello zaino e sai anche come usarlo.

Freeriditudine Meccanica 4:
Il meccanico non ti vede più e vi chiama nostalgico o vi spedisce le cartoline di auguri a Natale ma ormai voi siete perfettamente in grado di latticizzare le ruote, cambiare un raggio, regolare freni e cambio, smontare quasi tutti i pezzi della vostra amata MTB senza problemi. Il vostro garage è praticamente un’officina e la manutenzione un piacevole passatempo.

Freeriditudine Meccanica 5:
Di MTB sapete tutto. Siete il punto di riferimento di amici e appassionati, conoscete il codice prodotto di qualsiasi componente su Chainreactioncycles e sapreste montare una bici in 2 ore con componenti da voi accuratamente selezionati e senza nemmeno sbagliare una regolazione o una messa a punto. Se non esiste un componente a voi congeniale ve lo fabbricate da soli e inoltre lanciate nuove tendenze e modi avveneristici di interpretare la meccanica ciclistica.


Freeriditudine Mentale 0:
Per voi la mountain bike è uno sport come tanti altri. Come il ping pong e l’acquagym

Freeriditudine Mentale 1:
Avete comprato la MTB e siete fieri di intraprendere questo nuovo sport di divertimetno e compagnia.

Freeriditudine Mentale 2:
Siete degli appassionati di mountainbike e vi inzia a stuzzicare il freeride. Non concepite chi siano i bitumari e cosa facciano. Vivete il venerdì programmando il giro del sabato.

Freeriditudine Mentale 3:
Vi siete raggruppati in branco fogandovi a vicenda, il sabato è un appuntamento fisso con la MTB e se per cause di forza maggiore non potete andare a fare un giro si va la domanenica, costi quel che costi.

Freeriditudine Mentale 4:
Col vostro gruppo sapete parlare solo di freeride e mountainbike, salti, appoggi e pezzi di ricambio. Quando non siete insieme a pedalare o in un bikepark vi tenete in contatto con siti, blog, forum, foto e video che non trattano altro che solo ed esclusivamente di bici bici bici.

Freeriditudine Mentale 5:
La mountainbike e il freeride non sono più una passione ma un’ossessione. Alla vigilia di un evento non dormite la notte, vi preparate con giorni di anticipo, vi documentate, leggete riviste e giornali. Ormai disconoscete moglie e figli. Talvolta vi bloccate ore davanti alla vostra bella, sinuosa, aggraziata mountainbike solo per vederla e bearvi delle sue forme. Se per qualsiasi motvio vi discostate dalla pratica della MTB o del freeride incorrete in gravissime crisi d’astinenza.


Freeriditudine Alimentare 0:
Per voi la mountainbike è un modo per dimagrire quindi non si mangia, nè prima, nè durante, nè dopo. Il vino è veleno.

Freeriditudine Alimentare 1:
Per voi una corretta alimentazione per praticare la mountainbike è la barretta energetica e i sali minerali, ma attenzione a non esagerare, poi dopo il giro niente pasto altrimenti è inutile aver pedalato e faticato.

Freeriditudine Alimentare 2:
La mattina prima del freeride o di un bel giro in MTB si fa una bella colazione per accumulare forze. Nello zaino sempre cioccolate e miele. A fine giro gradite un pasto ma leggero e scondito.

Freeriditudine Alimentare 3:
La mountainbike e il freeride non posso prescindere da un’alimentazione corretta e costante. Colazione, spuntino e lauto pranzo. Nell’organizzazione delle escursioni o delle discese nei bikepark è obbligatorio trovare e prenotare un ristorante.

Freeriditudine Alimentare 4:
Se la colazione è importante, la doppia colazione è una benedizione. Dopo le fatiche fisiche arriva il turno di quelle digestive e allora una volta seduti al ristorante il pasto è completo di antipasto, due primi, due secondi, dolce e vino a profusione. Se le gambe sono stanche, la pancia deve essere piena.

Freeriditudine Alimentare 5:
A questo livello di Freeriditudine Alimentare possono appartenere solo le elitè del freeride/mountainbike. Dato per scontato lo strafogo con rischio indigestione a colazione, pranzo e cena, a questo livello nello zaino troviamo non solo miele, cioccolate e barrette ma anche panini, vino e grappa. La bottiglia di liquore al cacao fatta in casa da distribuire prima di una discesa completa il vostro profilo di Freeriditudine Alimentare ai massimi livelli. Spesso chiedete un rinforzino frugando nello zaino altrui. Consapevole di aver praticato molto sport per 2 giorni consecutivi non ti alzi dal tavolo fino a che non sei satollo.



Freeriditudine Totale.
Fate la somma dei vari livelli(0-5) di ogni tipologia di freeriditudine in cui vi riconoscete