22 settembre 2012

Contagio.


Abbiamo sempre pensato e sperato che la diacchite (link) fosse un fenomeno circoscritto all'area francese de Les2Alpes, non appena un soggetto infetto tornava dal Bikepark francese era dedito all'acquisto di una bici da DH.
Ebbene ieri sono stato testimone della malattia, di un nuovo caso. Anche questo malato è stato a Les2Alpes anni fa, il che ci fa capire che potrebbe esserci un periodo piuttosto lungo in cui si è portatore sani, sani si fa per dire ovviamente, oppure il virus si rilassa stando un po' in quiescenza (era molto che volevo usare questa parola, sono rare le occasioni che ci sta bene).
Il soggetto aveva appena aperto lo scatolone con la MTB dentro e si notavano già sul volto i sintomi del male: smania, foga, eccitazione, sguardo perso nel volto e pensiero rivolto a discese, salti e scapicolli.



Effetti della malattia di Barcollo.



In genere mi compiaccio quando un elemento del gruppo si ammala di diacchite ma stavolta la mia felice complicità si è trasformata in sbigottimento ed invidia alla vista della sua bike: il telaio non era rifinito.

Alluminio grezzo, ben in vista bellissime e sinuose saldature e lapislazzuli di spazzolate di flessibile. 
Sono tuttora affascinato, mentre per molti rifiniture, verniciature, sfumature e colore solo alla base del design di una MTB per me che sono moderatamente "grezzo" una telaio così selvaggio mi trasmette tutta l'anima, la peculiarità del freeride.

virus diacchite