28 giugno 2011

Senza più dubbi!




Oggi ho fatto una cosa di cui un po' mi vergogno, ma dovevo farla.
Uno di quei tabù che per una freeride-crew come la nostra può essere motivo di preoccupazione...
Ho fatto un giro in bici da CORSA!!
Niente paura, è stata la prima e sarà anche l'ultima volta.
Vi voglio però raccontare com'è andata...
Ho già messo la Torque in assetto da "Guerra" per Livigno (ho anche già fatto le borse dalla smania...) bella pesa spiombata, supergommata, reggisella basso e sellino all’insù!
Oggi però avevo troppa voglia di pedalare sicchè mi guardo intorno e ti vedo il vecchio ferraccio di babbo Sandro, una bici da corsa comprata usata 12-13 anni fa e praticamente rimasta inutilizzata da allora!
Gli do una lavata veloce e provo a gonfiarla, gomme imporrite a parte sembra che tenga.
Quindi prendo lo svitol per sciogliere un po’ di ruggine dalla trasmissione e monto i pedali da MTB (quelli a sgancio, eh, non i Flat!)
Tutto sembra incredibilmente funzionare alla perfezione, quindi mi vesto e parto!
In 1,5h sono andato a Castelfiorentino e tornato (circa 45km)!!
L’andata fantastica, avevo il vento a favore (ma questo l’ho scoperto al ritorno..) e andavo come una scheggia, sembrava avessi il motore! L’entusiasmo mascherava anche quello che sarebbe stato il vero calvario al ritorno: le buche!
Si perché in bici da corsa le buche sono anche quelle microscopiche crepette dell’asfalto, un sassolino di ghiaia può molto facilmente farti cadere oltre che rimbalzare su quella sella che sembra di legno.
Le gomme non assorbono nemmeno la minima vibrazione, i freni praticamente non fanno, il manubrio sarà largo si e no la metà dei nostri ma soprattutto sembra di mettere le mani all’altezza dell’asse della ruota anteriore tanto che è basso!
Il divertimento non esiste, esiste solo la fatica.
La fatica però si distingue in 2 tipi: Quella che ti passa bene (e molto probabilmente viene scambiato per divertimento) cioè quando sei in piano o leggera salita, hai il vento a favore e vai a tutto foo!
Poi però c’è quella che non ti passa mai, non tanto la salita quanto il rettilineo controvento! Mettici le macchine che ti sbrezzano accanto come se tu non ci fossi e i miliardi di microbuche che si sentono anche quando l’asfalto sembra un biliardo. Quando poi si prende una buca seria… beh se non si casca e ci si smusa sull’asfalto (impossibile non cadere di faccia in quella posizione) se ti va bene ti fai una contrattura alla schiena e se sei meno fortunato ti sposti qualche vertebra (per la felicità dell’osteopata)
In sostanza il ritorno è stata una tortura di fatica, mal di schiena, dolori cervicali e torcicollo per vedere se da dietro arrivava nessuno e potevo scansare la megabuca di 1cm che mi avrebbe definitivamente spezzato.

Dimenticavo: la discesa… direi che la discesa e solo un tratto di asfalto in cui si aspetta di essere di nuovo in piano e si cerca di limitare i danni facendo attenzione a mille pericoli come buche, strisce, macchine e sassolini…

Che dire, mi dovevo togliere il dubbio. Adesso l’ho fatto.

Ma che siamo matti! Continuiamo col Freeride vai!!!