5 febbraio 2012

La Tecnica secondo Stembi: la catena che sbatte.

Questo meteo e le temperature "fresche" mi stanno proprio uccidendo il morale, sono piuttosto affranto da un così pernicioso fine settimana dove non si pratica MTB. 
Pertanto mi distraggo con questo ennesimo post de La Tecnica secondo Stembi. 
Post che troverete eccitante ed interessante nella grafica come nella mia chiara esposizione di argomenti tecnici...più nella grafica.

La catena è un elemento indispensabile per la bici e nello stesso momento una specie di iattura quotidiana: si consuma, si grippa, si rompe.
Deve essere pulita e lubrificata, sempre.
Però quando è in perfetto stato è una delle più grosse soddisfazioni per il biker, soddisfazione che si espleta nell'ammirare la perfetta efficienza dell'elemento meccanico come nella lusinghiera estasi che si prova quando vieni interrogato da altri ciclisti sulle metodologie che si adottano per la sua manutenzione.

La catena fa anche da spia. La catena sporca, morchiosa, secca o addirittura rugginosa è un abominio, lo sciatto e scalcinato ciclista meriterebbe una freeriditudine meccanica “0” per tenere la catena in uno stato tanto pietoso. Come si fa manutenzione alla catena? Dopo ogni uscita la catena, come la MTB, vanno lavate e lubrificate.

La catena vive di vita propria in discesa, nei tratti più sconnessi, quelli che quasi ti arrapano da quanto sono belli, nei passaggi tecnici, negli appoggi, nei salti dalle rocce e sulle rocce, in questi frangenti la catena sballottola, se ne esce dalla guarnitura, picchia sul telaio e sulle componenti del cambio.

La fuoriuscita della catena dalle corone o dalla guarnitura capita sempre nel momento sbagliato e se ritardi quei 2 secondi a fermarti per sistemarla il rischio, spesso concreto, è che la catena si incastri tra la corona piccola, piegandola, e il telaio della tua amata MTB facendolo a scaglie!
Come si fa ad evitare che la catena se ne salti briosa a destra e a sinistra come un oggetto animato o affetto da crisi epilettiche? 
Beh di risposte a tale quesito ce ne sono molte e ve lo sciorino tutte.

Il biker DH, o soggetto affetto dalla diacchite (leggasi la definizione), provvede col monocorona e il guida/tendicatena, e il gioco è fatto, anzi il biker DH è per indole uno personaggio dalle soluzioni semplici e definitive, talvolta drastiche.

Chi ha 3 corone evidentemente possiede una bici da marathon, cross country o addirittura stradale. 
Siete obnubilati dalla fatica? Le endorifine creano una fitta nebbia nella vostra scatola cranica e i sali minerali vi hanno incrostato le sinapsi tra i neuroni? A meno che non siate fanciulle piacenti questa non è una rubrica per voi! Mi pareva di averlo già scritto da qualche altra parte.

Chi ha 2 corone, e al posto della terza il bash, non deve fare altro che tenere il cambio posteriore e il deragliatore sempre ben regolati così non esce la catena mentre si pedala e soprattutto si potrà godere di una cambiata precisa.
Anche così capita che esca la catena, seppur raramente, allora si può scorciare la catena di un poco togliendo qualche maglia, giusto per fare in modo che la molla del cambio posteriore la tenga più in tensione.
Basta non fare gli esagerati e scorciarla talmente tanto da non riuscire più a mettere i rapporti desiderati.
Altra finezza che ultimamente si trova già di serie sulle bici, mentre quando abbiamo iniziato noi di iosonofreeride non c’era, o forse c'era ma eravamo ignoranti e non lo sapevamo, è il tendicatena.
Mi sovviene il ricordo di qualche sapientone che mi domandava beffardo a cosa servisse la rotellina sotto il telaio e dietro le corone!

Il tendicatena non fa altro che aiutare il cambio posteriore a tenere la catena in tensione nella parte inferiore della sua corsa e limitare gli spostamenti della catena durante le discese scassate, ma soprattutto evita che la catena si svincoli dall'allineamento ideale con la corona mentre pedaliamo, anche all'indietro.
Senza rendercene conto capita spesso di fare la pedalata all’indietro, pensate ad esempio quando spostate i pedali per impostare le curve, ora che ci penso solo li si muove i pedali all’indietro!

Se non avete trovato il tendicatena di serie sulla vostra MTB allora avete preso una bici sfigata o vecchia e soprattutto dovete provvedere a metterlo.
Modelli e tipi di tendicatena ce ne sono tantissimi.
Forse ci sono quelli per la tripla corona, che non prendiamo nemmeno in considerazione poiché è da crosscountry, anzi non sareste dovuti arrivare a questo punto della lettura.
Ci sono quelli per la doppia che non è altro che una puleggia tenuta su da un supporto in alluminio che non va mai preciso sul telaio, hai voglia di attacchi ISCG o di smontare il movimento centrale.
Per il monocorona...è sempre una puleggia, magari dentata.
Poi c’è quello che preferisco, quello fatto col tubo di gomma per innaffiare il prato e fermato al telaio con una fascetta di plastica.
I più attenti al design coprono il pezzetto di tubo con un nastro isolante del colore in tinta col telaio.
Questo tendicatena è il migliore, il più economico, il più leggero, il più efficace, quello che da soddisfazione e fa tanto biker smanettone.

Ma perchè darsi tanta pena per evitare che la catena cada in qua e la, oppure sballotoli in su e giù? Semplice, perché si scassa la catena, rovina il telaio e da fastidio il rumore a te a chi ti pedala accanto.
Avere il cambio regolato, il movimento centrale che non cigola, i freni che nè fischiano e nè stridono, il tendicatena che evita lo sbattere della catena è una questione di rispetto e civiltà e soprattutto mi da fastidio a me, deh.